Sardegna. È Grande Endurance. Al via 13 nazioni e 52 cavalieri dal 15 al 19 settembre

Dal 15 al 19 settembre ad Arborea (Oristano) è grande endurance con Endurance Equestre 2021 Mondiale Giovani Cavalli”.

Uno dei momenti delle passate edizioni su terreno sabbioso.

C’è un pezzo d’Italia che non ha dimenticato i cavalli, anzi. E’ quella Sardegna in cui la passione per il nobilissimo animale, ha prodotto iniziative che lo valorizzano nelle varie discipline in cui è protagonista assoluto: dal concorso ippico alle gare di endurance, quella particolare gara sportiva equestre che lo vede animare percorsi anche di 180 chilometri, in cui si danno battaglia cavalieri di statura internazionale in sella spesso al più celebre dei cavalli, il Purosangue arabo, oggetto spesso di una cura maniacale di principi arabi come Sheik Mohammed bin Rashid al Maktoum, o di famosi gioiellieri come Nayla Hayek ceo di Winston Harry Winston grup che ne posseggono alcuni tra i più belli e famosi.

È così che dal 16 al 19 Settembre 2021, si solleverà il sipario su “Sardegna Endurance Festival 2021”.Il cavallo sarà il fulcro della manifestazione, il suo comune denominatore. L’evento vuole proporre il connubio tra turismo e sport, territorio e natura, tradizione e folclore, arte e didattica, prodotti del territorio sardo e allevamento, attraverso approfondimenti, stage e convegni sul cavallo ed sul mondo della veterinaria. Durante i giorni della manifestazione ad Arborea (Oristano), si raduneranno oltre 100 tra amazzoni e cavalieri provenienti dall’isola, dall’Italia e da altre 14 nazioni. Sul piatto il titolo di Campione del Mondo Giovani Cavalli 2021, riconoscimento che verrà assegnato in Sardegna, e che posizionerà l’isola al centro dell’attenzione mondiale.

La gara più significativa, il “Campionato del Mondo Giovani Cavalli 2021”, si svolgerà su un tracciato di 120 km. Il percorso attraverserà il territorio di Arborea alternando pineta e mare, dall’alba al tramonto su un tracciato considerato uno dei migliori al mondo. La gara si svolge su un superlativo terreno drenante in sabbia, fondo ottimale per i cavalli. In un paesaggio immerso nelle zone umide della bonifica di Arborea con i suoi stagni popolati da fenicotteri rosa ed altre specie rare. Un sistema naturale poco sfruttato che potrebbe regalare grandi soddisfazioni con ritorni economici importanti. Un esempio su tutti, la Francia, con la Camargue, diventata celebre per le sue paludi ed i suoi cavalli bianchi. Nel parterre di gara sarà allestito il Sardegna Endurance Festival Village, il quartier generale della kermesse con la sua area riservata alla visite veterinarie dei cavalli in gara, alla zona destinata all’information technology dei cronometristi, della segreteria, dello speaker nonché alla fondamentale sala stampa per i tanti giornalisti e fotografi accreditati. Non mancherà, come nelle passate edizioni del Sardegna Endurance Festival, il “villaggio commerciale” nel quale le varie realtà locali e gli artigiani, nazionali ed internazionali avranno la possibilità di esporre e presentare al mondo i loro prodotti. Presso l’Horse Country Resort, si terrà la cerimonia di premiazione con tanto di villaggio enogastronomico in cui, aziende esclusivamente sarde, presenteranno i loro prodotti d’eccellenza. Spazio dunque alla tradizione sarda con balli, musica e spettacoli che metteranno in evidenza il ricchissimo patrimonio folkloristico, culturale ed enogastronomico dell’isola.

