Tesio a 150 anni dalla nascita🏇Il servizio di Liberoquotidiano

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Il servizio di Claudio Gobbi su Liberoquotidiano, un omaggio al “Leonardo da Vinci” dell’Ippica. Misconosciuto in Patria come tanti grandi italiani in un momento storico in cui si parla tanto di italianità, ma si dimentica la storia gloriosa di chi ha fatto grande il Paese.

Il testo completo

Il 2019 è l’anno in cui ricorre il 150mo anniversario della nascita di #Federico Tesio, (Torino nel 1869 – Milano 1954), un piemontese che fece base a Milano e che la grande borghesia cittadina che allora era in prima fila nel mondo ippico internazionale, aveva adottato. Ma chi era questo personaggio che ha fatto immensamente grande l’ippica italiana nel mondo? Di lui si è persa qualsiasi memoria. E della sua più celebre creazione ippica, il ricordo è sbiadito. Il cavallo aveva il nome di un oscuro pittore dell’Ottocento, come ebbe a dire Luigi Gianoli, una delle firma più prestigiose del giornalismo italiano. Si chiamava Ribot, il più grande campione del galoppo mondiale del secolo scorso, di cui Tesio era il creatore, allevatore e proprietario di cui concepì l’incrocio tra Tenerani, vincitore delle Queen Elizabeth Stakes e della Goodwood Cup e Romanella (da El Greco), una bizzarra cavalla che aveva problemi alle gambe. Ma di quest’uomo che fece di Milano – San Siro, la sua città d’adozione, solo rare tracce hanno celebrato il genio del galoppo internazionale di cui ebbe a dire Lord Rosebery: “Nessuno in questo secolo ha influenzato più di lui e di Lord Derby l’allevamento del purosangue”. Non una riga è stata scritta sui più importanti quotidiani sportivi. Nessuna immagine televisiva lo ha ricordato e soprattutto ha ricordato la sua opera che ha trasceso i confini per approdare a livello internazionale. Tesio nel cuore degli appassionati e in qualsiasi paese che non sia l’Italia, è celebrato, ricordato con premi a lui intitolati, programmi di genetica, convegni. Perché Tesio è stato il padre della seconda nascita del cavallo da corsa, del purosangue inglese che prima del suo avvento, era relegato a una disputa tra inglesi e francesi e che lui fece diventare planetario. Un operazione compiuta a cavallo tra gli anni trenta e cinquanta quando fece nascere tre campioni assoluti: Donatello II (1934) e secondo di Gran Prix de Paris, Nearco (1935) che questa corsa la vinse nel ‘39, e Ribot (1952) vincitore di due Arc de Triomphe e di una King George, mica uno scherzo! I primi due dopo la disputa del Gran Prix de Paris furono ceduti a farm inglesi per le astronomiche cifre di allora rispettivamente a 40.000 e 60.000 sterline. Ribot, per 1 milione di dollari agli americani dopo che era già stato il padre di un altro vincitore di Arc de Triomphe, l’immenso Molvedo. Allevati a Dormello sul Lago Maggiore, erano allenati a Milano-San Siro, dove aveva sede il quartier generale della scuderia.

La lunga carriera ippica di questo allevatore/proprietario che soleva dare ai suoi cavalli i nomi di pittori e scultori clebri, la cui giubba era bianca, croce di St Andrea rossa, berretto rosso, era iniziata nel 1911 con la vittoria nel Derby italiano di Guido Reni. Poi non smise più di vincere una quantità infinita di Derby, ben 22 e di corse internazionali. Parigi-Longhamp, Maison Lafitte, Ascot, Goodwood erano le mete preferite dove inviare i suoi campioni a vincere montati da fantini italiani che si chiamavano Gubellini ed Enrico Camici, due mostri sacri del galoppo internazionale. Sposò donna Lidya di Fiori di Serramezzana, sua compagna di vita e consigliera, che lo lasciò durante gli anni della Prima Guerra Mondiale per arruolarsi nel corpo delle crocerossine, per poi tornare al suo fianco nella gestione dell’allevamento a Dormello sul lago Maggiore. Si dice sia stata lei a decider gli incroci che poi produssero grandi cavalla che diedero lustro al mondo ippico internazionale, ma queste sono, forse, malignità.

Furono immensi i capitali che profuse per produrre i grandi campioni del galoppo. Tanto che negli anni trenta dovette far ricorso a quelli dei marchesi Incisa della Rocchetta che diedero grande impulso all’allevamento. Da qui il cambio del marchio della scuderia che diventò Dormello Olgiata dai nomi delle tenute dove venivano allevati i cavalli mentre precedentemente Testo correva con il nome proprio. La grandiosità di questo allevatore/proprietario sta nel fatto nell’aver creato non solo tre campioni delle piste che avrebbero rivoluzionato il sistema corse internazionale che all’epoca era basato in Europa sulle lunghe distanze, mentre al contrario negli Stati Uniti venivano privilegiate quelle brevi. Ma soprattuto nell’aver allevato quei Donatello II, Nearco, Ribot che sarebbero poi diventati i capostipiti della razza purosangue nel mondo. Tesio con questi stalloni, ha dato uniformità all’allevamento del cavallo da corsa a livello internazionale. É stato soprattutto Nearco che ha influenzato enormemente il mondo del purosangue. Oggi i nove decimi dei cavalli che corrono sulle piste di tutto il mondo nascono in linea diretta maschile da questo capostipite. Mentre nelle genealogie dei restanti non esiste cavallo che non porti in se il sangue di questo campione. Fu definito il “Leonardo da Vinci dell’ippica, o più semplicemente “il mago di Dormello”, dal nome dell’allevamento dove produceva i campioni coadiuvato dalla consorte, donna Lydia.

