Sardegna. È Grande Endurance. Al via 13 nazioni e 52 cavalieri dal 15 al 19 settembre

Dal 15 al 19 settembre ad Arborea (Oristano) è grande endurance con Endurance Equestre 2021 Mondiale Giovani Cavalli”.

Uno dei momenti delle passate edizioni su terreno sabbioso.

C’è un pezzo d’Italia che non ha dimenticato i cavalli, anzi. E’ quella Sardegna in cui la passione per il nobilissimo animale, ha prodotto iniziative che lo valorizzano nelle varie discipline in cui è protagonista assoluto: dal concorso ippico alle gare di endurance, quella particolare gara sportiva equestre che lo vede animare percorsi anche di 180 chilometri, in cui si danno battaglia cavalieri di statura internazionale in sella spesso al più celebre dei cavalli, il Purosangue arabo, oggetto spesso di una cura maniacale di principi arabi come Sheik Mohammed bin Rashid al Maktoum, o di famosi gioiellieri come Nayla Hayek ceo di Winston Harry Winston grup che ne posseggono alcuni tra i più belli e famosi.

È così che dal 16 al 19 Settembre 2021, si solleverà il sipario su “Sardegna Endurance Festival 2021”.Il cavallo sarà il fulcro della manifestazione, il suo comune denominatore. L’evento vuole proporre il connubio tra turismo e sport, territorio e natura, tradizione e folclore, arte e didattica, prodotti del territorio sardo e allevamento, attraverso approfondimenti, stage e convegni sul cavallo ed sul mondo della veterinaria. Durante i giorni della manifestazione ad Arborea (Oristano), si raduneranno oltre 100 tra amazzoni e cavalieri provenienti dall’isola, dall’Italia e da altre 14 nazioni. Sul piatto il titolo di Campione del Mondo Giovani Cavalli 2021, riconoscimento che verrà assegnato in Sardegna, e che posizionerà l’isola al centro dell’attenzione mondiale.

La gara più significativa, il “Campionato del Mondo Giovani Cavalli 2021”, si svolgerà su un tracciato di 120 km. Il percorso attraverserà il territorio di Arborea alternando pineta e mare, dall’alba al tramonto su un tracciato considerato uno dei migliori al mondo. La gara si svolge su un superlativo terreno drenante in sabbia, fondo ottimale per i cavalli. In un paesaggio immerso nelle zone umide della bonifica di Arborea con i suoi stagni popolati da fenicotteri rosa ed altre specie rare. Un sistema naturale poco sfruttato che potrebbe regalare grandi soddisfazioni con ritorni economici importanti. Un esempio su tutti, la Francia, con la Camargue, diventata celebre per le sue paludi ed i suoi cavalli bianchi. Nel parterre di gara sarà allestito il Sardegna Endurance Festival Village, il quartier generale della kermesse con la sua area riservata alla visite veterinarie dei cavalli in gara, alla zona destinata all’information technology dei cronometristi, della segreteria, dello speaker nonché alla fondamentale sala stampa per i tanti giornalisti e fotografi accreditati. Non mancherà, come nelle passate edizioni del Sardegna Endurance Festival, il “villaggio commerciale” nel quale le varie realtà locali e gli artigiani, nazionali ed internazionali avranno la possibilità di esporre e presentare al mondo i loro prodotti. Presso l’Horse Country Resort, si terrà la cerimonia di premiazione con tanto di villaggio enogastronomico in cui, aziende esclusivamente sarde, presenteranno i loro prodotti d’eccellenza. Spazio dunque alla tradizione sarda con balli, musica e spettacoli che metteranno in evidenza il ricchissimo patrimonio folkloristico, culturale ed enogastronomico dell’isola.

Durante i giorni dell’evento verranno organizzate inoltre attività collaterali con mostre di artisti isolani, la sfilata dei cavalli da Endurance, la corsa all’anello di Oristano, visite guidate al museo MUBA di Arborea e allo stagno S’Ena Arrubia. Non mancheranno approfondimenti in campo veterinario attraverso momenti di convegno. Allo scopo di aggiornare professionisti sardi e studenti dell’Università di Veterinaria di Sassari, verranno organizzati dei seminari di aggiornamento di alto livello. Ghiotta sarà l’opportunità di sperimentare in prima persona le attività, le competenzeed il know-how dei veterinari di Endurance, disciplina che vede la figura del veterinario assolutamente centrale nel monitoraggio dei cavalli in gara. Saranno presenti alcuni tra i migliori veterinari internazionali parte dello staff tecnico a tutela e salvaguardia del benessere degli animali e della riuscita della manifestazione.

