Merano: arrivederci al 2019. Nell'”Argenton” respinta la minaccia francese. Vince Saxo Sol.

La minaccia francese scivola e si sdraia, mancando l’Argenton: ne approfitta Saxo Sol che, sotto un impeccabile Jo Bartos in giornata di grazia, conquista la semiclassica di fine-stagione mentre il suo jockey inanella un trittico tutto da incorniciareSpazi verdi, cavalli e bella gente per salutare l’ultimo convegno al profumo del mosto, gradevole pendant di una ricca castagnata.

Merano – Finale di stagione a Maia, 23° atto di una stagione difficile per tutta l’Italia che salta e galoppa, ma felicemente in controtendenza quassù, dove i timonieri di Merano Galoppo con la loro azione iniziata con il porta a porta e proseguita nelle piazze e nelle feste, nei contatti personali e, alla fine, diventando un fattore nientemeno che… Provinciale: già, con la “P” maiusscola, proprio quella istituzionale, che finalmente – unitamente all’amministrazione locale – guarda a Maia ed alle corse con fiducia, concretezza e simpatia. Alla faccia del passato, dei falsi amici e delle Cassandre che non mancano di lanciare strali, chiusi nella loro insensibile cecità.

Dunque, l’inviato di Macaire ha mancato l’appuntamento. Ma cosìè accaduto? Nulla di trascendentale, solo che nel Premio degli Steeple Chase d’Italia-Memorial Mario Argenton, un transalpino sceso per farsi un sol boccone di 4 anni e 5 anni Novices è stata la pista scivolosa a farsi un sol boccone di Soufflenheim dopo che in mattinata era stato ritirato il pericoloso Dusigrosz. Insomma, è accaduto che Soufflenheim nell’affrontare il voluminoso ma non difficile salto dell’oxer ha fatto una pattinata e così ha mandato per le terre il suo cavaliere. Beh, dopo aver siglato il quinto successo nel “Merano”, nonostante l’impegno, la fatica della trasferta ed il costo del viaggio, ci sta tutta un po’ di delusione (condita di amaro in bocca), per la terribile coppia James Reveley – Guillame MacaireEravamo riimasti al “chute” del francese, alla diagonale dell’oxer. Bene, a quel punto Piton de Neiges, da passista qual è ha provato in avanti con Saxo Sol in scia e Giacalarbar dietro.Ma, appena intravista la retta d’arrivo, si è capito subito che la sperequazione di classe e capacità di imprimere signifgicativa accelerazione avrebbero finito per premiare Saxo Sol. E così è stato: con Jo Bartos festante in sella al baio dello Stall Grimminger (team capace di vincere nel 2005 il Gran Premio Merano con Rosenbrief per distanziamento di altri avversari, per la gioia di Christian von der Recke) mentre Piton s’avvolgeva triste nelle sue spire essendo senza cambio di marcia, comunque secondo dinanzi a Giacalmarbar. Giusto premio per Saxo Sol, che aveva dovuto rinunciare al Richard per un noioso contrattempo, quando già era in pista. Oggi, dunque, questo traguardo l’ha ripagato della rinuncia di allora.

Nelle altre prove, apprezzabile la crescita di Moved tra siepisti della generazione 2015, con Jo Bartos partito col piede giusto nel convegno, facile e pimpante col suo Moved giunto a traguardo in perfetta souplesse per la gioia di Favero. Per lo stesso trainer, il Boemo proseguiva e conseguiva la triplète nel Nello Coccia con dosata risalita dalle retrovie in sella al redivivo Padrinho: ed era, come ddetto, apprezzatissima tripletta.