Nelle foto: da sx Tesio in età avanzata, Ribot condotto alla premiazione dopo il trionfo nel Gp del Jockey Club a Milano, Ugo Penco (a sx) con Enrico Camici, Enrico Camici con Tesio che da gli ordini prima di una corsa

Champions League: è Itobo l’erede di Iquitos. Nel clou di Iffezheim trionfa la vecchia guardia.

Nella foto di apertura un immagine dell’ippodromo di Iffezheim

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Itobo domina Royal Youmzain (in corda) con Windstoβ terzo, all’esterno

Terzo trionfo, dal 2016, per il decano dei trainer tedeschi Hans Jürgen Gröschel, ancora mattatore nel Großer Preis der Badischen Wirtschaft

di Giorgio Bergamaschi

12 mesi dopo il trionfo della star del galoppo tedesco Iquitos, il 75enne Hans-Jürgen Gröschel ha coronato con il suo ennesimo successo la giornata conclusiva del Frühjahrs-Meetings di Baden-Baden, conquistando la seconda tappa della German Racing Champions League: una delle sue tante “creazioni”, ha portato sugli scudi Itobo, un portacolori dello Stall Totti (ma vale ricordare che dietro il nome assunto del team si celano la nipote del decano dei trainer alemanni, Ines Gröschel ed il suo consorte Werner Gerhold) che, così come avevamo annunciato in sede di presentazione, possedeva i crismi adatti per puntare al successo pieno nel clou primaverile di Baden Baden.

Il castrone da Areion, 7 anni e 26 corse in carriera con 9 successi per un portafoglio di 163.950 euro, compresi i 40.000 di questa prima domenica di giugno, era stato trascurato dalla “punta”, chiudendo il betting a 9:1, praticamente reputato un outsider… Ma la tattica importante suggerita dal “grande Vecchio” e la monta ispirata del jockey italiano Marco Casamento hanno fatto la differenza, davanti a 11.000 spettatori paganti che hanno applaudito per lunghi minuti il piglio con cui l’allievo di Gröschel ha conquistato la vittoria nel Gr. II sugli 11 furlong, dotato di 70.000.

In questo top event primaverile, dopo i successi nel 2016 e 2018 siglati con Iquitos, prosegue dunque la supremazia del bravo trainer tedesco in questa tappa della Champions League, infine siglata da Grőschel in quelle due edizioni al termine delle 11 tappe, disputate sulle piste di sei grandi ippodromi tedeschi.

La vittoria nell’edizione 2019 dell’appuntamento di Baden Baden è scaturita alla conclusione di un lungo duello tra Itobo e Royal Youmzain, che è apparso davvero vitale nonostante la lunghissima pausa agonistica… Certo, alla fine il rientrante di Andy Wőhler ha pagato lo scotto della mancanza di un rodaggio pubblico, e però è uscito a testa alta dal confronto, nelle battute conclusive ha detto “no” a Windstoβ, su corsia esterna, dove De Vries l’aveva lanciato per un improbabile aggancio ad Itobo ed al Royal, assolutamente imprendibili e mattatori meritevoli di questo traguardo, che ha portato Itobo ad un portafoglio di 163.950 € e Royal Youmzain a guardare con fiducia al prossimo meeting di Amburgo, alla luce di un rientro davvero sfavillante in cui ha dimostrato di saper lottare e reagire, seppure in difetto di un 20% di condizione…

La soddisfazione composta di Gröschel, la “prima” pattern di Marco Casamento

Nel dopocorsa, il trainer Hans-Jürgen Gröschel osservava che „in queste ultime notti ho spesso fatto un sogno, alla fine del quale il messaggio era sempre lo stesso: tu sei il decano dei trainer tedescghi, ma non ti illudere… Non sei a fine percorso, perché hai ancora qualcosa da imparare e molto da dimostrare… Ma, sogni a parte, guardiamo invece ai programmi: Con Itobo saremo presenti al Derby Meeting di Amburgo, dove all’Horner Moor il cavallo è iscritto ad un Gr. III. Non è un progetto definitivo, ma se Itobo smaltirà bene le tossine dell’impegno odierno, potrà essere della partita”.

Dal canto suo, il jockey Marco Casamento spiegava: „È stata la mia prima vittoria di gruppo, ed Itobo è stato impeccabile, rispondendo alla perfezione ad ogni mia richiesta ed anche alle due sollecitazioni che gli ho impresso nelle batture finali, alle quali ha reagito con prontezza e sfoderando il guizzo finale, davvero vincente“.

Molto convincente il rientro di Royal Youmzain

Anche il team di Royal Youmzain non ha nascosto la soddisfazione, per come il 4 anni è rientrato dopo la lunga pausa agonistica. Così il trainer Andreas Wöhler: „Chiaro che ognuno vorrebbe vincere, ma nella condizione attuale, senza forzare assolutamente, essere secondi praticamente a contatto del primo due costituisce un risultato davvero incoraggiante. Dopo questo rientro, puntiamo con convinzione sulla rotta di Amburgo”. Molto ottimista anche il fantino, il panamense Eddy Pedroza: „Il nostro Royal ha effettuato un rientro davvero… “reale”, e nella fase topica ha purtroppo perso un ferro. Ma fa nulla: questo è stato solo un rientro, un ritorrno al clima agonistico, con un secondo posto di assoluto valore. Ad Amburgo la musica sarà ben diversa”.