Fise vs Olimpiadi🏇Un disastro annunciato.Ma era proprio necessario partecipare alle Olimpiadi in queste condizioni?r

Di Santorre di Santarosa

Completa disfatta nelle tre discipline a cui ha partecipato l’equitazione nazionale, con debacle totali nel salto ostacoli e nel dressage, per poi capitolare anche nel completo. Ma nn sarebbe stato meglio e più onorevole, rinunciare del tutto, e così facendo nn avremmo perso la faccia. Anche se forse la presidenza avrebbe o nel caso dovuto dimettersi.

Ora, mancano tre anni alle. Olimpiadi di Parigi. O siamo. In grado di esser e competitivi, o é meglio passare a una fase di rifondazione totale del settore, comprendendo anche un ricambio della dirigenza che mi pare abbia delle gravi responsabilità molte di più di quelle attribuibili ai cavalieri e ai cavalli.

É infatti ti continuare a parlare di base, di crescita della base, se poi i risultati nn si vedono. Perché o la base è fatta da atleti nn degni di questa parola, oppure i vertici nn hanno la più pallida idea di che atleti la compongano. O, ancora, la dirigenza nulla ha fatto per aiutare, sovvenzionale, selezionare le future prime lamé di questo nostro sport.

Il Coni ora é chiamato a intervenire nei modi e nelle forme che nella atletica, dopo anni di presidenze al limite della decenza, ha messo in campo una nuova dirigenza, come aveva fatto precedentemente con il nuoto, hanno portato a risultati assolutamente eccellenti come dimostrano le 5 medaglie d’oro.

Mentre il Paese soffre e l’ippica è devastata le spese ippiche del Mipaaf sono raddoppiate: complimenti!

Santorre di Santarosa

Non bastava che il Gp Milano fosse ridotto a una corsetta dal comitato pattern a cui all’ultima riunione decisiva hanno partecipato il dottor Ricci per il Mipaaf e Castelfranchi per il comitato Galoppo. Prosegue cosi lo sfascio di un settore glorioso. Ma i ministeriali se ne fregano e i soliti noti fanno quello che vogliono.2020080546038877 (3).jpg

Sono iniziate oggi le maggiori aste mondiali di purosangue: le Keeneland Yearling September Sale. Ecco il catalogo.

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Santorre di Santarosa

A Keeneland da oggi 9 settembre al 22, e nelle 13 sessioni d’asta passano oltre 4000 puledri tra cui figli del Triple Crown Winner American Pharoah, Galileo, e un mezzo fratello di Justify, l’ultimo vincitore della Triplice Corona, di cui riportiamo il pedigree completo (Guarda il video)

https://www.youtube.com/watch?v=vESmw79J3_I.

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A Deauville la 4° edizione della giornata di riconversione dei cavalli da corsa organizzata da Au-Delà des Pistes (tutte le foto).

di Santorre di Santarosa

Les photos jointes sont sous le copyright : Zuzanna Lupa Photography.

Texte en français

Samedi s’est déroulée la 4ème édition de la Journée de la Reconversion des Chevaux de Course sur l’hippodrome de Deauville. Sponsorisée par Al Shaqab Racing et l’Association Française des Courtiers, cette journée était organisée par l’association Au-Delà Des Pistes, en partenariat avec France Galop.

L’émotion a d’emblée été au rendez-vous lors de la Parade des Champions qui ouvrait les festivités. Outre les fans qui étaient venus nombreux admirer leurs anciens champions AFRICAN STORY et PRINCE BISHOP, vainqueurs de la Dubaï World Cup en 2014 et 2015 pour la casaque Godolphin, KASBAH BLISS, lauréat du Qatar Prix du Cadran en 2011 ainsi que bien d’autres Groupes aussi bien en plat qu’en obstacle, MARCHAND D’OR, le « roi de Deauville » sous l’entraînement de Freddy Head pour s’être imposé dans les LARC Prix Maurice de Gheest 2006-2007-2008, ou encore CIRRUS DES AIGLES, qui n’est plus à présenter de par son palmarès mondial, il était émouvant de voir François Rohaut et Stéphane Pasquier venir flatter au rond de présentation SIGNS OF BLESSING, leur ancien protégé lauréat du LARC Prix Maurice de Gheest 2016, tout juste réformé en Juillet 2019 aux bons soins de l’Ecurie DH. Ou encore, de voir Maxime Guyon se hâtant d’accueillir SOLOW, lauréat de la Dubaï Turf en 2015 pour la casaque Wertheimer & Frère, à sa sortie du rond.

