La scomparsa di una grande dell’ippica, Ludovica Albertoni.

Nell’immagine di apertura la genealogia del vincitore del Gp Merano, di proprietà di Ludovica Albertoni

E’ scomparsa ieri 27 aprile la Nobildonna Ludovica Albertoni di Val di Scalve un nome storico della dell’alta società Milanese, (era imparentata con i Pirelli), e altrettanto storico dell’ippica nazionale. A lei il saluto di Chavalier. net in un breve omaggio di una sua cara amica, Adriana Felli.

Adriana Felli

Di Ludovica ci sarebbe moltissimo da raccontare dato il grande impegno che la distingueva nelle molteplici attività inerenti al l’ippica.  Era la maggiore di 4 sorelle, lei ed altre due, Anna e Sofia, sono state grandissime amazzoni che hanno corso anche in Steeple  e in cross a Merano. Le ho conosciute e frequentate perché avevano i cavalli per le cacce alla volpe in scuderia da mio padre che le preparava per i cross in brughiera qui a Casorate Sempione dove abito, tuttora. E’ stata per anni anima importante della Società Milanese Cacce a Cavallo e presidente dell’associazione Gentlemen Rider. Ludovica ha avuto ottimi cavalli da corsa, lei ha vissuto per questa sua passione, e ha avuto anche la grande soddisfazione di avere vinto Il Gran Premio di Merano con Halling Joy, allenato da Paolo Favero e montato dall’asso dei fantini d’ostacoli, Raffaele Romano.

Lascia un grande vuoto . Aggiungendo che desidero immaginarla galoppare in compagnia di tanti cari amici che l’hanno preceduta. Un bacio cara Ludo.

 

Kentucky Derby 2020. Ecco i favoriti di Eugenio Colombo.

Nella foto di apertura Eugenio Colombo

Santorre di Santarosa

Come da consuetudine, anche quest’anno abbiamo interpellato Eugenio Colombo per farci dire chi sono per lui i tre favoriti del massimo evento mondiale che andrà in scena il prossimo 5 maggio a Churchill Downs di Louisville nel Kentucky. Tra i pretendenti anche un cavallo montato da un italiano che si sta facendo onore in Usa, si chiama Luca Panici e monta per un altro emigrato di lusso, Patrik Biancone.

Le schede

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Gran premio di Milano. Se ne va un altro pezzo di ippica. (pdf+video)

Il “Milano” è stato ridotto da 2400 a 2000 metri. Ecco chi ha preso la decisione.

Se coloro che hanno ritenuto di portare il Milano a 2000 metri pensavano di attrarre grandi cavalli dall’estero per riportare la borsa a GR1 nn hanno capito nulla. Solo aumentando il montepremi ad almeno 1 milione di € complessivo, il Gp potrà tornare ad essere una vera corsa.

Il precedente vergognoso del Derby insegna. Così di certo si favoriranno modestissimi cavalli provenienti dall’estero.

Questo il link in cui potrete trovare i nomi della commissione ministeriale istituita da Centinaio.

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Il filmato del Gp Milano del 1930 vinto dal sommo Cavaliere d’Arpino di Federico Tesio.

 

 

Gli Emirati investono nel nostro allevamento: Halid Khalifa Al Nabooda per Razza di Pinè.

Nella foto di apertura Af Maher vince il Dubai Kahayla Classic (Gr1 PSA). Qui sopra a sx Khalid Khalifa Al Nabooda, accanto il vincitore al rientro.

Redazione

Sempre molto attiva, la realtà italiana dei cavalli purosangue arabi ha catturato l’interesse di quello che indiscutibilmente è il personaggio di riferimento per i PSA non solo negli Emirati Arabi ma nel mondo intero. Khalid Khalifa Al Nabooda ha infatti acquistato in Italia tre fattrici dalla Razza de Piné: Razza di Gallura (già madre dell’attuale 4 anni Eghel de Piné, terzo nell’UAE Arabian Derby 2019 ad Abu Dhabi, e del 3 anni Avez de Piné, imbattuto in Italia e ora in allenamento negli Emirati), Fleur de Cardonne e Stria de Piné.

