Vittorio Orlandi rieletto a capo della Fise lombarda

Secondo mandato per il “Cavaliere” sul gradino più alto della Fise lombarda. Un riconoscimento importante per chi il lavoro che Vittorio ha svolto senza lasciare il bastonevdel comando anche in questo periodo di Covid.

In Liberoquotidiano apertura pagine di Milano.

Arbiter: il servizio sugli europei di polo a Villa a Sesta.

il servizio di Claudio Gobbi

Il testo completo

Chissà se Alfio Marchini per consolarsi dal brutto risultato delle elezioni a Sindaco di Roma è tornato a volare con il suo jet nei celi d’Europa con al seguito gli amati 19 cavalli da polo con cui ha vinto al cospetto della Regina la mitica Quee’s Cup, il trofeo più prestigioso al Mondo? Tuttavia non era presente a Villa A Sesta, oggi il più importante campo di gioco continentale voluto da quel grande appassionato che è Riccardo Tattoni, uomo di finanza che ha ospitato il Campionato europeo di polo 2018, un evento che ha raccolto 10 squadre in rappresentanza di altrettante nazioni sotto l’egida della Federazione italiana sport equestri e del Coni.

Particolare la storia di questo gioco così amato da personaggi di altissimo livello come John Kerry, segretario di Stato di Obama, che qualche anno fa sul campo di giuoco di Chantilly – Francia – si ruppe una spalla cadendo durante una fase di gioco.

Le sue origini risalgono alla notte dei tempi. Era giocato dai persiani e poi dai bizantini, in India, in Mongolia dove pare che Gengisc Khan ne fosse un grande estimatore. Uno Sport dei Re e il Re degli Sport come si usa definirlo.  Non a caso passato dalle regge dei maragià che lo praticano tutt’ora con gli elefanti oltre che a cavallo (ma viene disputato anche a dorso di cammello), ai campi di gioco dei Reali d’Inghilterra, primo fra tutti il principe Carlo. Un gioco che dall’Asia è prima giunto in Gran Bretagna, per poi migrare in Argentina dove infiniti spazi sono il naturale approdo per questo sport che ogni anno a novembre mette in scena l’Abierto, un torneo che coinvolge tutta la nazione e paragonabile per popolarità al calcio.

Il polo è uno sport duro, <Si molto impegnativo, in cui ci vuole dedizione e volontà>. Ad affermarlo non è un prestante cavaliere, ma una appassionata signora milanese, Ginevra Visconti che ha giocato a Villa a Sesta il torneo riservato alle donne in cui l’equipe italiana ha portato a casa la medaglia d’argento. <Una storia e una passione che viene da lontano la mia, dai miei trascorsi in Argentina dove quasi per caso impugnai una mazza da polo che poi non ho più smesso di usare. Tranne per un paio d’anni, quelli necessari per riavermi da una brutta caduta durante una fase di giuoco. <Mi ci è voluto del tempo per riprendermi, poi ho ricominciato a giocare a Villa a Sesta con due cavalli>.

Accanto alla durezza che non possiamo più evidentemente definire maschia, ecco l’eleganza. E così non a caso che agli europei fosse costante la presenza di un “Signore della Moda”, Salvatore Ferragamo. Una passione “giocata” sui campi di famiglia poco distanti da Villa a Sesta con tanto di figli e nipoti, tanto da formare l’equipe di 4 giocatori che compongono una quadra.

A Villa a Sesta al seguito delle loro nazionali sono giunti i club di tutta l’Europa del polo che conta. Che oggi gioca in Toscana, domani sul ghiaccio del lago di St Moritz. E che fa del polo un ambito assolutamente esclusivo, forse l’unico rimasto in cui l’élite finanziaria, politica e sociale internazionale si incontra e discute di affari, propone mode e modi, e personaggi. Perché è presto detto. Il polo non è da tutti, richiede importanti investimenti che costituiscono un budget importante, A cominciare dall’acquisto e mantenimento dei cavalli (ce ne vogliono almeno due per giocare una partita), all’iscrizione a un club, per finire spesso a una tenuta di proprietà.