Durante i giorni dell’evento verranno organizzate inoltre attività collaterali con mostre di artisti isolani, la sfilata dei cavalli da Endurance, la corsa all’anello di Oristano, visite guidate al museo MUBA di Arborea e allo stagno S’Ena Arrubia. Non mancheranno approfondimenti in campo veterinario attraverso momenti di convegno. Allo scopo di aggiornare professionisti sardi e studenti dell’Università di Veterinaria di Sassari, verranno organizzati dei seminari di aggiornamento di alto livello. Ghiotta sarà l’opportunità di sperimentare in prima persona le attività, le competenzeed il know-how dei veterinari di Endurance, disciplina che vede la figura del veterinario assolutamente centrale nel monitoraggio dei cavalli in gara. Saranno presenti alcuni tra i migliori veterinari internazionali parte dello staff tecnico a tutela e salvaguardia del benessere degli animali e della riuscita della manifestazione.

Sottsass, (video) il lavoro di rifinitura del vincitore del Jockey Club 2019 a Deauville e il video del terzo posto nell’Arc

Nella foto di apertura l’arrivo vincente nel Prix du Jockey Club a Chantilly.

Redazione

 

il video dell’Arc 2019 con il terzo posto di Sottsas

Le 10 corse super in Usa dell’ultima decade (il video).

Santorre di Santarosa

Presentiamo la selezione di Keeneland relativa ai maggiori eventi negli Usa.

Arabi a Vermezzo: il “mondiale” con le famiglie reali del Medio Oriente.

Redazione

Straight Egyptian World Championship. La VII Edizione. Il servizio completo sulla manifestazione e le foto.

Quando si parla di purosangue si considera normalmente quello inglese e da corsa. Invece c’è un altrettanto prestigioso cavallo che si può a ben diritto fregiare di questo titolo. Si tratta del Purosangue Arabo e in particolare quello da show, esaltato per la sua bellezza.

A Vermezzo domenica si è tenuto il Campionato del Mondo di questa razza, presenti tutti i maggiori allevamenti mondiali e i loro principali allevatori e proprietari, gli sceicchi.

Il Purosangue arabo, è un cavallo che nulla a ha da invidiare a quello di matrice britannica. Non solo, ma quest’ultimo discende in gran parte da questo particolare purosangue, da questo vero e proprio principe del deserto che ha trasmesso i suoi geni a quello inglese, attraverso i secoli procreando la razza da corsa, a cui appartiene, tanto per fare un esempio, il grande Ribot.

È stata battaglia all’ultimo voto tra i grandi emirati per l’aggiudicazione dei trofei del Straight Egyptian World Championship, il campionato mondiale dei purosangue arabi di linea egiziana che si è concluso tenuto a Vermezzo, alle porte di Milano all’Horse Pala Show della cittadina alle porte della capitale lombarda per l’organizzazione della titolare, l’intraprendente Barbara Morali che con professionalità ha dato il via sei anni fa a questa manifestazione che oggi ha radunato i migliori cavalli di questa razza provenienti dagli stud delle maggiori famiglie arabe. Le gare finali hanno visto primeggiare nelle competizioni più attese, nel best in schow per le femmine, la portacolori del Qatar, tra l’altro sponsor principale dell’iniziativa, con Awaal al Rayyan, proveniente dall’allevamento Rayyan Farm. Tra i maschi l’ha invece spuntata il maschio Asayel Raheb, proprietario Al Aghar Stud, Due esemplari molto belli

Il Purosangue Arabo, è tutt’ora idolatrato dai suoi più grandi estimatori, le popolazioni arabe, coloro che lo hanno “inventato” attraverso i secoli coltivandone con cura la morfologia e la genealogia che viene tramandata oralmente dalla tribù beduine ed è tanto idolatrato da essere citato nello stesso Corano, il testo sacro dei musulmani a cui Maometto, ha dedicato interi sonetti.

Tra le varie branche del purosangue arabo, la più pregiata è quella di linea egiziana, un numero ristretto di cavalli, di altissima genealogia gelosamente custoditi nelle scuderie dei principi arabi e i cui costi qual ora e molto raramente dovessero essere venduti, sono di migliaia se non di milioni di euro. A loro è dedicato il Campionato del Mondo di questa che è la razza di purosangue arabo per eccellenza che va in scena il 12 e 13 ottobre 2019 a Vermezzo, alle porte di Milano, nella settima edizione del prestigioso Straight Egyptian World Championship, show ideato da Barbara Morali, CEO del Gruppo Morali & C. e riservato ai più prestigiosi cavalli arabi di linea egiziana provenienti da tutto il mondo. Il campionato è supervisionato da Christianne Chazel e Dominik Briot, note come le più importanti event directors del settore.