CHI ÈKhalid Khalifa Al Nabooda è un imprenditore di Dubai, figura concreta e solida con un importante gruppo finanziario alle spalle (il Khalifa Juma Al Nabooda Group), famoso per essere il più grande ed importante allevatore di PSA in tutto il mondo, con oltre 400 cavalli in allenamento!

La stampa di settore negli Emirati lo definisce “like the sun”, “come il sole”, e il pubblico degli ippodromi arabi lo osanna per aver legato per due volte il suo nome al Kahayla Classic, il gruppo 1 per PSA che si corre nella notte della Dubai World Cup. Nel 2016 lo ha vinto da allevatore con Af Mathmoon, che ha battuto i fortissimi cavalli del Qatar nel 2016, e nel 2019 da proprietario e allevatore con Af Maher, fermando l’armata saudita degli “Al Khalediah”.

Nessuno come lui oggi conta nel mondo dei PSA, con il suo team fa scelte forti e mirate per mantenere forte la leadership negli Emirati Arabi dove è stato più volte miglior proprietario davanti agli sceicchi. Tuttavia Khalifa Al Nabooda in passato si è segnalato anche con i purosangue inglesi: è stato suo Joshua Tree, due volte vincitore del Canadian International e poi stallone.

RAZZA DE PINÉ – Le fattrici sono state comprate dal magnate emiratino dopo una difficile trattativa svoltasi con Mattia Cadrobbi, responsabile della Razza de Piné. Respinta al momento l’offerta di acquistare l’intero parco fattrici PSA della formazione trentina, sempre più motivata a tentare la strada dei purosangue inglesi, intrapresa poco meno di un anno fa. È recentissimo infatti l’acquisto negli Stati Uniti di Victorious Won, una fattrice da More Than Ready, sorellastra di due vincitori di Breeders’ Cup Mile Turf (World Approval e Miesque’s Approval), cavalla condivisa al 50% con Jumeirah Stable Dubai di Belyouha Abdulrahman Saeed Bin Majed Al Muheiri, con il quale Cadrobbi ha altre comproprietà in Italia e all’estero, solide di uno stretto rapporto tra i due. Probabile ora un ritorno sul mercato dei PSI da parte della Razza de Piné.

Arabi a Vermezzo: il “mondiale” con le famiglie reali del Medio Oriente.

Redazione

Straight Egyptian World Championship. La VII Edizione. Il servizio completo sulla manifestazione e le foto.

Quando si parla di purosangue si considera normalmente quello inglese e da corsa. Invece c’è un altrettanto prestigioso cavallo che si può a ben diritto fregiare di questo titolo. Si tratta del Purosangue Arabo e in particolare quello da show, esaltato per la sua bellezza.

A Vermezzo domenica si è tenuto il Campionato del Mondo di questa razza, presenti tutti i maggiori allevamenti mondiali e i loro principali allevatori e proprietari, gli sceicchi.

Il Purosangue arabo, è un cavallo che nulla a ha da invidiare a quello di matrice britannica. Non solo, ma quest’ultimo discende in gran parte da questo particolare purosangue, da questo vero e proprio principe del deserto che ha trasmesso i suoi geni a quello inglese, attraverso i secoli procreando la razza da corsa, a cui appartiene, tanto per fare un esempio, il grande Ribot.

È stata battaglia all’ultimo voto tra i grandi emirati per l’aggiudicazione dei trofei del Straight Egyptian World Championship, il campionato mondiale dei purosangue arabi di linea egiziana che si è concluso tenuto a Vermezzo, alle porte di Milano all’Horse Pala Show della cittadina alle porte della capitale lombarda per l’organizzazione della titolare, l’intraprendente Barbara Morali che con professionalità ha dato il via sei anni fa a questa manifestazione che oggi ha radunato i migliori cavalli di questa razza provenienti dagli stud delle maggiori famiglie arabe. Le gare finali hanno visto primeggiare nelle competizioni più attese, nel best in schow per le femmine, la portacolori del Qatar, tra l’altro sponsor principale dell’iniziativa, con Awaal al Rayyan, proveniente dall’allevamento Rayyan Farm. Tra i maschi l’ha invece spuntata il maschio Asayel Raheb, proprietario Al Aghar Stud, Due esemplari molto belli

Il Purosangue Arabo, è tutt’ora idolatrato dai suoi più grandi estimatori, le popolazioni arabe, coloro che lo hanno “inventato” attraverso i secoli coltivandone con cura la morfologia e la genealogia che viene tramandata oralmente dalla tribù beduine ed è tanto idolatrato da essere citato nello stesso Corano, il testo sacro dei musulmani a cui Maometto, ha dedicato interi sonetti.

