Questi i nomi dei componenti della Task Force per ricostruire l’ippica voluta da GianMarcoCentinaio. Sono loro che si assumono davanti all’ippica tutta la responsabilità di cambiare il settore. Guai a sbagliare.

Redazione

Premettiamo che questo è un blog indipendente che parteggia solo per le buone idee, persone che fanno gli interessi del settore indipendentemente dalla colorazione politica.

ECCO I NOMI DI CHI FA PARTE DELLA TASK FORCE DEL MIPAAF

On.dott. #CesareErcole ex allev e propr trotto (Lega)
signora #IsabellaAstiBezzera, allevat. galoppo (Lega)
dott. #FrancescoBruto, manager galoppo (Lega)
dott. #EnricoVarriale (giornalista Rai)
dott. #StefanoManocchio, veterinario (5 Stelle)
dott. #Francesco RuffodellaScaletta, manager ippico (5 Stelle)
sign. #RobertoMazzucato allevat. e propr. trotto
coordinatrice dott.ssa #SilviaSaltamartini (Mipaaft)

Arbiter: il servizio sugli europei di polo a Villa a Sesta.

il servizio di Claudio Gobbi

Il testo completo

Chissà se Alfio Marchini per consolarsi dal brutto risultato delle elezioni a Sindaco di Roma è tornato a volare con il suo jet nei celi d’Europa con al seguito gli amati 19 cavalli da polo con cui ha vinto al cospetto della Regina la mitica Quee’s Cup, il trofeo più prestigioso al Mondo? Tuttavia non era presente a Villa A Sesta, oggi il più importante campo di gioco continentale voluto da quel grande appassionato che è Riccardo Tattoni, uomo di finanza che ha ospitato il Campionato europeo di polo 2018, un evento che ha raccolto 10 squadre in rappresentanza di altrettante nazioni sotto l’egida della Federazione italiana sport equestri e del Coni.

Particolare la storia di questo gioco così amato da personaggi di altissimo livello come John Kerry, segretario di Stato di Obama, che qualche anno fa sul campo di giuoco di Chantilly – Francia – si ruppe una spalla cadendo durante una fase di gioco.

Le sue origini risalgono alla notte dei tempi. Era giocato dai persiani e poi dai bizantini, in India, in Mongolia dove pare che Gengisc Khan ne fosse un grande estimatore. Uno Sport dei Re e il Re degli Sport come si usa definirlo.  Non a caso passato dalle regge dei maragià che lo praticano tutt’ora con gli elefanti oltre che a cavallo (ma viene disputato anche a dorso di cammello), ai campi di gioco dei Reali d’Inghilterra, primo fra tutti il principe Carlo. Un gioco che dall’Asia è prima giunto in Gran Bretagna, per poi migrare in Argentina dove infiniti spazi sono il naturale approdo per questo sport che ogni anno a novembre mette in scena l’Abierto, un torneo che coinvolge tutta la nazione e paragonabile per popolarità al calcio.

Il polo è uno sport duro, <Si molto impegnativo, in cui ci vuole dedizione e volontà>. Ad affermarlo non è un prestante cavaliere, ma una appassionata signora milanese, Ginevra Visconti che ha giocato a Villa a Sesta il torneo riservato alle donne in cui l’equipe italiana ha portato a casa la medaglia d’argento. <Una storia e una passione che viene da lontano la mia, dai miei trascorsi in Argentina dove quasi per caso impugnai una mazza da polo che poi non ho più smesso di usare. Tranne per un paio d’anni, quelli necessari per riavermi da una brutta caduta durante una fase di giuoco. <Mi ci è voluto del tempo per riprendermi, poi ho ricominciato a giocare a Villa a Sesta con due cavalli>.

Accanto alla durezza che non possiamo più evidentemente definire maschia, ecco l’eleganza. E così non a caso che agli europei fosse costante la presenza di un “Signore della Moda”, Salvatore Ferragamo. Una passione “giocata” sui campi di famiglia poco distanti da Villa a Sesta con tanto di figli e nipoti, tanto da formare l’equipe di 4 giocatori che compongono una quadra.