Vai al video della corsa (https://www.german-racing.com/gr/renntage/rennen.php?id=1310176&d=20190602&s=R)

 Una grande sorpresa nel Derby Trial

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Grande sorpresa, infine, nel Derby Trial, il Gr. III sui 2.000 metri La vittoria è andata ad un allievo di Markus Klug, Accon

Grande sorpresa, infine, nel Derby Trial, il Gr. III sui 2.000 metri dotato di 55.000 euro, da cui si attendeva con curiosità una buona indicazione per il Nastro Azzurro tedesco del 7 luglio. La vittoria è andata ad un allievo di Markus Klug, Accon (20,5:1) in assoluto un “impensabile outsider” che ha eseguito alla lettera gli input del suo interprete, Jiri Palik, che rispetto al quinto posto ottenuto nel Bavarian Classic si è trovato sotto la sella un cavallo trasformato, combattivo anzi lottatore, capace di sgusciare tra gli otto avversari e di piazzare nel rush un guizzo irresistibile, che gli ha permesso di staccare di una lunghezza e tre quarti l’eccellente femmina Skyful Sea, nelle ultime folate imprendibile per l’ospite di turno, l’inglese Surrey Thunder, terzo.

Al pesage, il trainer Klug non nascondeva la sorpresa… Ma non quella relativa alla vittoria di Accon, piuttosto al fatto che fosse considerato un estremo outsider: “Certamente! Il mio allievo nel Bavarian Classic aveva concluso a sole due lunghezze e mezzo dietro Quest the Moon, che attualmente è il favorito del Derby. Il mio target era di vedere Accon nei primi tre… La sua vittoria non mi stupisce, anzi! Come hop detto, mi aveva stupito la sua… relegazione al ruolo di estremo outside. Io, dal canto mio, sapevo che dopo la corsa di Monaco il 3 anni era venuto avanti in modo eccellente”. Ovviamente, felice anche il “professionale” Palik: “Eh, sì, non vincevo un gruppo dal 2010, quando avevo montato Sehrezad ad Hannover”.

La femmina Skyful Sea seconda con pieno merito

Il secondo posto di una femmina ha davvero fatto brillare di gioia l’entourage di Skyful Sea. Nel dopocorsa, il suo trainer Peter Schiergen commentava così: “L’avrei voluta un po’ più brillante al momento di muovere a traguardo, ma foorse oggi sarebbe stato presuntuoso pretendere da questa femmina una punta di velocità finale più cattiva… Per lei non abbiamo piani da Derby – osservava quindi il Biondino di Colonia, che in passato ha saputo plasmare la femmina tedesca migliore di sempre, Danedream -. Il confronto con i maschi le ha fatto veramente bene, ha saputo dimostrare una eccellente concentrazione e anche una buona disinvoltura nella fase topica. Certo, le è mancato il cambio di velocità “cattivo” al momento di muovere a traguardo, e però ha staccato meritatamente il “passi” per il prossimo Preis der Diana, le Oaks tedesche”.

Terzo l’ospite inglese, lo sfortunato Surrey Tender, montato all’ultimo momento da Shane Kelly, perché Rob Hornby aveva smarrito il passaporto, così precludendosi tra trasferta tedesca, penalizzata per il cavallo non dal passaporto… burocratico, ma da un terreno per lui non sufficentemente morbido. “.
Sul traguardo del Derby-Trial, quarto Runnymede impegnato in rush su corsia esterna, davanti a Moonlight Man e King, che hab bruciato ogni chance passando troppo presto in avanguardia, oltre al favorito Peppone, penultimo e deludente. Il suo fantino Bauyrzhan Murzabayev spiegava così la sua prestazione: “Non si può dimenticare che il cavallo veniva da una lunga pausa…: è un soggetto di mole, perb il quale oltretutto è importante poter poggiare le leve su un fondo morbido. No, la corsa di oggi non fa testo”.

Vai al video della corsa: (https://www.german-racing.com/gr/renntage/rennen.php?id=1310177&d=20190602&s=R.)

Ma c’è davvero la guerra in Libia? Un libico vince in Tunisia il Grand Prix de Carthage. Ecco quello che c’è da sapere sulle corse in Tunisia.

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Incredibile ma vero. I libici in pieno conflitto armato, sbarcano e sbancano in Tunisia nel Grand Prix de Carthage. Le corse in Tunisia sono sempre più vicine a quelle europee, con cavalli di ottima qualità. E i premi sono quasi al livello di quelli italiani.

di Gabriella Incisa di Camerana

Nel groviglio di una guerra che sembra senza fine e che è al tempo stesso diplomatica, una cyberwarfare e una battaglia economica per il controllo di banche e risorse naturali, la Libia conquista il podio, sabato 25 maggio a Tunisi, nel Grand Prix de Carthage, un GR3 internazionale, su una pista di 2000 metri in sabbia battuta. In un’atmosfera travolgente tra le urla di gioia, gli abbracci, i pianti commossi nell’euforia collettiva di centinaia di supporter libanesi, Assayel, uno stallone sauro di 7 anni, la cui linea materna è tunisina ma nato e allevato in questa terra martoriata del nordafrica, ha portato il suo allevatore, Faysel Gurgi, al meritato trionfo. Sulla scia delle precedenti 28 vittorie in Libia, in questa corsa ha distaccato i suoi avversari sin dai primi 1.000 metri, proseguendo la sua corsa sfrenata fino al traguardo dove, Khaled Azaiez, fantino libico, che in piedi sulle staffe e con il dito sulle labbra, ha sottolineato in modo eloquente la facilità con cui aveva corso e vinto!