I cavalli arabi di linea egiziana costituiscono solo il 4% circa dei cavalli arabi di tutto il mondo e rappresentano la razza di origine araba più nobile, prestigiosa e custodita gelosamente nelle sontuose scuderie degli sceicchi.

Il campionato del mondo premierà gli esemplari più belli. La scorsa edizione ha visto come main sponsor la prestigiosa maison Harry Winston, conosciuto come ‘il gioielliere delle star’, che ha confermato la sua presenza anche per quest’anno.

Main sponsor di questa edizione è Al Waab Farm di proprietà dello Sceicco Ahmed Bin Abdulla Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, celebre in Italia per l’acquisizione, tra le altre, della maison Valentino e che dispone di un allevamento di questi cavalli alle porte di Bergamo. Mentre in Francia è sponsor del Gran Prix de L’Arc de triomphe e dispone dj un allevamento di questi cavalli e di purosangue inglese, tanta è la passione da parre di questi sceicchi per il purosangue arabo e in generale per il cavallo. Il Qatar sarà infine protagonista nel 2022 in quanto organizzatore dei prossimi campionati del mondo di calcio.

L’evento sarà sostenuto, anche come nelle passate edizioni, dalla Qatar Foundation e dallo sceicco Hamad Bin Ali Al Thani, che parteciperà all’evento con le scuderie Al Shaqab e Al Rayyan.

Sono oltre 30 le scuderie provenienti dal Medio Oriente e dall’Europa (Qatar, Egitto, Kuwait, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Israele, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Danimarca, Germania, Austria, Belgio, Italia) a sfidarsi presentando i loro migliori esemplari in un appuntamento imperdibile per gli appassionati di cavalli arabi.

Barbara Morali, Show Director ed organizzatrice del campionato, dichiara: “Sono orgogliosa che questa manifestazione si stia affermando sempre di più come evento internazionale di riferimento per gli appassionati del settore. Stiamo già lavorando ad un prossimo importante appuntamento che si svolgerà nel 2020”

Dietro allo show ruota una importante macchina organizzativa, sotto un servizio di sicurezza imponente: il trasporto dei cavalli viene effettuato in aereo con voli dedicati; i cavalli vengono accuditi e preparati allo show da uno staff di oltre 100 persone tra addetti alle scuderie, trainer, maniscalchi e veterinari.

L’evento è aperto e gratuito al pubblico e si svolgerà nelle giornate del 12-13 0ttobre a Vermezzo alle porte di Milano. Gli orari sono presenti nel sito web www.sewcmialn.com.

 

Arc 1🐎Enable nella storia del Purosangue tenta il triplo nell’Arc. La corsa nelle parole di Paolo Allegri.

Foto di apertura. Enable vince le King George 2019

Una particolare analisi della corsa e dei partecipanti misurati attraverso il loro rating

di Paolo Allegri

PARIGI. La corsa più bella al mondo. Così a Parigi hanno scritto sulla locandina dell’Arc. Domenica, tra le quinte rosseggianti del Bois, nel nuovo Longchamp di meraviglioso disegno architettonico, la Regina Enable cercherà di entrare nella leggenda cercando il suo terzo Arc. La figlia di Nathaniel allenata da John Gosden, con Lanfranco Dettori in sella, parte dal valore di 128 acquisito nelle Yorkshie Oaks in agosto. Enable per chi ama i numeri regala lo score straordinario di ben 11 performance, partendo dalle Oaks 2017, con valori superiori a 122. Diciamo un valore sicuro e costante di eccellenza che fa dormire sonni tranquilli ai periziatori.