Par la suite, se sont enchaînées diverses de démonstration de Dressage et de Sauts d’Obstacles sous l’élégance de Clara Loiseau, cavalière internationale de Concours Complet, et de sa jument ULTRAMAILLE, mais aussi de Horse-Ball avec les chevaux de l’équipe du Haras de Boscherville, dirigé par Gildas Mabilais en Normandie.

Trois visites du public aux chevaux reconvertis ont également été conduites par l’équipe d’Au-Delà Des Pistes au cours desquelles pas moins de 80 néophytes et aguerris sont parties à la rencontre de ces athlètes et de leur histoire.

Aliette Forien, Présidente de l’association Au-Delà Des Pistes a déclaré : « Cette quatrième édition a tenu toutes ses promesses. Nous avons d’excellentes démonstrations qui ont permis, une fois de plus, de démontrer le potentiel infini des chevaux de course à être reconvertis dans tous types de disciplines. Il est également intéressant de voir, à travers les visites aux boxes que nous organisons, que beaucoup de personnes, néophytes ou non, sont agréablement surprises de voir le devenir de ces chevaux. Qu’ils aient excellés ou non sur les hippodromes. Ils sont heureux de comprendre que quelque chose est mis en place, ou du moins possible, pour les chevaux de course arrivant aux termes de leur carrière. Certains ont commencé à venir aux courses suite à la première journée de la reconversion que nous avons organisé il y a 3 ans. C’est très encourageant pour notre filière. Nous remercions chaleureusement toutes personnes impliquées qui ont contribué une fois de plus à la réussite de cet évènement.»

Testo italiano

Sabato scorso ha visto la 4a edizione del Race Horses Reconversion Day sull’ippodromo di Deauville. Sponsorizzato da Al Shaqab Racing e dalla French Brokers Association, questa giornata è stata organizzata dall’associazione Au-Delà Des Pistes, in collaborazione con France Galop.

L’emozione è stata forte durante la Parade of Champions che ha aperto i festeggiamenti. Oltre ai numerosi fan che sono venuti ad ammirare i loro ex campioni AFRICAN STORY e PRINCE BISHOP, vincitori dei Mondiali di Dubai nel 2014 e 2015 per la giubba di Godolphin, KASBAH BLISS, vincitore del Qatar Cadran Award nel 2011 e molti altri gruppi sia in piano sia in ostacoli, MARCHAND D’OR, il “re di Deauville” che con il trainer Freddy Head si è imposto nel Prix Maurice de Gheest 2006-2007-2008, o ancora CIRRUS DES EAGLES, è stato commovente vedere François Rohaut e Stéphane Pasquier alla presentazione di SIGNS OF BLESSING, il loro ex vincitore del Prix Maurice de Gheest 2016, appena riformato nel Luglio 2019. Oppure, vedere Maxime Guyon affrettarsi ad accogliere SOLOW, vincitore del Dubai Turf nel 2015 per la giubba di Wertheimer & Frère, quando è uscito dal round.

Successivamente, varie dimostrazioni di Dressage e Jumping si sono svolte con  Clara Loiseau, amazzone di completo e della sua cavalla ULTRAMAILLE, ma anche di Horse-Ball con i cavalli del team di Haras de Boscherville, guidato da Gildas Mabilais in Normandia.

Tre visite del pubblico ai cavalli riconvertiti sono state condotte anche dal team di Au-Delà Des Pistes durante il quale non meno di 80 neofiti e altri appassionati sono andati a incontrare questi atleti e la loro storia.