A Villa a Sesta al seguito delle loro nazionali sono giunti i club di tutta l’Europa del polo che conta. Che oggi gioca in Toscana, domani sul ghiaccio del lago di St Moritz. E che fa del polo un ambito assolutamente esclusivo, forse l’unico rimasto in cui l’élite finanziaria, politica e sociale internazionale si incontra e discute di affari, propone mode e modi, e personaggi. Perché è presto detto. Il polo non è da tutti, richiede importanti investimenti che costituiscono un budget importante, A cominciare dall’acquisto e mantenimento dei cavalli (ce ne vogliono almeno due per giocare una partita), all’iscrizione a un club, per finire spesso a una tenuta di proprietà.

Ed è in uno di questi club, Villa a Sesta che la Fei (federazione equestre internazionale), ha scelto per disputare l’edizione 2018 dei campionati europei. Qui è svolto un altro capitolo di questo sport reale da giovedì 20 a domenica 30 settembre, con la titolazione di FIP European Polo Championships Quantocoin Cup. Non un luogo qualunque, ma il maggiore polo club europeo, con un campo che per dimensioni è più ampio di quello di Palermo a Buenos Aires dove in novembre si giocherà l’Abierto, mi maggiore torneo mondiale

Sui 4 campi di Villa a Sesta sono scese in campo 10 nazioni: Azerbaigian, Austria, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Slovacchia, Spagna, Svizzera e Italia. Quattro di queste – Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi – hanno schierato anche una squadra tutta ‘rosa’ al via nel Campionato femminile. Ha vinto l’Italia capitanata da Eduardo Mendez.

Ma che fatica! É stato un match all’ultimo tempo di galoppo, con scontri vibranti a rischio penalty. Schiuma che colava dalle spalle e dalle groppe dei cavalli e tanto stress che macchiava di sudore le immacolate casacche dei giocatori. Paragonabile a quello stress dei giocatori di una partita di calcio. Poi è finita 8 goal per l’Italia e 4 per l’Azerbaigian tra gli applausi, le coppe le foto di rito e una favolosa cena di gala.

E i cavalli? L’altro protagonista di questo sport.  Oggi si usa molto il purosangue inglese, monto scattante. Le razze impiegate tuttavia sono il polo pony e il criollo, un cavallo allevato in Argentina. I costi di acquisto partono da 5000 euro fino a un massimo di 150.000 a soggetto, per i professionisti.

Non sono mancati gli sponsor, ovviamente trattandosi di uno sport che divenire ben frequentato è poco. Us Polo fra tutti. Mentre l’equipe femminile era supportata da Castiglion del Bosco, tra le case vinicole pù prestigiose produttrici del celebre Brunello di Montalcino. Oltre a Hadoro Paris, Kinks Polo, Nero champagne, e a Azerbaigian land of fire. Sponsor ufficiale del torneo, la piattaforma bancaria Quantocoin.

Tutte le foto del torneo

Nella foto grande qui sopra #GinevraVisconti.

Hannover: la listed la vince Axana alla grande.

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Una grande Axana ha vinto la liste della scorsa domenica senza grande fatica.

VIDEO

https://youtu.be/xyPuX9r0CnY

#Arqana: La vendita annuale di ottobre si conclude con cifre vicine ai livelli record.

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Redazione esteri

La sessione finale, di ottobre ha ha dato risultati coerenti con un tasso di vendite  dell’83%. Il prezzo più alto di € 37.000 è stato pagato da BBA Ireland per un puledro del della prima annata del Breeders ‘Cup Juvenile Turf hero Outstrip, venduto da Haras de Beauvoir.

Il prezzo medio complessivo per i quattro giorni di negoziazione è stato di € 40.345, solo il 3,6% in meno rispetto al dato record dello scorso anno e il tasso di vendita è stato del 79%. Un catalogo leggermente ridotto ha generato un fatturato cumulato di € 18.236.000, con un calo dell’11% rispetto al 2017, pur rimanendo il terzo miglior aggregato nella storia della vendita.

Eric Hoyeau ha commentato la vendita: “Da un catalogo leggermente minore, le Yearling Sale di ottobre ha dato una serie di risultati molto vicini ai livelli record raggiunti negli ultimi due anni. I 360.000 euro pagati per una puledra di Siyouni dal proprietario statunitense George Bolton, che era in visita a Deauville per la prima volta, sono stati il secondo prezzo più alto nella storia della vendita.