Assayel in arabo significa origini nel senso di purezza, qualità principale di questa razza equina forgiata dal deserto che si è selezionata in un ambiente mozzafiato, incastonato tra le dune di sabbia e ora confinante con le città, come quelle di Tunisi o Monastir, dotate di ippodromi attrezzati per la corse di galoppo.

Considerato il cavallo perfetto, miglioratore di quasi tutte le razze, il cavallo arabo è noto per la sua bellezza, lo scatto alla partenza e un’incredibile resistenza a condizioni estreme: scarsità d’acqua, cibo povero e temperature roventi. Tra i beduini, questo cavallo era parte integrante della tribù.

Il Grand Prix du Président de la République.

Queste qualità rappresentano, ancora oggi, l’orgoglio dei loro proprietari che ogni domenica si sfidano sulla pista di Kassar Saïd, nella capitale tunisina, dove l’appuntamento imperdibile dell’anno è il Grand Prix du Président de la République, il Derby riservato appunto ai cavalli arabi, che si è svolto domenica 26 maggio alla presenza del Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambasciatore russo in Tunisia.

Il sauro Issarab, che in arabo significa miraggio, dato 2 a 1, ha eclissato i suoi rivali, guidato alla vittoria da Sylvain Ruis, fantino molto amato in Tunisia, che al traguardo ha saputo distaccare di 8 lunghezze la puledra Irrimel El Badia, seconda arrivata, montata dal fantino Alves de Paiva.

Ma anche i berberi, la razza nordafricana reputata dai tempi delle corse circensi con le quadrighe, rappresentati negli splendidi mosaici di epoca romana conservati nell’adiacente Museo del Bardo, hanno avuto la possibilità di sfidarsi in due corse a loro esclusivamente destinate, su 1.600 e 2.000 metri. Queste gare hanno lo scopo di incentivare gli allevatori di questa razza equina nelle regioni agricole depresse in cui il Ministero dell’Agricoltura organizza, grazie al dipartimento di incremento ippico, la F.N.A.R.C. di Sidi Thabet, i concorsi di « Modello e Andature ».

Onorati da un pubblico eterogeneo, anche giovanile, che ha gremito, nonostante il digiuno del mese di Ramadan, le tribune, la sala riservata ai proprietari ed il parterre dell’impianto tunisino, i vincitori hanno ricevuto anche il plauso di una significativa presenza femminile.

I maestosi tappeti floreali, offerti da EQUINA, specializzati in prodotti veterinari per la salute e il benessere del cavallo, hanno celebrato la meritata vittoria di questi campioni del 2019.

 

 

La comunicazione con il cavallo passa attraverso una relazione del tutto particolare.

Nella foto alessandra al lavoro con un soggetto affidatole

di Alessandra Deerink

Un nuovo servizio dagli stati Uniti di Alessandra Deerink, sul rapporto uomo/cavallo

Versione italiano

Avete mai pensato di essere in grado di comunicare con un cavallo spontaneamente, attraverso un dialogo dinamico gestibile istantaneamente come una relazione sociale?

La relazione con il cavallo è sicuramente partita dall’uomo! E’ la nostra spedizione alla ricerca della leadership nell’interazione con il cavallo. Malgrado tutti gli approcci diversi che sono stati sviluppati nel recente passato, il più delle attività che svolgiamo con il cavallo non ha un significato immediato per lui e i cavalli non sempre ci riconoscono apertamente e liberamente come leader. Alla base di questo problema c’è una mancanza della comunicazione immediata, quella che il cavallo capisce, senza dover essere addestrato a farlo. Altro elemento chiave in una relazione, è che qualsiasi individuo, uomo o cavallo che sia, se non capisce cosa gli si chiede, non è motivato a partecipare volontariamente alla situazione. Molti risolvono il problema limitando il movimento del cavallo, con mezzi di contenzione o finimenti e così facendo aggiungono paura e insicurezza da ambo le parti.

Human Horse Sensing (www.hhsensing.com email hhsensing@icloud.com) sviluppa la relazione con il cavallo ascoltando anche la sua espressione di risposta, creando un ambiente che favorisce la relazione da ambo le parti e diminuisce lo stress da addomesticamento. La leadership è sempre uno dei punti focali, assieme ai meccanismi dell’apprendimento e all’uso della vera comunicazione naturale equina, sia a terra sia in sella.

I cavalli per comunicare in dettaglio non parlano, ma lo fanno con il comportamento, e ne interpretano tutto, inclusi intento, umore, motivazione, fiducia e consapevolezza dell’ambiente circostante. Non si tratta di comunicazione metafisica o immaginaria, è fisica attraverso il movimento e nel rispondere il cavallo lo fa sempre attraverso il comportamento, modulando la sua posizione nello spazio relativamente all’altro individuo. Per il cavallo, il linguaggio della comunicazione non cambia, che lui sia in libertà, sotto la sella, o in un box, ma siccome è un linguaggio di movimento l’impossibilità di muoversi limita concretamente l’espressione del cavallo. Questo è ciò che accade quando teniamo il cavallo legato!