Aliette Forien, presidente dell’Associazione Au-Delà Des Pistes, ha dichiarato: “Questa quarta edizione ha mantenuto tutte le sue promesse. Abbiamo eccellenti esempi che hanno dimostrato ancora una volta il potenziale infinito dei cavalli da corsa da convertire in tutti i tipi di discipline. È anche interessante vedere, attraverso le visite ai box che organizziamo, che molte persone, neofite o meno, sono piacevolmente sorprese nel vedere il futuro di questi cavalli. Che abbiano corso all grande o meno in pista. Sono felici di capire che qualcosa è stato messo in atto, o almeno possibile, per i cavalli da corsa che arrivano alla fine della loro carriera. Alcuni hanno iniziato a partecipare alle gare dopo il primo giorno di riconversione che abbiamo organizzato 3 anni fa. Questo è molto incoraggiante per il nostro settore. Ringraziamo vivamente tutte le persone coinvolte che hanno nuovamente contribuito al successo di questo evento. “

Royal Ascot 2019. Grandi corse, grande eleganza, grande fascino.

di Santorre di Santarosa

Sono passati molti giorni da quelle giornate di corse indimenticabili che oggi riproponiamo sperando di far cosa gradita ai nostri affezionatissimi lettori.

King George 2019: è nata una leggenda. Enable di Paolo Allegri (video).

Lanfranco Dettori come Lester Piggot, entra nella storia dell’ippica mondiale.

Davvero particolare l’arrivo della corsa. Enable è una figlia di Nathaniel, lui stesso come la figlia vincitore di King George, appartenente a Lady Rothschild, la quale è la proprietaria del secondo arrivato che invece nasce da Sea The Star (CG).

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E’ stata una battaglia memorabile tra due giganti. Crystal Ocean allo steccato, Enable ai suoi fianchi. La dirittura di Ascot sembrava non finire mai, quel traguardo che avrebbe dovuto separare i due magnifici campioni, dando un verdetto, pareva spostato.

E’ stata una corsa epica che ha ricordato Grundy/Bustino, andatevi a leggervi i tweet postati poco dopo la corsa dai maggiori corrispondenti inglesi di corse dei cavalli. Emozione, trepidazione, la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di straordinario. Essere lì, su quel campo, su quelle piste che si distendono in ampi spazi, con saliscendi e tribune affollate, moltiplica le emozioni.

Ti rapisce il cuore una corsa del genere che ti ha fatto palpitare ad ogni attimo infinitesimale in cui Lanfranco Dettori dà un tocco di cravache e la Campionessa che una Nazione intera spinge verso il traguardo passa in vantaggio. Ma poi stai con il fiato sospeso quando vedi quel degno erede di Sea The Stars portare le sue vagonate di classe diamantina, riparte, rilancia il guanto di sfida questo Crystal Ocean stratosferico, con James Doyle.

E’ spettacolo puro, è l’ippica, questa. Nel tempio i due guerrieri, i più forti al mondo per i periziatori internazionali, lei la Regina di otto gruppo 1, approdata ad Ascot sullo slancio di 10 vittorie consecutive, lui il titanico laureato delle Prince of Wales’s che gli handicapper hanno consacrato leader con 127 libbre di valutazione, al netto del sesso 1 libbra sopra Enable, rating di 123. Si lotta fino in fondo per il titolo della corsa faro di tutta l’estate, quella che alla vigilia veniva venduta come una sfida apertissima e lo è stato. Anche se l’anima popolare ha messo i denari sulla laureata di Arc  vincitrice anche in America, che ha chiuso a 2 contro 5. L’ultimo furlong è ancora testa a testa, Frankie decide di non dare una corsa dura alla sua, non usa più la frusta. Prende lieve vantaggio, non stacca ma trionfa Enable, una testa di margine su uno stoico Crystal Ocean. La Campionessa ha emulato la grande Dahlia, che nel 1974 con in sella l’immenso Lester Piggott bissò il successo del 1973. Al terzo posto il Fabre Waldgeist, di cui Frankie aveva preso la scia sulla retta di fronte quando davanti il quartetto irlandese menava la danza su ritmo vibrante. Abilmente Lanfranco aveva tolto dai parziali Enable, facendola galoppare in quart’ultima posizione coperta. Ma su un tracciato come quello di Ascot è notorio che se vuoi venire a casa devi muovere prima della curva. Così il fantino italiano, prima che finisca la dirittura di fronte, fa la mossa decisiva. Tira fuori l’allieva di John Gosden dalla scia di Waldgeist e va a galoppare proprio alle spalle di Crystal Ocean, il grandissimo avversario di una corsa fantastica, all’altezza della sua grande storia.