Un certo numero di altri yearling che combinavano un pedigree commerciale e fisico hanno fornito buoni prezzi, sia che fossero acquistati da nuovi investitori come Sheikh Mohammed Obaid, John Foote o compratori regolari dalla Scandinavia, dalla Spagna, dalla Germania e da tutta Europa che erano stati fortunati con i loro acquisti precedenti. Auguriamo loro tutti i migliori auguri per il futuro”.

Tuttavia, non si può ignorare il contrasto tra la parte superiore e inferiore del mercato, una situazione che è stata osservata in diverse altre aste negli ultimi mesi. I criteri degli acquirenti sono diventati sempre più severi, il che ha fatto sì che un certo numero di cavalli non fosse appetibile. Cercheremo di riesaminare i risultati e consultare tutte le parti interessate al fine di identificare quali adeguamenti devono essere apportati. Stiamo anche lavorando continuamente per rafforzare la nostra forza lavoro e la nostra strategia al fine di attrarre nuovi acquirenti. »»

#Fieracavalli: entra nel vivo la #Longines FEI Jumping World Cup

Oggi alle 11.15 al Padiglione 8 farà il suo ingresso il primo binomio in gara nel CSI5*-W categoria a tempo premio Clabel impianti Ippici – che apre il programma sportivo internazionale della diciottesima edizione di Jumping  Verona. Oggi giornata subito intensa con altre due categorie: alle 15.30 ancora una prova a tempo – premio Kask – e alle 17.45 la ‘grossa’ una categoria mista con ostacoli a 1 metro e 55 – premio Prestige. A livello nazionale prosegue invece il Gran Premio 120×120 iniziata già ieri, una gara ideata appositamente per celebrare la 120esima edizione di Fieracavalli.

Sabato e domenica mattina previste altre tre categorie del CSI5*-W prima del gran finale con l’appuntamento più atteso, il Gran Premio Longines FEI Jumping World Cup™ Presented by Fieracavalli-Veronafiere, valido come terza prova del girone Europa Occidentale della World Cup 2018/2019.

Già sold-out le tribune del padiglione 8 ma il Gran Premio di domenica potrà essere seguito anche da casa grazie alla diretta di Sky su Sky Sport Arena (canale 203) a partire dalle 14.15.
Con eccezione del Gran Premio, tutte le gare nazionali e internazionali in svolgimento al padiglione otto possono essere invece seguite via streaming – clicca qui

UNDICI DONNE IN CERCA DI GLORIA

Undici. Tante sono le amazzoni presenti nelle gare del CSI5*-W in programma nell’edizione 2018 di Jumping Verona. Una minoranza, vero, ma di straordinaria qualità con atlete che spesso ‘le hanno suonate’ ai colleghi maschietti. Basta un nome per spazzare ogni dubbio sulle potenzialità delle ragazze venute a Verona: Simone Blum.


Ph. JV/S. Grasso

La tedesca di Amburgo, ventinovenne, a settembre ha conquistato l’oro ai campionati del mondo negli Usa a Tryon stendendo tutti i favoriti, in sella alla favolosa DSP Alice. La Blum è naturalmente tra le più attese e temute alla terza tappa del Longines FEI Jumping World Cup™. La neo campionessa del mondo arriva in uno stato di forma eccezionale e per di più con il morale a mille per il suo matrimonio di qualche giorno fa. Nella città di Giulietta e Romeo è tutto dire. leggi tutto

Schermata 2018-10-20 alle 14.44.17GIACOMO CASADEI: “A VERONA PER STUPIRE, POI MI TRASFERISCO IN BELGIO”