Che invece hanno dovuto pensare, scrivere e correggere i numeri da scrivere accanto al nome di Ghaiyyath, il quattro anni da Dubawi sellato da Charlie Aplleby che con la sua stratosferica performance nel Gran Premio di Baden Baden ha alzato l’asticella dall’alto delle 14 lunghezze rifilate agli avversari. Il tema è questo. Il quattro anni inglese dovrà confermare quel valore di 126 (ma Racing Post lo valuta addirittura 128, sullo stesso piano di Enable) in un contesto ben più consistente. E c’è una corrente di pensiero che sostiene che nell’Arcourt di gruppo 2 l’erede di Dubawi avrebbe espresso quel rating se il suo jockey non avesse praticamente smesso di comandare a 100 metri dal traguardo.

Resta il fatto che pensare ad una sconfitta della cavalla imbattibile sembra utopistico e improbabile. Una corsa come l’Arc estende lo sguardo ad altri partecipanti di valore. Se chi ha confidenza con le perizie è sempre attento alla curva ascensionale di rendimento di un purosangue, il profilo da monitorare è quello di Waldgeist, il francese di 5 anni da Galileo che porta colori tedeschi. L’avvicinamento alla grande corsa d’autunno è stato in pieno stile Andrè Fabre, quasi a fari spenti. Nel Qatar Prix Foy di gruppo 2 è bastato correre su un 119 senza sprecare niente, con un Pierre-Charles Boudot conservativo in sella. E’ stato il secondo Foy per Waldgeist che nel 2018 aveva galoppato da 121. Ma quello vero lo abbiamo ammirato nel superbo contesto delle King George, un ottimo terzo posto esprimendosi al suo top, un 124 che è il suo valore di partenza nell’Arc. Se ripetuto vale il podio per questo soggetto consistente e programmato in maniera sopraffina dal Muto di Chantilly.

Guardando in Irlanda e nello specifico in quella bottega straordinaria che è la scuderia di Aidan O’Brien ecco Magical, cavalla molto consistente. La laureata delle Irish Champion Stakes nell’annata ha corso da 122 e più volte. Identico standard espresso da Japan, tre anni da Galileo che ha vinto il 14 luglio il Grand Prix de Paris per poi confermarsi nelle Juddmonte International Stakes di gruppo 1.

In avvicinamento all’Arc diventano seguitissimi, con tanto di foto e filmati, i lavori. Ecco un Soumillon che a Chantilly scende entusiasta dopo l’ultimo galoppo di rifinitura del giapponese Kiseki, sul quale è stato ingaggiato. “Aveva un’azione molto bella, ci sono molti cavalli che nella prova di preparazione (il Foy, dove ha figurato al terzo posto) non rubano l’occhio eppoi vengono avanti nell’Arc”, ha dichiarato il top jockey. Kiseki nella prima sortita in terra di Francia ha fatto vedere un 113.

L’orientamento dei periziatori francesi è quello di valutarlo sul secondo posto nel gruppo 1 corso in Giappone, che lo porta a un valore di partenza nelle gabbie dell’Arc di 119. Non basta per fare l’arrivo, visto che con quel numero sarebbe dietro anche a Sottsass, il tre anni da Siyouni presentato da Jean-Claude Rouget e con in sella il nostro Cristian Demuro. Nel Pric Niel ha fatto 115 ma quella prestazione va ben pesata. Ha corso in maniera prudente, vedendo sempre la corda, e correndo solo gli ultimi 200 metri. Un ballo in maschera, solo una ricognizione sul percorso. Il Sottsass vero è quello che ha vinto il Prix du Jockey Club e qui la linea di pensiero degli handicapper è che quella corsa sia molto veritiera, una linea consistente che si è confermata, visto che anche i battuti si sono poi confermati ad ottimo livello. Dunque, Sotssass parte da quel 120 del Jockey Club, con il leader dei tre anni francesi chiamato a stupìre ancora con i migliori del mondo.

Rouget, visto che il cielo ha rovesciato acqua su Parigi, e domenica si prevede un terreno autunnale, ha supplementato il pesantista Soft Light, un tre anni da Authorized. Lo avevamo visto affacciarsi nel Prix de Paris, corso su 105 di rating, per poi rivelarsi a pieno nel Grand Prix de Deauville, con un progresso che lo portava gli amanti delle perizie a scrivere 114. Il team ha fiducia in una sua buona prova,tanto che è stato ingaggiato la leggenda giapponese Yutaka Take.