Nel Premio Guidsun Memorial Francesco Scaglione, due scivoloni provocavano l’eliminazione di Silver Tango e Le Moulleau. Tutto facile, a quel punto, per Mushrae allungare a traguardo e sottraendosi ai tentativi di Catalaunian Fields, mentre le due prove in piano premiavano le apprezzabili intuizioni di Tony Ferramosca che, in sagace fuga che disorientava la muta degli inseguitori, portava a traguardo prima Mission of Peace e poi, in chiusura di convegno, il buon Adler che, dopo rimonta calibrata, volteggiava sull’avanguardia per poi ghermìre gli avversari appena in vista del traguardo.
(Vice)

Tutte le foto di una grande edizione del Gran Premio Merano 2018.

Nella foto di apertura a dx il fantino del vincitore Revelejpremiato da Giovanni Martone. A dx Le Costaud il vincitore al rientro acclamato dai 10.000 presenti all’ippodromo

 ha chiesto al suo saltatore un’estrema messa a punto dell’azione, 

FOTO PRESS ARIGOSSI

 

 

Vigilia di passione. L’Aztek di Cekia nella Siepi, il Nazioni appannaggio di All About Cossio (Pol).

di Giorgio Bergamaschi

Aztek torna a Maia e conquista la Gran Corsa Siepi di Merano col piglio del soggetto superiore – Sembra quasi giocare di fronte, al momento di allungare verso l’avanguardia, sorprende il suo allungo in curva ed in retta con due cambi di velocità ”sdraia” la concorrenza. Il Premio delle Nazioni con esito a sorpresa: dominato fino alla triplice da Silver Tango poi arrestatosi alla “triplice”, in corsa restano solo Billy Silver e All About Cossio che sembra prevalere, poi Billy si stende con rabbia e l’arrivo è in foto

 Merano – Agli inizi di settembre avevamo accolto e salutato un inviato di Jiri Charvat, Aztek appena sceso dalla Cekia, con un motto imperiale, “cesareo”, e però questa volta inneggiato dal… “barbaro” e non da Giulio Cesare, ricordate? “Veni, vidi, vici”. E questo, al debutto qui, a Maia, dove un soggetto decisamente di mezzi e dall’azione che sviluppa folate notevoli può anche restare intrappolato dai suoi stessi, imponenti mezzi. Così non è stato e oggi, alla replica, il possente Aztek – dopo aver un po’ cincischiato in scia a Brog Deas e Taupin Rochelais fino in curva, si lasciava alle spalle Champ de Bataille e appena in retta veniva lanciato da Jiri Kopusek in un affondo tremendo, implacabile, con cui lasciava di sale Taupin Rochelais che nelle battute finali s’era liberato dalla stretta di Brog Deas.

Solo in 5 dopo il ritiro di Capivari, la siepi riesce bella corsa ma non entusiasma

E’ stata un capolavoro di semplicità questa Gran Corsa Siepi di Merano, in cui – ritirato Capivari – al via si presentavano in soli 5 specialisti. Appena partiti, nell’affrontare il primo giro in circolare, pur controvoglia andava a condurre Brog Deas, che però garantiva un ritmo poco più che blando, che nei tratti in cui erano… “patìbili” le differenze del fondo pista, finivano per influire nella stessa scorrevolezza dell’azione (ad esempio, lungo la piegata della curva di Marlengo).

Nessuna scossa particolare fino all’imbocco della piegata finale – se si eccettua uno strappo in avanti di Brog Deas sulla prima diagonale ascendente e il tentativo di avvicinamento alla testa del gruppo di Cross Way sulla seconda -, dove Brog Deas con il francese arrivavano già in pieno battibecco, durato fino a quando Kousek l’ha concesso: perché a metà retta Aztek, sollecitato dal suo energico jockey, prima dell’ultima siepe ha piazzato un primo cambio di rapporto, ha profilato la sua ombra sui due in avanguardia e, dopo l’ultima siepe, ha spostato su corsia esterna, per effettuare il cambio di rapporto conclusivo volando la coppia in un amen e conquistando la 64ma edizione della Siepi di Merano. Una vittoria in assoluta souplesse, lasciando ad una lunghezza e ¾ Taupin Rochelais, che nelle battute finali lasciava ad analogo distacco Brog Deas.