Giacomo Casadei ha 16 anni, compiuti a settembre. Se gli chiedete quando ha cominciato a montare a cavallo lui vi spiazza rispondendo secco: “Da sempre”. Punto. Freddo in sella come un veterano, non si scompone neppure quando i suoi piedi sono ben piantati a terra. Tre settimane fa ha conquistato a Buenos Aires l’oro alle Olimpiadi Giovanili. “Cavolo, ma allora ho vinto” è stata la sua reazione a caldo dopo il salto dell’ultimo cavaliere del barrage, un argentino che nonostante un tifo pazzesco ha fatto peggio di Giacomo. Per poi aggiungere:“Comunque i percorsi non erano difficili, facili direi”. Dice la mamma Marcella: “Niente lo scalfisce, è fatto così. Parla il minimo, gli piacciono i fatti. Parla più con i cavalli. Niente discoteche, poca baldoria, la sua vita ora sono i cavalli”.


foto JV/S. Grasso

A maggio Casadei ha partecipato alla sua prima Piazza di Siena e si approcciò all’appuntamento romano in questo modo: “Non mi aspettavo la convocazione, ma ora che ci sono vediamo come andrà”. Giacomo è un ragazzone alto e forte. Dicono di lui che fino a qualche anno fa era piccolino e pure paffutello. leggi tutto

VEZZANI: CHEF DE PISTE NON PER CASO

A tracciare i percorsi del CSI5*-W di Verona, terza tappa della Longines FEI Jumping World CupTM 2018 è un esuberante emiliano di 61 anni con la passione per i cavalli sin da bambino e mai sbiadita da incertezze. Uliano Vezzani è da tantissime stagioni tra i migliori chef de piste al mondo. Sicuramente su un ipotetico podio un posto non glielo toglie nessuno. Il Padiglione 8 di Verona è un impianto indoor con un terreno che conosce come le sue tasche eppure Vezzani non da niente di scontato. “Ho disegnato campi gare in tutto il mondo, conosco impianti a memoria ma per me è sempre come la prima volta e lo sarà anche a Verona 2018. L’importante è mettere sempre un pizzico di novità, in uno sport che si evolve velocemente a livello tecnico e nel quale il pubblico e i cavalieri cercano motivi per emozionarsi”.

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-6 FieracavalliVerona. Gli uomini d’oro del #Longines #FEI Jumping World Cup.

Redazione

ALBERTO ZORZI, UN VENETO D.O.C. IN

COPPA DEL MONDO

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Alberto Zorzi, 29 anni, caporale maggiore dell’Esercito, arriva a Verona con una fame agonistica pazzesca. Fame di vittorie, fame degli applausi che accompagnano i suoi percorsi nei concorsi di tutto il mondo. Per questo ragazzo padovano, alto, longilineo, dalla faccia acqua e sapone, ma con gli occhi di un vincente il 2018 è stato un anno di transizione, dopo due stagioni da incorniciare con una scalata verso il top dell’equitazione mondiale iniziata nel 2014 con il trasferimento in Olanda, a Valkenswaard nella scuderia di Jan Tops. “E’ stata la svolta. Una decisione sofferta che ho preso dopo tanti ripensamenti e dubbi ma che ho subito capito fosse quella giusta”.

L’azzurro torna a Verona dopo lo splendido secondo posto in Coppa del Mondo dello scorso anno e la recentissima affermazione nel Gran Premio di Oslo. Un’occasione ghiotta, questa, per tornare a ruggire davanti a quello che, per lui, è veramente il pubblico di casa. “Si, gareggio proprio in casa. Sono nato a trenta chilometri da Verona, mi sento coccolato, sereno e carico tra il mio pubblico, la mia gente. In tribuna ci saranno i miei genitori, i parenti e quegli amici che non vedo più molto da quando sono in Olanda ma che sento sempre vicino, anche quando gareggio a migliaia di chilometri da qui. Spero a tutti loro e a me stesso di regalare un sogno, che l’anno scorso non sì è materializzato per poco, vincendo in Italia a Fieracavalli. Ci venivo da ragazzino a vedere le gare e a rimanere a bocca aperta tra gli stand di questo appuntamento unico nel mondo del cavallo. Adesso ci vengo da cavaliere, da protagonista. Mi pongo sempre un obiettivo qui a Verona. Fare bene per emozionare un pubblico competente come è quello di Verona e i bambini. Sì, i bambini, come in passato grandi campioni emozionava me”.