Ed è in uno di questi club, Villa a Sesta che la Fei (federazione equestre internazionale), ha scelto per disputare l’edizione 2018 dei campionati europei. Qui è svolto un altro capitolo di questo sport reale da giovedì 20 a domenica 30 settembre, con la titolazione di FIP European Polo Championships Quantocoin Cup. Non un luogo qualunque, ma il maggiore polo club europeo, con un campo che per dimensioni è più ampio di quello di Palermo a Buenos Aires dove in novembre si giocherà l’Abierto, mi maggiore torneo mondiale

Sui 4 campi di Villa a Sesta sono scese in campo 10 nazioni: Azerbaigian, Austria, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Slovacchia, Spagna, Svizzera e Italia. Quattro di queste – Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi – hanno schierato anche una squadra tutta ‘rosa’ al via nel Campionato femminile. Ha vinto l’Italia capitanata da Eduardo Mendez.

Ma che fatica! É stato un match all’ultimo tempo di galoppo, con scontri vibranti a rischio penalty. Schiuma che colava dalle spalle e dalle groppe dei cavalli e tanto stress che macchiava di sudore le immacolate casacche dei giocatori. Paragonabile a quello stress dei giocatori di una partita di calcio. Poi è finita 8 goal per l’Italia e 4 per l’Azerbaigian tra gli applausi, le coppe le foto di rito e una favolosa cena di gala.

E i cavalli? L’altro protagonista di questo sport.  Oggi si usa molto il purosangue inglese, monto scattante. Le razze impiegate tuttavia sono il polo pony e il criollo, un cavallo allevato in Argentina. I costi di acquisto partono da 5000 euro fino a un massimo di 150.000 a soggetto, per i professionisti.

Non sono mancati gli sponsor, ovviamente trattandosi di uno sport che divenire ben frequentato è poco. Us Polo fra tutti. Mentre l’equipe femminile era supportata da Castiglion del Bosco, tra le case vinicole pù prestigiose produttrici del celebre Brunello di Montalcino. Oltre a Hadoro Paris, Kinks Polo, Nero champagne, e a Azerbaigian land of fire. Sponsor ufficiale del torneo, la piattaforma bancaria Quantocoin.

Tutte le foto del torneo

Nella foto grande qui sopra #GinevraVisconti.

Oggi le aste all’ippodromo La Maura con un catalogo interessante.

Nella foto di apertura il servizio di Claudio Gobbi su Liberoquotidiano di oggi 21 settembre 2018
Qui sopra le foto dell’asta del 2017

Redazione

Il servizio completo su Libero di Claudio Gobbi

Sabato (oggi) presso l’ippodromo La Maura a Milano, va in scena la fiera dei sogni per ogni amante di quel meraviglioso animale che è il purosangue. Grazie alla Società Gestione Aste sarà possibile acquistare un cavallo da corsa che potrà essere il futuro vincitore della corsa per antonomasia, il Derby. Un sogno, appunto, che l’appassionato coltiva fin dal giorno in cui il cavallo entrerà in pista. Solo allora si vedrà se è degno di partecipare al grande evento ippico che decreta il miglior puledro della generazione, o se già dalle prime corse dimostrerà purtroppo di essere un brocco.

I migliori allevatori italiani presentano i puledri di 18 mesi, che come ogni anno iniziano il loro percorso verso la gloria o l’oblio. Sotto l’egida dell’associazione Allevatori, presieduta dal competente Massimo Parri, passeranno sotto il martello del banditore e nel ring ricavato dal parterre dell’ippodromo, 167 puledri in rappresentanza di 41 allevatori. Sono i figli di 66 stalloni italiani ed esteri.