La Società Milanese Cacce a Cavallo, come non l’avete mai vista (il video delle corse in brughiera)

a cura di Santorre di Santarosa

Sono passati alcuni anni da quella iniziativa organizzata da Claudio Gobbi con Briglie Sciolte e Audi, in cui celebravamo una delle edizioni più belle delle “Manifestazioni finali della Società Milanese Cacce a Cavallo” di cui è master il marchese Gibi Litta Modignani e prsidente la contessa Anna Prinetti Castelletti. Il teatro delle gare era la tenuta dei conti Torriani, nel novarese. Poi a Villa d’Este, la prestigiosissima dimora che è stata di principi e re, si teneva la cena di gala con la consegna dei premi ai vincitori di quelle corse così affascinanti.

Vi proponiamo il video di quelle giornate.

Irisch Oaks nel segno di Dettori, Gosden e sir Oppenheimer (video).

Nella foto di apertura Sir Oppenheimer e Lanfranco Dettori

di Santorre di Santarosa.

Questa volta O’Brien nn è riuscito ad agguantare la vittoria sul terreno di casa sua come ha fatto invece nell’ Irisch Derby dove ne ha piazzati tre su tre. Ha vinto un grande Gosden con Star Catcher. Battuto anche il grande Galileo che è stato soppiantato da quello che oggi è il suo rivale in razza più accreditato Sea The Star. Proprietario Sir Oppenheimer, quello di Golden Horn vincitore con Dettori e Gosden del Derby di Epsom del 2015

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 Ordine d’arrivo

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La Genealogia

Commento breve. Fantastica la genealogia della cavalla. Con l’incrocio tra due linee derivate da Northern Dancer attraverso Cape Cross e Sadler’s Wells. Entrambe con pesanti intromissioni di Mr Prospector e linee provenienti da Sharpen Up. Oltre a una presenza di grande rilievo del tedesco Lombard attraverso Allegretta.

Maia, Mancinelli e Martone. Una nuova location per le serate di spettacolo in ippodromo.

Nella foto di apertura il gruppo de Il Volo che si esibirà all’ippodromo il 14 luglio. Nelle altre immagini una suggestiva immagine delle tribune illuminate e i preparativi per l’allestimento del palco degli eventi

di Giorgio Bergamaschi

Dopo la fine della prima parte della stagione di corse, ecco che l’ippodromo diventa teatro di eventi e di spettacoli.

PROVATE A DIRE A VOI STESSI: ” MA LA VISTA DI QUESTA TRIBUNA ALL’IMBRUNIRE, INSOLITAMENTE ILLUMINATA, MI FA PROVARE QUALCOSA? QUALCOSA DI NUOVO E DI DIVERSO? ” Osservando quest’immagine di bella presa, per associazione d’idee ho pensato ad un grande cavaliere del passato che ho avuto il piacere di conoscere, quando aveva stupìto il mondo con il suo Ambassador, oro olimpico a Monaco. Già, intendo proprio lui, Graziano Mancinelli, quello del Centro Ippico di Castellazzo, della Scuderia Le Roncaglie, della Sogim.

Mancinelli, “oro olimpico” e stratega del senso pratico

Un giorno il Cavalier Mancinelli mi raccontò questo aneddoto: <<Lei deve sapere che mio padre era un maresciallo di cavalleria. Era rimasto male perché io (allora ero molto timido…) non gli avevo fatto mistero del mio disagio, perché i miei avversari erano rampolli di famiglie ricche. “Ah, è questo che ti turba? Ma… Graziano, se loro hanno i soldi, tu hai una grande abilità in sella e anche dei sacchi vuoti… E allora cosa aspetti? Riempili!!! “. Questa sua “lezione” mi è servita tanto, nella vita, perché mi ha fatto prendere coscienza dei miei mezzi. Magari avrò dovuto rinunciare ad essere un elegante in sella, ma probabilmente ho capitalizzato in… senso pratico, in voglia di riuscita, nell’impegno di valorizzare la mia parte vincente. Perché in ognuno di noi c’è questa dote naturale. Chiede solo di essere scoperta e valorizzata >>.