Tra le varie branche del purosangue arabo, la più pregiata è quella di linea egiziana, un numero ristretto di cavalli, di altissima genealogia gelosamente custoditi nelle scuderie dei principi arabi e i cui costi qual ora e molto raramente dovessero essere venduti, sono di migliaia se non di milioni di euro. A loro è dedicato il Campionato del Mondo di questa che è la razza di purosangue arabo per eccellenza che va in scena il 12 e 13 ottobre 2019 a Vermezzo, alle porte di Milano, nella settima edizione del prestigioso Straight Egyptian World Championship, show ideato da Barbara Morali, CEO del Gruppo Morali & C. e riservato ai più prestigiosi cavalli arabi di linea egiziana provenienti da tutto il mondo. Il campionato è supervisionato da Christianne Chazel e Dominik Briot, note come le più importanti event directors del settore.

I cavalli arabi di linea egiziana costituiscono solo il 4% circa dei cavalli arabi di tutto il mondo e rappresentano la razza di origine araba più nobile, prestigiosa e custodita gelosamente nelle sontuose scuderie degli sceicchi.

Il campionato del mondo premierà gli esemplari più belli. La scorsa edizione ha visto come main sponsor la prestigiosa maison Harry Winston, conosciuto come ‘il gioielliere delle star’, che ha confermato la sua presenza anche per quest’anno.

Main sponsor di questa edizione è Al Waab Farm di proprietà dello Sceicco Ahmed Bin Abdulla Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, celebre in Italia per l’acquisizione, tra le altre, della maison Valentino e che dispone di un allevamento di questi cavalli alle porte di Bergamo. Mentre in Francia è sponsor del Gran Prix de L’Arc de triomphe e dispone dj un allevamento di questi cavalli e di purosangue inglese, tanta è la passione da parre di questi sceicchi per il purosangue arabo e in generale per il cavallo. Il Qatar sarà infine protagonista nel 2022 in quanto organizzatore dei prossimi campionati del mondo di calcio.

L’evento sarà sostenuto, anche come nelle passate edizioni, dalla Qatar Foundation e dallo sceicco Hamad Bin Ali Al Thani, che parteciperà all’evento con le scuderie Al Shaqab e Al Rayyan.

Sono oltre 30 le scuderie provenienti dal Medio Oriente e dall’Europa (Qatar, Egitto, Kuwait, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Israele, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Danimarca, Germania, Austria, Belgio, Italia) a sfidarsi presentando i loro migliori esemplari in un appuntamento imperdibile per gli appassionati di cavalli arabi.

Barbara Morali, Show Director ed organizzatrice del campionato, dichiara: “Sono orgogliosa che questa manifestazione si stia affermando sempre di più come evento internazionale di riferimento per gli appassionati del settore. Stiamo già lavorando ad un prossimo importante appuntamento che si svolgerà nel 2020”

Dietro allo show ruota una importante macchina organizzativa, sotto un servizio di sicurezza imponente: il trasporto dei cavalli viene effettuato in aereo con voli dedicati; i cavalli vengono accuditi e preparati allo show da uno staff di oltre 100 persone tra addetti alle scuderie, trainer, maniscalchi e veterinari.

L’evento è aperto e gratuito al pubblico e si svolgerà nelle giornate del 12-13 0ttobre a Vermezzo alle porte di Milano. Gli orari sono presenti nel sito web www.sewcmialn.com.

 

King George 2019: è nata una leggenda. Enable di Paolo Allegri (video).

Lanfranco Dettori come Lester Piggot, entra nella storia dell’ippica mondiale.

Davvero particolare l’arrivo della corsa. Enable è una figlia di Nathaniel, lui stesso come la figlia vincitore di King George, appartenente a Lady Rothschild, la quale è la proprietaria del secondo arrivato che invece nasce da Sea The Star (CG).