La vita da animale domestico, limita molto la sua socialità. Nel gestire i cavalli, gli uomini spesso tengono solo conto delle necessità umane in termini di leadership, attenzione, affezione e senso di essere. Un’altra preoccupazione umana è che il cavallo non si faccia male nell’interagire con i suoi simili, quindi li teniamo isolati e solitari, mentre la loro natura è profondamente sociale. Anche con tutto ciò la natura del cavallo non si estingue mai; anche dovendo vivere in una scuderia, loro riescono a identificarsi in un branco e a stabilire una gerarchia. Specialmente in una scuderia, dove ci sono limitazioni di spazio fisico, risulta evidente che i cavalli hanno bisogno di uno spazio che è strettamente collegato con la personalità degli individui. Soggetti altamente socievoli, che stanno meglio in gruppo e al pascolo, tollerano meglio il confinamento se possono vedere o toccare il vicino. Nella scuderia, ci saranno sempre cavalli che non sono compatibili, ed è nostro dovere cercare di incontrare le loro esigenze in termini di vicini di box. Cavalli meno socievoli, che spesso non hanno avuto vita di gruppo, hanno bisogno di spazi maggiori attorno a loro per sentirsi sicuri. Potrebbero essere intimiditi se messi a stretto contatto con altri. Paradossalmente, dato il limite di spazio disponibile in una scuderia, e contro quello che potrebbe sembrare naturale, questi cavalli, che hanno problemi a relazionarsi con altri individui, stanno meglio in box completamente isolati. La vita del cavallo allo stato domestico è spesso regolata dall’apertura e dalla chiusura della porta del box, che può anche essere il solo accesso a stimolazione visiva e uditiva per il cavallo. Essere in grado di vedere i loro simili migliora decisamente la qualità della loro vita. Tenere sempre presente la socievolezza del cavallo, nell’analizzare e progettare lo spazio che lo ospita è fondamentale, specialmente alla luce del fatto che il cavallo vi passa la maggior parte del tempo da solo.

L’altra parte della gestione del cavallo che ha importanza è quella che noi possiamo attuare nell’interagire con loro attraverso la relazione in libertà di espressione che ha grande influenza sul loro temperamento, sui loro umori e emozioni. Nell’approccio di Human Horse Sensing, la maniera in cui un uomo e un cavallo lavorano assieme è strettamente correlata a come i due individui percepiscono le situazioni che stanno vivendo, hanno vissuto e vivranno insieme. Nella vita d’ogni giorno gli individui ricevono informazioni dall’esterno attraverso i loro sensi (vista, udito, tatto, gusto, odorato), organi nervosi che non smettono mai di funzionare per tutta la vita dell’individuo. Ciascuno elabora cerebralmente le informazioni raccolte e si esprime di conseguenza attraverso il comportamento. Tra due individui in una relazione, il leader è quello che ha in mente la visione completa del futuro, che determina la modalità, qualità e complessità della comunicazione Attraverso ciascuna interazione gli individui costruiscono memorie che inevitabilmente influenzeranno il loro futuro. Nel tipo di dialogo che s’intende instaurare con Human Horse Sensing il cavallo può eseguire senza essere sottomesso e il cavaliere può essere il leader di un leader.

I corsi Human Horse Sensing hanno come scopo di insegnare le nozioni fondamentali del comportamento dei cavalli, le loro relazioni sociali e come comunicare con loro immediatamente in ogni circostanza usando determinati parametri sociali modulabili che abbiamo individuato sperimentandoli, senza bisogno di condizionare il cavallo con l’addestramento a rispondere a uno stimolo predeterminato. La comunicazione avviene scegliendo azioni appropriate e in contesti che i cavalli capiscono istintivamente.

L’approccio mediante la comunicazione spontanea, invece che quella condizionata, permette sempre di stabilire una connessione immediata con il cavallo. Questa modalità è il diventare consapevoli di come avviene realmente la comunicazione tra esseri umani e cavalli e permette di costruire una relazione dinamica e solida, attuabile in ogni circostanza e disciplina equestre, da terra e in sella, con e senza finimenti.

In Giugno saremo in Italia e offriremo due corsi. Nei giorni 14, 15 e 16 giugno saremo all’Azienda Agricola Nidodelfalcone (contatto Bruno Dorigo 335 6063633), a Monteleone d’Orvieto nella splendida cornice dei colli toscani. L’azienda offre anche alloggio, con ristorazione e piscina, fino a esaurimento della disponibilità. Il 21, 22 e 23 Giugno saremo ospiti del Centro Etologico Friulano (contatto Cristina de Marco 328 544 9093) a Trivignano Udinese e terremo lo stesso programma. Questo metodo che è anche il soggetto di un libro pubblicato in inglese (Human Horse Sensing Horsemanship) da Alessandra Deerinck, che sarà tra breve pubblicato anche in italiano da Equitare. Il corso copre il comportamento equino, come espressione completa dell’individuo e insegna come dare una struttura alla relazione tra uomo e cavallo che si può modulare come se fosse un linguaggio. La socialità, gli elementi fisici della comunicazione, la leadership tra uomo e cavallo sono affrontate e sviluppate in dettaglio, assieme a come usare efficacemente i sensi nella comunicazione con il cavallo con e senza i finimenti.