Cosa c’entra questa confidenza del grande Graziano Mancinelli con la veduta della tribuna grande di Maia all’imbrunire, illuminata per la prima volta? C’entra, c’entra… Perché anche Gianni Martone ha i suoi sogni e sa come realizzarli… Un po’ come i sacchi vuoti di Mancinelli. Gianni Martone ha queste meravigliose tribune, ora si tratta solo di riempirle. E, al settimo anno di “matrimonio con Maia”, quanto ha seminato lungo i suoi percorsi di manager sta lì, a dimostrare che ha avuto ragione, fin dal primo momento. Perché lui tace, e intanto sa come riempirle.

Martone, “re Mida” che trasforma in oro ciò che tocca … Ma quanta fatica e abnegazione, dietro ogni impresa!

Dunque: come riempire le tribune? Lo fa, ad esempio, “anche” con la ripresa della liaison con i concerti. Perché, qualcuno non ricorda forse quella meravigliosa serata di Lucio Dalla qui a Maia, quando – rivolto al pubblico – aveva esclamato: <<Fratelli, io quest’estate sto girando con il mio tour estivo all’insegna del mio “concerto per il mare”. Qui siamo in una cornice sttraordinaria, ai piedi delle Alpi…: Non sono fuori tema, però, perché qui mi sono tuffato in un meraviglioso”mare di verde”, Da amare, da valorizzarae, da proteggere! >>. Già, la Merano che salta e galoppa ha vissuto anche questo. Quelli non erano anni facili ed il futuro di Maia non propriamente sereno.

Oggi la musica è cambiata, perché ora, qui, finalmente convivono e cooperano sinergie reali ed importanti. E poi, ditemi: ma che, solo 10 anni fa, qualcuno di noi avrebbe scommesso solo 10 centesimi, che la Provincia sarebbe diventata lo sponsor del Gran Premio Merano? Io, onestamente, no.

E però, questa terra da valorizzare (i film e sceneggiati con partecipazione della Provincia, I Giardini di Castel Trauttmannsdorff, le Terme e infine anche Maia) presenta fra i suoi gioielli anche Maia che poi, oltretutto, è il vero “polmone” della conca meranese e la sua… “miniera” nonché “filtro”. Miniera perché vale oro. Puro. Come filtro, in quanto è adagiata su oltre 30 ettari senza cubature al suo interno fino a lambìre il centro-città! Quindi, Maia è un depuratore d’aria naturale. Inoltre, come palcoscenico naturale, offre persino un’ottima acustica.

Lo ribadirà con fermezza tra un po’ di giorni… Già, ormai, siamo prossimi al momento in cui – con un Premio Oscar per le colonne sonore e con i “Tre Italiani che con le Loro Voci Ammaliano il Mondo” – le tribune saranno … riempite anzi gremìte; persino nel periodo di pausa. E persino di sera. Tutti, a quel punto, dovranno prendere atto che… davvero “Maia è un in-canto ed ha realmente preso Il VOLO”.

Il calendario degli appuntamenti

Come per le riunioni ippiche, anche in tema musicale, qui, varrà una regola di indubbio successo: quella della concentrazione del meeting. Saranno 4-serate-4 di notevole richiamo e, va da sé, d’indubbio successo, nell’arco di questo MAIA MUSIC FESTIVAL, che si snoderà in una suite di quattro giorni :

11 luglio: Álvaro Soler
12 luglio: Wanda (band autriaca)
13 luglio: Giorgio Moroder Celebration of the 80s Tour
14 luglio: Il Volo

Enable non fallisce le Coral Eclipse. E ora le King George dove incontrerà Sovereign, il grande vincitore dell’Irsch Derby. (video).

Nell’immagine di apertura la genealogia della cavalla e una foto poco prima della partenza.

di Paolo Allegri

La pupilla di Khalid Abdullah, la terribile femmina da NATHANIEL con uno strettissimo incrocio su SADLERS WELLS che ritorna in seconda e in terza generazione, ha vinto alla grande le Coral Eclipse a Sandown.