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E’ stata una battaglia memorabile tra due giganti. Crystal Ocean allo steccato, Enable ai suoi fianchi. La dirittura di Ascot sembrava non finire mai, quel traguardo che avrebbe dovuto separare i due magnifici campioni, dando un verdetto, pareva spostato.

E’ stata una corsa epica che ha ricordato Grundy/Bustino, andatevi a leggervi i tweet postati poco dopo la corsa dai maggiori corrispondenti inglesi di corse dei cavalli. Emozione, trepidazione, la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di straordinario. Essere lì, su quel campo, su quelle piste che si distendono in ampi spazi, con saliscendi e tribune affollate, moltiplica le emozioni.

Ti rapisce il cuore una corsa del genere che ti ha fatto palpitare ad ogni attimo infinitesimale in cui Lanfranco Dettori dà un tocco di cravache e la Campionessa che una Nazione intera spinge verso il traguardo passa in vantaggio. Ma poi stai con il fiato sospeso quando vedi quel degno erede di Sea The Stars portare le sue vagonate di classe diamantina, riparte, rilancia il guanto di sfida questo Crystal Ocean stratosferico, con James Doyle.

E’ spettacolo puro, è l’ippica, questa. Nel tempio i due guerrieri, i più forti al mondo per i periziatori internazionali, lei la Regina di otto gruppo 1, approdata ad Ascot sullo slancio di 10 vittorie consecutive, lui il titanico laureato delle Prince of Wales’s che gli handicapper hanno consacrato leader con 127 libbre di valutazione, al netto del sesso 1 libbra sopra Enable, rating di 123. Si lotta fino in fondo per il titolo della corsa faro di tutta l’estate, quella che alla vigilia veniva venduta come una sfida apertissima e lo è stato. Anche se l’anima popolare ha messo i denari sulla laureata di Arc  vincitrice anche in America, che ha chiuso a 2 contro 5. L’ultimo furlong è ancora testa a testa, Frankie decide di non dare una corsa dura alla sua, non usa più la frusta. Prende lieve vantaggio, non stacca ma trionfa Enable, una testa di margine su uno stoico Crystal Ocean. La Campionessa ha emulato la grande Dahlia, che nel 1974 con in sella l’immenso Lester Piggott bissò il successo del 1973. Al terzo posto il Fabre Waldgeist, di cui Frankie aveva preso la scia sulla retta di fronte quando davanti il quartetto irlandese menava la danza su ritmo vibrante. Abilmente Lanfranco aveva tolto dai parziali Enable, facendola galoppare in quart’ultima posizione coperta. Ma su un tracciato come quello di Ascot è notorio che se vuoi venire a casa devi muovere prima della curva. Così il fantino italiano, prima che finisca la dirittura di fronte, fa la mossa decisiva. Tira fuori l’allieva di John Gosden dalla scia di Waldgeist e va a galoppare proprio alle spalle di Crystal Ocean, il grandissimo avversario di una corsa fantastica, all’altezza della sua grande storia.

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Merano🏇A cavallo la più bella vacanza della mia vita. Parte 1-l’arrivo.

Manifesto sullo stile di Franz Lenhart

Nell’immagine qui sopra il bellissimo manifesto simbolo del “Merano” 2018 che ci è piaciuto inserire per quel senso di sportività ed eleganza che rappresenta.

di Claudio Gobbi

Vi racconto una storia. È quella della vacanza più bella della mia vita. L’ho trovata grazie a mia mamma quasi per caso sul cammino che da quando avevo vent’anni ho percorso fino a questi quasi settanta. E naturalmente c’è un altro protagonista, un cavallo di cui poi vi dirò.

Cominciò a tutto in una camera d’ospedale. Forse il San Carlo di Milano. Ma nn ne sono certo. Mia mamma era ricoverata per un intervento. Accanto al suo letto di degenza c’era un’altra donna, un po’ grossa se ricordo. Era la moglie di uno dei maggiori fantini d’ostacoli del tempo (siamo nel 1970). Si chiamava Nello Coccia, pluri-vincitore di Gran primo di Merano. Uno che i cavalli in lavoro alla mattina li teneva di forza con due braccia muscolose grosse così.

Grazie ai buoni uffici di questa signora venni segnalato e mi presero per il corso gentleman in ostacoli che ogni anno si teneva a Merano. Mica una roberta così! Ma un impegno pesante e fatto di sacrificio.