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2-Le King George di Giorgio Bergamaschi (video edizione 2017-Enable).

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Qui sopra la carriera di Enable
Qui sopra il video della vittoria di Enable nel 2017

di Giorgio Bergamaschi

La 5 anni ad Ascot marcia sulla via del terzo Arc e affronta 10 avversariPerò, solo il cresciuto Crystal Ocean è il vero avversario da battere, che ovviamente senza Dettori in sella perde almeno il 20% di forza

Ascot – Tutto il mondo del turf freme e attende la replica, due anni dopo. Già, i riflettori globali sono già accesi e puntati sulla straordinaria Enable. Dopo averla seguita inizialmente con simpatia per la forza ed il coraggio che, uniti alla classe, ne hanno fatto una “scalatrice” delle classifiche mondiali, il mondo del turf ha cominciato poi ad amare veramente, e nel profondo, questa straordinaria Enable che da anni sta scrivendo una storia meravigliosa che, di corsa in corsa, si rinnova e – se è possibile – si migliora. Per noi italiani, poi, questo amore vale il doppio perché il suo interprete è Feankie Dettori, il miglior fantino del mondo: come ha ripetuto ancora lo scorso anno Sir Lester Piggott, non uno dei tanti fans o tecnici, ma addirittura il più “avaro” (in ogni senso, non solo nella complimentazione) e “classico” talento mai visto in sella, che ha caratterizzato un’epoca…

Tutti contro la “superfemmina” dal sangue anche tedesco – attraverso la linea di Urban Sea – sul traguardo che nel recente passato ha consacrato Danedream e Novellist prima di lei

A questo punto del suo percorso agonistico, sorge spontanea una domanda: “C’è qualcosa che Enable possa ancora fare e che, nella sua sfolgorante carriera, non abbia ancora fatto” ? No, non c’è praticamente nulla che la “superfemmina” non abbia ancora fatto. Da oltre due anni, la migliore cavalla del mondo è imbattuta: otto vittorie di Gr. I gonfiano il suo portafoglio e, proprio per questo, la figlia di Nathaniel dopo il doppio a seguire nell’Arc tenta quello (a distanza di due anni) nelle King George & Queen Elizabeth Stakes (£ 1.250.000.000), il 2.400 che costituisce il vertice agonistico dell’estate. Questo, prima di puntare al terzo Arc, che costituirebbe il record dei record! Dopo il primo centro in questa corsa siglato nel 2017, ora è dunque tempo di un bis per la regina di Khaled Abdullah, alla quale manca tuttavia un successo sul tracciato di Chantilly… Ecco, questa è quasi una stravaganza, per questa campionessa immensa, che ha dominato in lungo e in largo sulle piste d’Europa, poi facendo inginocchiare i rivali anche nell’esperienza Oltreoceano.

Mi chiedo– pensando alle King George –, in questa edizione che vede Enable partire con gli scontati favori del pronostico nonostante una pausa di circa 9 mesi (seguita dal vittorioso rientro nelle Coral Eclipse Stakes di Sandown Park), cosa potrebbero opporre ad Enable “oggi” due soggetti del “passato” come Danedream e Novellist? La domanda non è né retorica né oziosa, ma nasce sia dalla forza dei due tedeschi che dal 2011 al 2013 avevano “qualificato” la presenza tedesca sul parquet internazionale, sia dal fatto che nelle vene della campionessa di Gosden scorre sangue tedesco, attraverso la linea femminile Urban Sea-Allegretta, indubbiamente due fattrici-base prodotte dal Gestüt Schlenderhan. Urban Sea è, infatti, la bisnonna paterna di Nathaniel: segno ulteriore, e una volta di più, di come lo stud tedesco investa sulla solidità, classe e tenuta dei cavalli immessi in razza. I due tedeschi summenzionati, Danedream e Novellist, in un passato più o meno recente, sono stati i mattatori proprio della “Corsa dei diamanti” che andrà in scena sabato: Danedream e Novellist, sulla via dell’Arc, avevano calcato la scena di Ascot per poi volare su quella del Grosser Preis von Baden. Una scelta, un percorso, che meriterà di essere ripreso.