L’attesa era tanta per il rientro di Enable questo sabato pomeriggio nelle Coral Eclipse Stakes di gruppo 1. La premiére stagionata della laureata di Arc e Breeders’ Cup 2018 era stata ritardata da un contrattempo. La Regina del galoppo mondiale trovava sul tracciato ovale di Sandown una distanza non sua, quella dei 1990 metri. E un’avversaria come Magical, la figlia di Galileo che in America gli era arrivata a tre quarti di lunghezza. Una competitor rodata da già ben quattro impegni stagionali e dall’azione che sprigiona una falcata ampia, dunque pericolosa nel finale.
Alle 16.35, ora della corsa, con un betting orientato su Enable, giocabile a 1,60, con Magical prima alternativa a 3,40, i cavalli dopo la sfilata davanti alle tribune stazionavano intorno alle gabbie di partenza in attesa che le operazioni d’ingresso avessero inizio. Gli scatti dei fotografi erano solo per la cavalla in giubba verde con il berretto rosa. Dettori in sella sembrava molto tranquillo, l’unica preoccupazione era fronteggiare il caldo, tanto che Frankie chiedeva una bottiglietta d’acqua per dissetarsi. Il jockey italiano si aggiustava gli occhiali e, in attesa che lo starter chiamasse i cavalli all’ingresso negli stalli di partenza, scambiava qualche parola con il lad di Enable. Mentre gli altri sette concorrenti entravano uno ad uno piuttosto sollecitamente nelle gabbie, Frankie preferiva stare largo ed entrare per ultimo.
All’uscita delle gabbie, break favorevole per Hunting Horn che s’installava al comando galoppando a buon ritmo, Enable era seconda all’esterno avendo di dentro Magical, in quarta posizione prendeva posto Telecaster. Sul rettilineo di fronte, Dettori portava la favorita alla sella del leader, con Moore che con Magical cercava traiettorie esterne, in quarta posizione flottava Zabel Prince nei confronti di Telecaster.
La dirittura d’arrivo: a tre furlong dalla conclusione, Frankie chiamava all’allungo Enable con Moore che non perdeva il contatto e intensificava le frazioni di Magical mentre Hunting Horn aveva esaurito lo slancio, in quota era ancora Regal Reality con Danceteria a contatto. Con il passare dei metri la lotta per la vittoria si restringeva ad un match tra i due più attesi, con la campionessa montata da Frankie che prima guadagnava una lunghezza tonda allugandosi alla corda. Moore non si dava per battuto e negli ultimi cento metri di gara tentava di riorganizzare un attacco ma sotto la spinta delle braccia di Frankie, ecco ancora una stupenda Enable in grado di ribattere colpo su colpo e tenere a tre quarti di lunghezza la figlia di Galileo.
Dietro Regal Reality vinceva la corsa degli altri, quella per il terzo posto, con Danceteria al quarto. Giusta l’esultanza di Frankie sul traguardo e subito dopo capace con una pacca di esprimere tutta la sua gratitudine per l’impresa di un’autentica fuoriclasse che sul tappeto veloce di Sandown ha ancora una volta dato un saggio di classe: al rientro ha dimostrato di essere subito all’altezza della situazione, dimostrando che anche se gli anni passano la sua capacità di galoppare su coordinate eccelse è ancora intatta. Sarà ancora la Regina in verde e rosa a far battere i cuori degli appassionati del turf mondiale da qui a quell’ottobre tra le quinte rosseggianti del Bois. Per scrivere la storia, anzi la leggenda. Quella della cavalla imbattibile.

Il video della corsa
Il video della corsa

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Una grande corsa per grandi cavalli. Alle Abonnenten des Deutschen Derby 2019.

Domenica 7 va in scena ad Amburgo la 150a edizione del Derby Tedesco. Un evento molto atteso, con una moneta importante pari a 650.000 Euro.

La corsa ha prodotto grandi campioni del galoppo internazionale. Oggi lo corrono cavalli che appartengono a scuderie e allevamenti che di lunghissima tradizione.

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Tutti gli scritti al Derby, oggi di certo il terzo in Europa, con una moneta di 650.000 Euro.