I nostri corsi insegnano gli elementi della comunicazione, il resto della storia appartiene a voi e al vostro cavallo. Per partecipare non è richiesto alcun requisito particolare all’interno del tradizionale panorama equestre. Qualsiasi obiettivo desiderato, può essere raggiunto attraverso la relazione con il cavallo che sceglie liberamente di farne parte. Questo metodo è per proprietari, cavalieri, allevatori, professionisti, dilettanti, e chiunque sia interessato a imparare come il cavallo vive, pensa, impara, comunica e gioca dal suo punto di vista. Il risultato della relazione è il prodotto delle possibilità che creiamo e in cui riusciamo a coinvolgere il cavallo senza forza.

Per ulteriori informazioni sul nostro metodo e sui nostri corsi tradizionali e online, visitate il nostro sito Web http://www.hhsensing.com telefonate al +1 760 715 1554 o inviate un’e-mail all’indirizzo hhsensing@icloud.com

Versione inglese

COMMUNICATING WITH THE HORSE THROUGH A RELATIONSHIP

Have you ever thought of being able to spontaneously communicate with a horse, through a dynamic dialogue that can be instantly managed as a social relationship?

The relationship with the horse has certainly started from the man! It is our expedition in search of leadership in interacting with the horse. Despite all the different approaches that have been developed in the recent past, most of the activities we do with horses do not have an immediate meaning for them and horses do not always recognize us openly and freely as leaders. At the base of this problem there is a lack of immediate communication, which the horse understands, without having to be trained to do so. Another key element in a relationship is that any individual, whether man or horse, if he does not understand what is asked of him, is not motivated to participate voluntarily in the situation. Many solve the problem by limiting the movement of the horse, with means of restraint or tack and in doing so add fear and insecurity on both sides.

Human Horse Sensing (www.hhsensing.com email hhsensing@icloud.com) develops the relationship with the horse also listening to its expression of response, creating an environment that favors the relationship on both sides and reduces the stress from living in a domesticated state. Leadership is always one of the focal points, along with the mechanisms of learning and the use of true natural equine communication, both on the ground and in the saddle.

Horses to talk in detail do not speak, but they do it with behavior, and interpret everything, including intent, mood, motivation, trust and awareness of the surrounding environment. It is not a matter of metaphysical or imaginary communication, it is physical through movement and in responding the horse always does it through behavior, modulating its position in space relatively to the other individual. For the horse, the language of communication does not change, whether he is free to move, under the saddle, or in a box stall, but since it is a language of movement the impossibility of moving actually limits the expression of the horse. This is what happens when we keep the horse tied!

Life in a barn limits very much his social life. In managing horses, men often only take into account human needs in terms of leadership, attention, affection and a sense of being. Another human concern is that the horse does not get hurt in interacting with other horses, so we keep them isolated and solitary, while their nature is deeply social. Even with all this the nature of the horse is never extinguished; even having to live in a stable, they can identify themselves in a pack and establish a hierarchy. Especially in a stable, where there are physical space limitations, it is clear that horses need a space that is closely related to the personality of the individuals. Highly sociable subjects, who do better in groups and in the pasture, tolerate confinement better if they can see or touch the neighbor. In the stable, there will always be horses that are not compatible, and it is our duty to try to meet their needs in terms of stall neighbors. Less sociable horses, that often did not have group life, need more space around them to feel safe. They could be intimidated if put in close contact with others. Paradoxically, given the limit of space available in a stable, and against what might seem natural, these horses, which have problems relating to other individuals, are better off in completely isolated boxes. The horse’s life in the domestic state is often regulated by the opening and closing of the stall door, which can also be the only access to visual and auditory stimulation for the horse. Being able to see their fellows definitely improves their quality of life. Keeping in mind the sociability of the horse, in analyzing and designing the space that houses it, is fundamental, especially in light of the fact that the horse spends most of its time alone.

The other part of managing the horse that matters is the one we can implement in interacting with them through the relationship in freedom of expression that has great influence on their temperament, their moods and emotions. In the Human Horse Sensing approach, the way in which a man and a horse work together is closely related to how the two individuals perceive the situations they are experiencing, lived and will live together. In everyday life, individuals receive information from the outside through their senses (sight, hearing, touch, taste, smell), nervous organs that never cease to function throughout the life of the individual. Each brain processes the information collected and expresses itself accordingly through behavior. Between two individuals in a relationship, the leader is the one who has in mind the complete vision of the future, which determines the modality, quality and complexity of communication. Through each interaction, individuals build memories that will inevitably influence their future. In the type of dialogue that we intend to establish with Human Horse Sensing, the horse can perform without being submissive and the rider can be the leader of a leader.

The Human Horse Sensing courses aim to teach the fundamental notions of horse behavior, their social relationships and how to communicate with them immediately in any circumstance using specific modular social parameters that we identified by experimenting, without having to condition the horse with the training to respond to a predetermined stimulus. Communication takes place by choosing appropriate actions and in contexts that horses instinctively understand. The approach through spontaneous communication, instead of conditioning, always allows an immediate connection to be established with the horse. This modality is becoming aware of how communication between humans and horses really happens and allows to building a dynamic and solid relationship, feasible in every circumstance ad equestrian discipline, from the ground and in the saddle, with and without tack.