 TRE UOMINI D’ORO

unnamed (3).jpgSono tre i cavalieri che hanno già provato la sensazione unica di vincere a Verona la tappa della Longines FEI Jumping World Cup™ e che quest’anno ci riprovano. Il francese Simon Delestre, l’irlandese Bertram Allen e l’egiziano Abdel Said.

Il francese Simon Delestre, 37 anni, è da anni nel gotha dell’equitazione, un campione capace di vincere concorsi in ogni parte del mondo e anche in Italia non si è fatto mancare niente. Nel 2017 ha vinto la tappa romana del Longines Global Champions Tour, ma già nel 2015 aveva disegnato due netti da favola a Verona vincendo al barrage in sella a Hermes Ryan.

L’irlandese Bertram Allen ha ‘sbancato’ Verona conquistando la tappa italiana di Coppa del Mondo nel 2014 ad appena 19 anni, il più giovane di sempre. Anche lui è sulla strada di Delestre, ha già piazzato colpi da maestro in prestigiosi concorsi e nel 2017 il capolavoro con la vittoria agli europei a squadre a Goteborg. L’impresa del ‘ragazzino’ irlandese strappò applausi e ammirazione dal pubblico veronese, tanti come quelli raccolti nel 2016dall’egiziano Said Abdel. Il successo inatteso è scritto nella storia della tappa italiana della #LonginesFEIJumpingWorldCup™.

La vittoria di Abdel Said è stata una novità assoluta costruita con coraggio e sacrifici. Said, che a gennaio di quest’anno ha vinto una prova di coppa del mondo a Abu Dhabi, per coronare il suo sogno si è trasferito in Belgio quando aveva appena 11 anni (oggi ne ha 29), entrando nella scuderia di Jan Tops, ma poi a 21 anni mettendosi in proprio. 

“Verona 2016 è stata la mia prima vittoria in Coppa del Mondo – ricorda Abdel Said – una sensazione indescrivibile. Gareggiavo con una wild card della FEI che ringrazierò perché in questo modo mi ha aperto un mondo nuovo. Torno in Italia e a Verona in particolare, dove ho sempre trovato delle persone disponibilissime ad ascoltare le esigenze di noi cavalieri. E poi lo chef de piste #UlianoVezzani. Lui è incredibile, professionalmente ma anche per le sue straordinarie doti umane. Quando c’è lui a tracciare i percorsi mi va sempre molto bene… dovrei portarlo sempre con me”.

Longines FEI Jumping World Cup

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Clicca qui per il programma di gare di Jumping Verona

-6 #FieracavalliVerona: I NUMERI DI JUMPING VERONA 2018

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Sponsor Fieracavalli: Longines Fei Fise

http://www.jumpingverona.it/

Redazione

3 i medagliati ai recenti World Equestrian Games disputati a Tryon presenti a Jumping Verona: Simone Blum (oro per la Germania), Martin Fuchs e Steve Guerdat (argento e bronzo per la Svizzera).

3 i piazzamenti al secondo posto di binomi italiani. L’ultimo nel 2017 con Alberto Zorzi, beniamino di casa, nato a Padova, in sella a Fair Light van’t Heike. Nel 2005 al secondo posto si era classificato Juan Carlos Garcia con il mitico Loro Piana Albin III e nel 2012 Luca Maria Moneta con Neptune Brecourt.

7 su 10 i cavalieri e le amazzoni al via a Jumping Verona presenti della ‘top ten’ del ranking mondiale della FEI: Harrie Smolders, per la prima volta in gara davanti al pubblico di Fieracavalli, Marcus Ehning (3°), Henrik Von Eckermann(4°), Daniel Deusser (6°), Peder Fredricson (7°), Steve Guerdat (9°) e Kevin Staut (10°).

16 gli anni del più giovane cavaliere azzurro, Giacomo Casadei, bolognese, che arriva a Verona fresco della medaglia d’oro individuale, e di quella d’argento a squadre con un team ‘misto’, vinte ai recenti Giochi Olimpici Giovanili disputati in Argentina.

 

Aste Sga-Anac. Rivisitazione ragionata.

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Nella foto Massimo Parri presidente di ANAC

di Claudio Gobbi

Sono due le ragioni principali al di la dei numeri che fanno dire che queste aste sono andate bene malgrado una crisi devastante a cui il nuovo ministro deve mettere mano, come sta facendo sul fronte del pagamento dei premi.