<Malgrado la crisi del settore – afferma Massimo Parri – gli allevatori italiani hanno fatto un grande sforzo per produrre puledri importanti. In molti hanno inviato le loro fattrici alla monta di stalloni esteri di qualità. Con il risultato di elevare il livello del prodotto nazionale>. In particolare tra i soggetti presentati spicca un figlio dello stallone top Camelot, che ricordiamo vincitore di un Derby di Epsom, a sua volta nato da un grande campione, Montjeu. Mentre tra gli stalloni italiani presenti con i loro figli, da notare Blue Constellation presentato dalla Razza Ticino. <Queste aste – prosegue Parri – sono uno stimolo per la rinascita di tutto il mondo ippico nazionale che ci auguriamo possa tornare agli antichi fasti>.

L’ippica italiana malgrado le problematiche ormai conosciute si avvale di grandi professionisti tra cui un fantino importante come Dario Vargiu vincitore di derby e di importanti prove all’estero. I nostri professionisti inoltre si fanno onore in Francia, Inghilterra, Emirati, Stati Uniti.

L’asta è divisa in due parti. Nella prima passano i soggetti altamente selezionati da una apposita commissione e che certamente non sono per tutte le tasche. Nella seconda parte invece sarà possibile l’acquisto anche di puledri a prezzi più bassi: introno ai 3, 4000 euro. Ecco cosa ne pensa Alessandra Vigliani, la più importante veterinaria di San Siro. <é un buon catalogo, si possono fare ottimi affari, a prezzi molto contenuti, e, soprattutto a queste aste è presente la migliore produzione italiana>.

 

Monaco: nel #GroßerDallmayr-Preis tedeschi sconfitti. Vince l’inglese #Benbatl davanti al connazionale #StormyAntarctic.

Nella foto Benbatl, il vincitore del Großer Dallmayr-Preis

Redazione Chavalier.net

Domenica triste per il turf tedesco, che a Monaco di Baviera ha visto planare sul traguardo del Großer Dallmayr-Preis gli invader giunti dall’Inghilterra. Il Gr. I di Riem sui 2000 metri, dotato di 155.000 euro, non ha avuto praticamente storia. Benbatl, il figlio di Dubawi che a Meydan s’era già ascritto un Gr I, il Dubai Turf incassando 6 milioni di dollari Usa, ha dominato la corsa  surclassando l’avversario diretto, il sauro Stormy Antarctic già vincitore del Badener Meile, che era annunciato assolutamente adatto a coprire il doppio chilometro.

Ma quando pressato sulla piegata finale Stormy ha cercato di muovere energicamente a centro pista per allungare su Benbatl, il Goodolphin attrezzatissimo alla distanza ha costretto il sauro all’affanno e, alla resa dei conti, mentre il baio era solo accompagnato da Murphy, Stormy Antarctic era sospinto a piene braccia da Doyle. Sul traguardo il vincitore lasciava alle spalle il sauro che ne vedeva la coda, a rispettosissime 2 lunghezze e ¾ avanti… mentre il migliore dei tedeschi era il Wöhler Va Bank, terzo che precedeva Iquitos.

Ora, per il vincitore si prospetta un ingaggio australiano nel #CoxPlate, in cui dovrà misurarsi con la femmina terribile Winx. Per evitare impasse di… ruggine – come già accaduto dopo una pausa quasi trimestrale a seguito del Dubai Turf – è verosimile che Benbatl effettui un rodaggio locale, nella Moonee Valley.

Per #Godolphin questo è stato il secondo successo nella pattern bavarese, dopo quello messo a segno da Kutub nel 2001.

Saeed bin Suroor

Nella foto Saeed bin Suroor, trainer del vincitore

Est Europa vs Italia sabato sugli ostacoli di Merano.

Nelle foto a sx 2017 Arrivo Premio Bolzano-icon la vittoria del cèko Bonys (P. Convertino). A dx 2017 Castel Korb-Ragner (M.Esposito)

E domenica parte il “piano”

di Giorgio Bergamaschi

Weekend meranese di bel respiro, che si articola in una due-giorni riuscitissima che propone un mix piano-ostacoli vario e divertente, con convegni preserali così da permettere un salto in piscina prima di raggiungere Maia e tifare i propri beniamini sia nelle tradizionali corse in siepi, steeple e cross, sia quelli della breve ma sempre riuscita parentesi in piano per professionisti. Il sabato di Maia sussurra alle orecchio più fini la seduzione di un debutto in siepi che avvince, quello del… “quasi umano” Mensch, approdato alle scuderie di Christian Troger ad infoltire la schiera bene assortita di Raffaele Romano.