Tutti contro Enable

A Sandown, la 5 anni plasmata da Gosden e capitalizzata da Dettori, pur al rientro ha contenuto le velleità del buon Magical (Aidan O’Brien) al debutto annuale. Più o meno in… versione fotocopia di quanto accaduto nel 2018 nelle September Stakes (Gr.III) . Allora, era stato Crystal Ocean – presentato da Sir Michael Stoute – a tentare disperatamente di fermare il volo di Enable a Kempton Park, scelto per il rientro dopo un infortunio. Per il figlio di Sea the Star non c’era però stata via di scampo, sul fondo in politrack. Ma ora il cavallo è venuto molto avanti e quest’anno è imbattuto. Nelle Prince of Wales di Royal Ascot, del resto, ha dimostrato di quanto sia salita la sua caratura: il 19 giugno Crystal Ocean sotto l’impulso di Frankie ha scherzato con l’O’Brian Magical, con il tedesco di Francia Waldgeist sabato egli pure della partita, sempre in “formato” Fabre, quindi staccando Hunting Horn mentre la povera Sea of Class aveva ormai il suo “male oscuro” che già la minava.

Come “condimento aggiunto”, diciamo ancora che il Gr. I di Ascot sarà arricchito dalla partecipazione del vincitore del Derby di Epsom, Anthony van Dyck. Il 3 anni affronterà però avversari anziani di notevole esperienza, e scenderà nell’agone dopo la sua vittoria nel Blue Ribbon inglese, seguito dal secondo posto nell’Irish Derby del Curragh, in scia al compagno di training Sovereign ma davanti all’altro pensionario di Ballidoyle, Norway, per una tripletta firmata dall’onnipresente stallone di casa, Galileo.

Tra gli avversari della “regina” anche un giapponese, Cheval Grand

Oltre a 4 rappresentanti della forma di O’Brien, al via ci saranno Defoe (Roger Varian, con Andrea Atzeni) ben cresciuto, poi ecco Cheval Grand, l’ospite nipponico allenato da Yasuo Tomomichi. Questo purosangue del Sol Levante merita la trasferta perché, nel suo portafoglio, sono contenute le credenziali del trionfo nella Japan Cup (Gr.I) 2017, e poi perché in questa stagione vanta un secondo, a Meydan, nel Dubai Sheema Classic (Gr.I). Presenti anche il locale Salouen (Sylvester Kirk / Jim Crowley) e quel Waldgeist (Pierre Charles Baudot) di cui abbiamo già detto altre volte: il portacolori dell’Ammerland è in comproprietà con il Newsells Park Stud (sezione inglese dell’impero Jacobs) e viene da un eccellente stagione 2018: quarto nell’Arc a meno di 2 lunghezze da Enable e Sea of Class dopo aver inanellato il poker costituito dal Prix d’Hedouville, , Grand Prix de Chantilly, Grand Prix de Saint Cloud e Prix Foy mentre quest’anno, al rientro in aprile, s’è ascritto il Prix Ganay infliggendo oltre 4 lunghezze a Study of Man. Sabato, al via delle King George ci sarà anche

Una menzione per simpatia, infine, per Morando (Andrew Balding), che ha vinto solo a Chester e Newbury. Questa primavera ha incontrato due volte Defoe, ed è uscito in entrambe le occasioni con le velleità seriamente ridimensionate.

1-Le King George di Paolo Allegri (video edizione 2018).

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nella foto Cheval Grand, un nipote per parte di madre di Tony Bin
Qui sopra il link del video della corsa del 2018 vinta da Poet’s Word

 di Paolo Allegri

“Opposizione stellare”. Così Racing post dà fiato alle trombe alla vigilia delle Qipco King George VI and Queen Elizabeth Stakes.

Sabato pomeriggio la Regina Enable cerca il secondo titolo in questa corsa che fino agli anni Ottanta ha fatto la selezione, il punto di riferimento nel Continente. Poi il livello delle King si è abbassato, lontano l’epoca d’oro del match del secolo vinto da Grundy su Bustino, qualche caduta poi il presente che è in stile più che mai britannico. Per gli inglesi, anche a livello sportivo, conta tutto quello che succede nell’Isola. Il mondo fuori a loro non interessa e allevano tanti cavalli nel solco di passione e tradizione ultrasecolare che continuano a considerare questo ‘garone’ di sabato ad Ascot la Corsa con la C maiuscola. The only race, nel quadro delle grandi sfide internazionali aperte agli anziani, Derby a parte perché Epsom è qualcosa di diverso come lo è il Kentucky Derby, evento a prensciscere dalle qualità degli attori, dalla punta di classe e velocità che il mix di purosangue di una generazione esprime.