In June we will be in Italy and we will offer two courses. On June 14, 15 and 16 we will be at the Azienda Agricola Nidodelfalcone (contact Bruno Dorigo 335 6063633), in Monteleone d’Orvieto in the splendid setting of the Tuscan hills. The place also offers accommodation, with catering and a swimming pool, subject to availability. On 21, 22 and 23 June we will be guests of the Centro Etologico Friulano (contact Cristina de Marco 328 544 9093) in Trivignano Udinese and we will keep the same program. This method which is the subject of a book by Alessandra Deerinck published in English (Human Horse Sensing Horsemanship), will soon be published also in Italian by Equitare. The course covers equine behavior, as a complete expression of the individual and teaches how to give a structure to the relationship between man and horse that can be modulated as if it were a language. Sociality, the physical elements of communication, the leadership between man and horse are addressed and developed in detail, together with how to use the senses effectively in communication with the horse with and without harnesses.

Our courses teach the elements of communication, the rest of the story belongs to you and your horse. To participate, no special requirements are needed within the traditional equestrian landscape. Any desired goal can be achieved through the relationship with the horse that freely chooses to be part of it. This method is for owners, riders, breeders, professionals, amateurs, and anyone interested in learning how the horse lives, thinks, learns, communicates and plays from his point of view. The result of the relationship is the product of the possibilities we create and in which we manage to involve the horse without force.

For more information about our method and our traditional and online courses, visit our website http://www.hhsensing.com call +1 760 715 1554 or send an e-mail to hhsensing@icloud.com

 

Trump 🏇errata la decisione dei commissari di togliere al vincitore del Kentucky Derby la vittoria. Ci racconta tutto Eugenio Colombo testimone oculare.

ECCO IL TWIT ORIGINALE DI DAINALD J. TRUMP

twitter.com/realdonaldtrump/status/1125067530828173313

Il parere di Eugenio Colombo sulla retrocessine.

Fosse accaduto in Europa il cavallo nn sarebbe mai stato retrocesso per un danneggiamento a 400 metri dal palo. Ma questo è il regolamento del Kentucky. Il problema sollevato da molti è che la pista da corsa è tarata per 15 cavalli e i 19 che hanno corso erano evidentemente troppi.

 

Il vero scandalo è che il 147 anni di storia del Derby è la prima volta in assoluto che un cavallo vincitore venga distanziato.

i presidenti americani hanno sempre buttato un occhio sul l’ippica e l’equitazione.

Nelle memorie del presente del senato Giovanni Spadolini si racconta di un incontro con Ronal Reagan in cui l’americano rivolgendosi al suo ospite ebbe a dire: È CERTO CHE VOI AVETE DATO I NATALI A FEDERIGO CAPRILLI. al che Spadolini fece buon viso a cattivo gioco conto per poi chiamare nella notte il presidente della Fise di allora per informarsi di chi era costui. Lo stesso Regan è ritratto con al braccio una sella Pariani che fa bella mostra di se nel laboratrio del celebre sellaio milaese. Il che la dice lunga sul valore della Pariani per il mondo equestre italiano a dispetto degli stessi nostri compatrioti a partire dai ministri Martina e Centinaio.

Kentucky Derby 2019 🏇vince Country House in un finale convulso.

Nella foto di apertura l’esultanza del fantino di Country House Flavien Prat

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Qui sopra l’ordine d’arrivo

Redazione JJcdiH

In un finale convulso vince Maximum Security ma viene squalificato in favore di Country House.

 

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Il rientro del vincitore Country House da Lookin At Lucky e Kuake Lake (da War Chant)

Owner: Mrs. J. V. Shields Jr., E. J. M. McFadden Jr. and LNJ Foxwoods
Breeder: J. V. Shields Jr.
State Bred: KY
Winnings: 7 Starts: 2 – 2 – 1, $2,120,175

At 3: Won Kentucky Derby (G1,CD,10f); 2nd Risen Star S. (G2,FG,8½f); 3rd Arkansas Derby (G1,OP,9f)

Foaled May 8, 2016.
Finished second in the Kentucky Derby, but was placed first upon the disqualification of Maximum Security.

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Il film della corsa con l’arrivo contestato e i commenti degli operatori

 

Kentucky Derby 2019: ecco le quote dei 20 partecipanti.

Redazione JJcdiH

Mike Smith, fantino premiato con l’ingresso nella Hall of Fame, monterà Omaha Beach nel Kentucky Derby del 2019.

“Ovviamente, la decisione di Mike Smith era molto attesa e ha un enorme significato”, ha detto Midland, che nel 1999 ha creato il Kentucky Derby Future Wager di Churchill Downs. “Se avesse montato Roadster, avrebbe potuto dare più slancio a quel cavallo”.

Invece, Roadster, allenato da Bob Baffert e che ha vinto il Santa Anita Derby (G1) , è la seconda scelta di Midland, con Tacitus, vincitore del Wood Memorial (G1), terzo posto a 6 contro 1.

i tre cavalli hanno in comune qualcosa di più rispetto agli altri partecipanti al Kentucky Derby: ovvero due vittorie consecutive in quella che viene chiamata La corsa per le Rose. Dopo una tumultuosa stagione di preparazione per i favoriti, la gara di quest’anno è vista come abbastanza aperta.

Dietro qaesti tre ecco, Game Winner (8-1), Improbable (10-1) e Maximum Security (10-1).