Il debutto di Mensch si esprime in una siepi che è ammantata di fascino e successo: già, è intestata al grande sauro Sharstar, mattatore di due edizioni a fila del “Merano”. In questa maiden per 3 anni sui 3000 metri (… non cesseremo mai di criticare la scelta di questa distanza, che nevrilizza troppo i puledri al via, lì all’imbocco della retta interna…) si presentano 7 rappresentanti della generazione 2015, con un tridente in rappresentanza di Romano (due Troger ed un Tanghetti), opposto all’Aichner Prince d’Orage che il costruttore altoatesino ha acquistato Oltralpe, per effettuare il suo debutto a S. Siro e vincere fin dall’esordio.

La carta dice di un probabile match tra Mensch e Prince d’Orage, divisi da un kg a vantaggio dell’allievo di Raf Romano. Il quale si avvarrà anche del supporto tattico di Ventotene, che probabilmente si sacrificherà per consentire al compagno di scrollarsi di dosso l’etichetta di maiden. Tra gli altri, come detto, Marilyn Tango ed il Favero Far Dawn, oltre alla locale Zubiena.

Memorial Giuseppe Chiodini

Al quarto evento, saremo tutti in tribuna col cuore in tumulto, perché la condizionata in siepi sui 3300 è intestata al mitico “Chiodo”, quel grande Giuseppe Chiodini che aveva imparato l’arte di allenare da Joris Menichetti (creatore, questo, di fantini di rango quali Vittorio “Sorchetta” Panici e Tonino Colleo!) ed alle corse ha sempre presentato soggetti che solo lui poteva recuperare ma anche campioni immensi quali Conte di Braies… A Chiodini sono anche legati i nomi di Giorgio e Stefania Sommariva, Giovanni Marini Balestra, Mario Pirri (già, l’uomo di Odoacre…) e Giuseppe della Chiesa così come “Teo” di Napoli Rampolla (ricordate Vienna da Procoio?) Tutti noi, appassionati ed ex cavalieri, porteremo il nostro “Grazie San Chiodo!”, dedicato ad un grande professionista che ci ha insegnato molto ed in pista è stato sempre un amico impagabile ed un padre “in seconda”.

Già, ma ci sono i cavalli, mica solo Chiodini! Dunque: Kazoo, Morning Star e Nando rappresentano la forma del team Vana e su Kazoo sale il giovane Jozeph, che abbiamo visto all’avvio di stagione stilettare la concorrenza con un “uno-due” di quelli che valgono. All’opposizione, dopo il buon rientro fornito, ecco Sol Invictus, ma le maggiori attenzioni andranno su Quick Davier, vincitore del Vanoni 2016 (regista Guillaume Macaire) e qui affaidato a Columbu: perché Raf Romano sarà in sella a Chateudemalmaison e Raf vorrà studiarsi da vicino la new entry, per rafforzare l’attacco agli Aichner.

Ma da vedere ci sarà anche il Bottura Volcancito, che non è sfuggito all’occhio dei più attenti al debutto meranese e poi sempre dall’Est ecco Popelka che schiera Pat’s Gold. Nel convegno, anche un cross in memoria di Lele Ammirato: sui 3900 metri del percorso si confronteranno in 7, con l’esperto e veterano Nils che misurerà il sempre più convincente Opaleo, con Silver Tango impegnato a proseguire il mestiere nella nuova specialità. Dunque, un convegno avvincente, divertente e vario, che ci preparerà alla prima domenica con le fruste del piano alzate, per offrire un’anteprima di d’agosto assai promettente.