Comunque, amici del turf, tenete presente che i numeri fotografano bene lo stato di salute di ogni classica del purosangue. Per le King, ad esempio, i rating dicono che dopo l’apice degli anni 2000 realizzato nell’edizione del 2011 (121) e il minimo del ’16 (con  un winner da 114) le ultime tre annate attestano lo standard costante su 117. L’impressione alla carta, letta la starting list, è che siamo di fronte ad una edizione 2019 del miglio e mezzo di Ascot ‘soprastandard’.

Enable, già sapevamo che era della partita, dichiarata mentre il trainer sfilava via la sella al tondino del dissellaggio dell’ultimo fantastico assolo.  Tu pensi che una così faccia terra bruciata. Non avete fatto i conti con quel senso dello sportsman che c’è in ogni bottega del training d’Oltremanica. La sfida è il sale della vita e dell’essere stesso sportivo. Così eccoti che il Manifesto delle vecchie King è qualcosa di stellare. Sentite qua: Dalle Prince Of Wales’ Stakes arriva Crystal Ocean, dal Derby di Epsom Antony Van Dyck e dalle Hardiwicke Stakes il vincitore Defoe. Tre assi da cuore che sul prato di Ascot galopperanno con frazioni e bagaglio tattico di quelli che rasentano perfezione, top, preparazione portata ad un livello di eccellenza.

E tutto per una borsa di 1 milione e 250 mila sterline. E sapete come l’hanno venduta in termini di marketing questa edizione delle King? La logica voleva che bastassero quei tre purosangue in espansione tecnica a sfidare la campionessa e il quadro stellare già sufficiente a comprare biglietti e dirigersi dal proprio provider di fiducia per la scommessa intelligente e ragionata sulla corsa. No, in piena Brexit, la promozione sulla corsa ha visto consumare inchiostro sulla qualifica internazionale della corsa, con arrivi dall’estero. Cheval Grand ha fatto il viaggio dal Sol Levante calando il titolo della Japan Cup e il muto di Chantilly, il maestro Andre Fabre ha preparato a puntino Waldgeist. L’esperto quotista di Coral’s in settimana ha sentenziato: “Questa è una delle più difficili e forti come livello del campo edizioni delle King. Non ne vedevamo così da diversi anni con i vincitori di Prince of Wales’, Derby, Coronation Cup, Japan Cup e plurivincitore di gruppo 1 in Francia”. In ogni caso la favorita al betting sarà lei, la Diva Enable. I puntatori le riconoscono lo status di superstar ed una scommessa in Inghilterra, in una corsa che raccoglie denari da tutti, è un moto popolare verso una cavalla amata dalla gente. Un’Isola intera che all’ippodromo, in tv e in streaming spingerà Enable verso l’ennesimo traguardo. Anche se stavolta non è facile. Contro tutti quegli assi da cuore che accettano la sfida.

Maia riapre i cancelli, in un divertente mix piano-ostacoli. Lo steeple al centro del convegno nel nome di Present Bleu.

Nella foto di apertura l’ippodromo di Merano tra concerti e grandi corse. Nelle foto qui sopra: a sx Jan Kratochvil, il sostituto di Jo Bartos. Scuderie a Merano tra presente e passto: la Troger e la Zaro.

Da domani al 27 ottobre, una suite di 18 convegni ed il “Merano” in cartellone il 29 settembre, preceduto alla vigilia dalla Gran Corsa Siepi

di Giorgio Bergamaschi

Merano – Appassionati dei cavalli e delle corse, come Vi avevamo promesso non Vi abbiamo mai lasciato… Neppure per un istante! Conosciamo il Vostro amore, la Vostra passione. E, nonostante Maia avesse chiuso (ippicamente) i battenti per la breve pausa d’inizio estate, non abbiamo mai mancato di pensarVi, portandoVi via web le “serali” di Maia: non in chiave ippica, d’accordo, ma in “chiave di violino” e persino in “chiave di basso”… Insomma, abbiamo galoppato e saltato insieme, sul pentagramma ricchissimo di splendide note musicali: una sorta di concerto a puntate esibito fra gli ostacoli di Maia! L’abbiamo fatto, entrando nelle Vostre case con alcuni frame dei concerti, ben quattro, mesi in scena da Clara e Giovanni Martone passando da Alvaro Solèr dell’11 luglio a Il Volo della sera del 14, passando per i Wanda e Giorgio Moroder. Con il progetto di portare a Maia, nel 2020, nientemeno che Sting!