Credo arrivai alla stazioncina di  Maia Bassa che pareva uscita da un vecchio film, in treno dopo aver cambiato a Bolzano. In tasca avevo un piccolo gruzzolo, mi pare 150 mila lire che dovevano bastarmi, anzi me ne dovevano avanzare, per tutto quel mese di agosto. Ero entusiasta e un po timoroso. Mi ero portato tutto il completo: stivali anche se erano da equitazione e non da corsa, i miei pantaloni di fustagno marroni (fantastici), una frusta che proveniva direttamente dal sellaio Pariani, quello di via Capecelatro dove per lustrarmi gli occhi e annusare quel buon odore di cuoio, ogni tanto facevo delle capatine.

Del mio abbigliamento ricordo solo un impermeabile blu, e un paio di scarpe. Erano delle Barrow bordeaux. Il particolare mi è rimasto impresso perché uno dei “gemelli”, come venivano identificati da tutti gli altri che frequentavano quel corso e che evidentemente li conoscevano bene, le notarono e mi chiesero se fossero originali certo che lo erano! Avevano, come si usava allora, la punta bombata ed erano l’ultima moda ed io ho sempre avuto un debole per le scarpe.

Di quel gruppo eravamo in tre, diciamo fuori dal coro. Io figlio di un pompiere neppure ufficiale e sessantottino, Andrea Donati, un ebreo e come tale sempre ai margini non si sa se per sua volontà o per volontà altrui, e Giorgio Bergamaschi, che già allora si faceva notare per indipendenza e una sana stravaganza da dandi, che ha mantenuto tutt’ora. Tutti e tre diversi, non omologabili. A fronte di un gruppo che comprendeva nobili e alto borghesi tra cui Annibale Brivio, i due Bossi, di cui uno sarebbe poi entrato nella squadra olimpica di completo, Claudio Belgrano, il povero Claudio Belgrano, scomparso appena cinquantenne. Marco Rocca, non un nome qualsiasi ma il rampollo di una illustre famiglia milanese che ho davanti agli occhi quando arrivò a Borgo Andreina direttamente da Milano, sulla sua BmW, quella con il doppio sellino.

Non ricordo se vi furono delle presentazioni tra il gruppo degli allievi, e l’istruttore.

Miu Miu: il trionfo del cavallo. La sfilata della celebre maison a Parigi.

Ricerca di Maura Caminada

Schermata 2019-07-06 alle 19.25.26.pngSfilata Miu Miu a Parigi collezione Resort 2019-2020

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Da 1 a 81. Dado Lucheschi non ha mai smesso di montare a cavallo. Auguri dalla redazione di Chavalier.net

Nella foto di apertura Dado Lucheschi con la moglie Katherine Lucheschi

di Claudio Gobbi

Auguri Dado Lucheschi! Persona gentile, disponibile, che ha da sempre la passione per i cavalli nel sangue. Auguri per i tuoi 81 anni dei quali 80, da quanto il tuo papà Stanislao ti ha messo a cavallo, non hai mai smesso di amare quel nostro amatissimo compagno di vita, per te inseparabile che è il cavallo. Auguri da noi di Chavalier.net e da me in particolare.

 

Nelle foto “Dado” cavaliere

La vittoria di Anthony Van Dick, nel Derby di Epsom secondo per secondo. Ma questa corsa ha ancora un valore? O piuttosto dovrebbe essere l’Arc a definire il più forte?

https://m.youtube.com/watch?v=N3hgqzYJtT4#menu

Redazione JJcdiH

Ecco il video della corsa più celebre del mondo. Alcune considerazioni. Coolmore ha inviato a Epsom una quantità enorme di cavalli, come hanno fatto i Botti in questi anni con il Derby di Capannelle.

Ma ha ancora un valore selettivo questa corsa che Tesio definiva la pietra di paragone per l’invio delle fattrici al suo vincitore. O piuttosto non è l’Arc con la sua varietà di partecipanti, quella che maggiormente fa selezione oltre che spettacolo? E forse, forse, potrebbe anche essere il Prix du Jockey Club quella che maggiormente mette a confronto cavalli di più di scuderie?