“Gli altri due pensionari di Baffert, Game Winner e Improbable, stanno lievitando nelle quote di prezzo dopo le recenti sconfitte”, ha detto Midland. “Tuttavia, entrambi sono entrati nel ristretto numero di cavalli che partecipano alla corsa di Churchill Downs.

“La massima sicurezza, il vincitore della Florida Derby, è un ex pretendente e ancora considerato da molti una meta”, ha aggiunto Midland. “Ma la sensazione è che riceverà un supporto costante a causa del suo record imbattuto, potente vittoria e forse una mancanza di altro ritmo nel Derby.”

Mike Battaglia, stabilirà gli stalli di partenza. Naturalmente, le quote sono una previsione di come il pubblico scommetterà, e questo non è un compito semplice quando si lavora con un campo di 20 cavalli.

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Cavalli&Business. Autoimprenditorialità e ricambio generazionale nel settore agricolo (parte seconda).

Le immagini qui riportate sono quelle della Razza Ticino

di Alberto Giordano (fonte: www.ismea.it)

da leggere anche:

https://www.ruminantia.it/bando-ismea-2019-per-il-primo-insediamento-in-agricoltura-facciamo-il-punto-insieme-allagronomo/

Questa opportunità intende sostenere l’autoimprenditorialità e il ricambio generazionale nel settore agricolo. Sono previste condizioni di favore per i giovani imprenditori agricoli attivi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Riguarda le micro e piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti, con i seguenti requisiti: subentro: imprese agricole regolarmente costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana; ampliamento: imprese agricole attive e regolarmente costituite da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.

Le domande possono esser presentate in qualsiasi momento  con la modalità a sportello aperto.

Sono ammesse  operazioni di subentro, cioè di cessione di un’intera azienda agricola a favore di un’impresa a totale o prevalente partecipazione giovanile, che per l’ampliamento e l’ammodernamento di aziende agricole esistenti già condotte da giovani.

Le agevolazioni coprono investimenti realizzati sui terreni indicati nel progetto e diretti a: miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione; miglioramento dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali, purché non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell’Unione Europea; realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura. Tra le spese ammissibili agli aiuti rientrano: studio di fattibilità, comprensivo dell’analisi di mercato; opere agronomiche e di miglioramento fondiario; opere edilizie per la costruzione o il miglioramento di beni immobili; oneri per il rilascio della concessione edilizia; allacciamenti, impianti, macchinari e attrezzature; servizi di progettazione; beni pluriennali; acquisto di terreni

I contributi previsti sono  a tasso agevolato. Tasso agevolato e fondo perduto. Sia nel caso del subentro che dell’ampliamento, sono ammessi investimenti fino a un importo complessivo non superiore a 1,5 milioni di euro. Le agevolazioni concedibili consistono in un mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 75% delle spese ammissibili. Il mutuo agevolato è della durata minima di 5 anni e massima di 15 ed è rimborsabile in rate semestrali con scadenza al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno.

Nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, alla luce del decreto Mezzogiorno, è possibile ottenere un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile e un mutuo agevolato, a un tasso pari a zero, di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile.

L’impresa beneficiaria è tenuta al rispetto dei vincoli sull’investimento, sull’attività e sulla sede operativa previsti dalla normativa di riferimento, nonché all’adempimento di tutti gli obblighi previsti dal contratto di concessione delle agevolazioni, fino all’estinzione del mutuo agevolato.

Per quanto riguarda le modalità di partecipazione  la richiesta di  finanziamenti da parte delle le imprese queste  devono accreditarsi al portale Ismea e, una volta registrati, presentare in via telematica la domanda di ammissione alle agevolazioni, una copia di un documento di riconoscimento e lo studio di fattibilità del progetto di subentro o di ampliamento aziendale.

Effettuate le verifiche sulla ricevibilità delle istanze, in base all’ordine cronologico di presentazione, Ismea redige una graduatoria provvisoria e procede all’istruttoria vera e propria, con particolare attenzione alla congruità tecnico-produttiva degli investimenti ipotizzati con gli obiettivi dello studio di fattibilità e alla ragionevolezza delle previsioni di spesa. Al termine di questo iter l’Istituto dispone l’ammissione o l’esclusione dell’impresa richiedente e pubblica le graduatorie definitive.

Le agevolazioni concesse sono erogate per stato di avanzamento lavori (Sal), successivamente alla stipula dei contratti e subordinatamente alla effettiva realizzazione della corrispondente parte degli investimenti previsti.

Per quanto riguarda le informazioni occorre rivolgersi  a Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, viale Liegi 26,  00198 Roma, tel 06 85568200, Ufficio relazioni con il pubblico tel. 06 85568 319,  e-mail: urp@ismea.it; sito internet: www.ismea.it

Normativa di riferimento:

Bando, Autoimprenditorialità e ricambio generazionale nel settore agricolo, con particolare attenzione al Mezzogiorno, Ismea, (fonte: www.ismea.it).

I criteri per la concessione delle agevolazioni, a valere sul Capo III del Titolo I del decreto legislativo n. 185-2000 che riguarda le agevolazioni per l’autoimprenditorialità, sono stati definiti con il decreto del 18 gennaio 2016 e poi aggiornati dopo che il decreto Mezzogiorno ha esteso la misura Resto al Sud alle imprese agricole. Il decreto legislativo n. 185-2000 è stato quindi modificato prevedendo condizioni più favorevoli per l’avvio e lo sviluppo di imprese nelle regioni meridionali.