Una stagione che promette meraviglie

Ma ora siamo alla vigilia dell’ouverture della grande stagione, quella estivo-autunnale, che da domani al 27 ottobre accompagnerà l’ostacolismo italiano ed internazionale per ben 18 convegni, con 116 corse (tra piano – 25 gli eventi per “prof” -, siepi, steeple chases e cross country, cui si aggiungeranno quelle per avelignesi a cadenza quasi settimanale), per un montepremi stagionale di 1.856.850 euro (cui vanno aggiunti, per chi volesse fare il computo del montepremi complessivo, i 757.450 euro della stagione primaverile)

Ricordando Present Bleu

L’appuntamento, domani, ci vedrà tutti riuniti fra tribune e tondino, lungo il parterre ed alle zone di rinfresco ed al punto d’incontro musicale, per applaudire Birgit Regele che sarà sicuramente in premiazione per porgere il trofeo al vincitore dello steeple, intestato al suo Present Bleu, che come ricorderete ha vinto sotto la regìa di Remì Cottin una splendida edizione del Gran Premio Merano, interpretato da Benoit Delό. Vale ricordare che la signora Regele (appassionata che dirige un centro equestre in Val Passiria) è stata la prima e sinora unica donna altoatesina a vincere il Gran Premio Merano, mentre il primo proprietario locale è stato Paul Trenkwalder, l’apripista poi seguito da Anton Vulkan, Martha Schnitzer e Scuderia Wolfi (nom de course di Franz Waldthaler, figlio di Martha Schnitzer (per i cui colori aveva vinto il primo “Merano” Guidsun) a segno sia con Guidsun che con Amado. Al via del 3800 dotato di 15.000 euro rivedremo Aventus, Alcydon Fan, Burrows Lane e Quinze de Rose.

Qualche momento di verifica per i siepisti impegnati nella giornata

Dagli ostacoli alle siepi, ecco poi il Tatti Jacopo sui troppo veloci 3.000 metri (partenza all’imbocco della retta… troppo invitante a scatenarsi in avanti!) per 4 anni, Edef Xam, Starman, Tahir e Dundee Lodge all’opposizione. Ancora sul tema delle siepi il Dolomiti-Patrimonio Unesco, richiamo irresistibile per Big Fly per imboccare finalmente il percorso della vittoria. Dalla società di corse danno la notizia di un Boemo sulla via della guarigione, ma non ancora in sella la domenica. Già, Jo Bartos è ancora convalescente e sarà sostituito in sella da Jan Kratochvil. Una buona occasione, per il professionista che viene dall’Est, ingaggiato dal giovane Vana per le prime monte dell’A Team, “acronimo” con cui nell’arco della stagione sintetizzeremo  il nome della scuderia di Joseph Aichner. Anche perché, con le sue dinamiche… robuste e di qualità insieme, ben si attaglia il nome a quello che ricorda lo sceneggiato televisivo imperniato sulle gesta di George Peppard (sì, proprio quello di “Colazione da Tiffany”) e del suo gruppo di… irriducibili paramilitari impegnati a difesa dei deboli e dell’ordine.

Nelle piane in programma, due appuntamenti con la tris, di cui una di palinsesto nazionale

Qualche nota sugli episodi in Gr e qmazzoni, le piane ovviamente, in cui l’osservato speciale sui 1500 sarà Bakelor. In cartellone, anche un paio di corse assai gremite, tra cui il quarto evento è inserito nel palinsesto Ippica Nazionale come “seconda tris”, mentre in chiusura di convegno sarà il momento della Tris Straordinaria. Una coppia di eventi, dunque, con le scommesse di carattere, ad essi collegati. In lizza, i nomi da seguire con maggiore attenzione saranno quelli du Jak du Lac, Ganarse de Mano, Passito e Tanveer alla quarta, mentre Yankee Mail, Madron, Faraon e Cavalla Selvaggia saranno i punti di riferimento della Tris Straordinaria.