In primo luogo la caparbietà con cui Sga e Anac hanno operato per tenere in piedi un sistema che in caso contrario, con la grave crisi dell’ippica sarebbe morto. Le aste pur con problematiche di varia natura sono li a dimostrare che il cavallo purosangue in Italia è vivo. Bene quindi la gestione di Massimo Parri che ha operano portando all’Ippodromo La maura tanti cavalli, di buona genealogia e di grande morfologia.

Bene quindi che gli allevatori italiani continuino ad operare. E’ merito loro e dei loro quattrini se possiamo ancora dire che un allevamento in Italia esiste. Un impegno non facile, visto anche il momento economico e politico generale.

Ma queste aste meritano certo di più, ovvero un ampia operazione di promozione che non si limiti al contingente, ma sia capace di operare in prospettiva su più anni in modo da portare alle aste linfa nuovi, nuovi proprietari con i denari necessari per acquistare cavalli e così facendo rimpolpare le corse italiane che oggi purtroppo vivono in regime di monopolio. Meglio questo naturalmente, che il nulla.

Oggi le aste all’ippodromo La Maura con un catalogo interessante.

Nella foto di apertura il servizio di Claudio Gobbi su Liberoquotidiano di oggi 21 settembre 2018
Qui sopra le foto dell’asta del 2017

Redazione

Il servizio completo su Libero di Claudio Gobbi

Sabato (oggi) presso l’ippodromo La Maura a Milano, va in scena la fiera dei sogni per ogni amante di quel meraviglioso animale che è il purosangue. Grazie alla Società Gestione Aste sarà possibile acquistare un cavallo da corsa che potrà essere il futuro vincitore della corsa per antonomasia, il Derby. Un sogno, appunto, che l’appassionato coltiva fin dal giorno in cui il cavallo entrerà in pista. Solo allora si vedrà se è degno di partecipare al grande evento ippico che decreta il miglior puledro della generazione, o se già dalle prime corse dimostrerà purtroppo di essere un brocco.

I migliori allevatori italiani presentano i puledri di 18 mesi, che come ogni anno iniziano il loro percorso verso la gloria o l’oblio. Sotto l’egida dell’associazione Allevatori, presieduta dal competente Massimo Parri, passeranno sotto il martello del banditore e nel ring ricavato dal parterre dell’ippodromo, 167 puledri in rappresentanza di 41 allevatori. Sono i figli di 66 stalloni italiani ed esteri.

<Malgrado la crisi del settore – afferma Massimo Parri – gli allevatori italiani hanno fatto un grande sforzo per produrre puledri importanti. In molti hanno inviato le loro fattrici alla monta di stalloni esteri di qualità. Con il risultato di elevare il livello del prodotto nazionale>. In particolare tra i soggetti presentati spicca un figlio dello stallone top Camelot, che ricordiamo vincitore di un Derby di Epsom, a sua volta nato da un grande campione, Montjeu. Mentre tra gli stalloni italiani presenti con i loro figli, da notare Blue Constellation presentato dalla Razza Ticino. <Queste aste – prosegue Parri – sono uno stimolo per la rinascita di tutto il mondo ippico nazionale che ci auguriamo possa tornare agli antichi fasti>.

L’ippica italiana malgrado le problematiche ormai conosciute si avvale di grandi professionisti tra cui un fantino importante come Dario Vargiu vincitore di derby e di importanti prove all’estero. I nostri professionisti inoltre si fanno onore in Francia, Inghilterra, Emirati, Stati Uniti.

L’asta è divisa in due parti. Nella prima passano i soggetti altamente selezionati da una apposita commissione e che certamente non sono per tutte le tasche. Nella seconda parte invece sarà possibile l’acquisto anche di puledri a prezzi più bassi: introno ai 3, 4000 euro. Ecco cosa ne pensa Alessandra Vigliani, la più importante veterinaria di San Siro. <é un buon catalogo, si possono fare ottimi affari, a prezzi molto contenuti, e, soprattutto a queste aste è presente la migliore produzione italiana>.