Quarto Champ de Bataille, il cui fantino nel dopocorsa lamentava “un terreno troppo diverso, con i vcavalli impegnati a cambiare azione dove il fondo, da quasi consistente, diventava addirittura pesante”.

È stato un Gr. I, d’accordo, ma a nostro modo di vedere non così entusiasmante: vuoi per un’andatura in alcune frazioni un po’… blanda, vuoi per via del campo stringato, che ha fatto venir meno la combattività e le scelte tattiche nelle diverse fasi della corsa.

Serafico, Jiri Kousek incassava i complimenti a pioggia e, prima di uscire per raggiungere il gazebo delle premiazioni, assicurava che “Aztek è un cavallo che non finisce mai di sorprendere. Credi che ti abbia dato tutto, lo sostieni magari un po’ e lui allunga ancora, e allunga, e allunga ancora… una macchina da guerra terrificante, davvero sorprendente… Anche perché rende necessari al minimo gli input del jockey”.

 Un Nazioni pieno di sorprese

Il Premio delle Nazioni è stato corsa bellissima, che lungo i suoi articolatissimi e in certe fasi ingannevoli passaggi, ha visto sortire di scena alcuni attesi protagonisti. Raf Romano, ancora una volta, s’è dimostrato professionalmente fantino, ma “vocazionalmente” cavaliere. Poco dopo il via, per non rimanere intrappolato in qualche arresto, Romano ha deciso di andare in avanti, cadenzando un’andatura di campagna da manuale, manco Maia fosse in brughiera. Dalla strada incassata alla montagnola del tennis, valicando prima un fosso e poi un bell’oxer di tavole, Romano ha sempre cincischiato ed anzi è rimasto sul passo quando al suo esterno s’è profilato il francese Star Rochelais, che pareva non volerlo mollare, per trovare la strada di casa senza affanni e far valere la punta di speed a quello che si stava rivelando l’avversario da battere.

Romano accettava di buon grado la compagnia, ma al momento di saltare la banchina, col francese in pariglia, il geniale bresciano d’improvviso allungava la gittata di Silver Tango che si lasciava a ¾ di lunghezza Star Rochelais… ed era fatta! Perché così poneva l’ospite nella condizione d’emulare lo scattante Silver partendo grande e… finendo fatalmente a terra. Sempre lì, all’oxer, andava a terra anche il compagno del francese Brise de Kerker, mentre Raf Romano, ineffabile, proseguiva la sua corsa già pregustando la promenade in retta d’arrivo.

Sì, sembrava cosa fatta, ma le insidie di Maia colpiscono anche i giganti ed infatti, dopo la marrana all’apparentemente scorrevole doppia gtabbia di siepi Silver Tango appoggiava un po’ sulla sinistra e d’improvviso, nell’affrontare il terzo e conclusivo elemento della triplice, s’arrestava. Incomprensibilmente, irrimediabilmente. Alla fine, in una corsa decimata dalle cadute o dagli arresti, restavano in piedi e ben vitali solo All About Cossio e Billy Silver. Billy era il più determinato dei due e s’incaricava di fare sttr5ada fino in retta, dove il polacco però in un estremo slancio lo passava, all’interno però Billy Silver allungava la sua ombra grigia sull’avversario rimontando lo quasi completamente ed i due in lotta aspra e implacabile piombavano sul traguardo quasi simultaneamente, richiedendo l’intervento del mezzo meccanico. Ma l’esito della foto dava ragione all’ospite,e per Alessio Pollioni era soltanto un secondo posto… ma nel Nazioni!. Fa nulla, arrivare secondi avencdo montato benissimo è bello e te lo porti nel cuore finchè vivi, e però gloria, denaro ed Albo d’Oro spettano solo al numero 1: come quello di All About Cossio, il numero 1 di copertino ma anche la valenza a traguardo.

Eravamo certi, nel convegno, di poter salutare nuovamente un assolo di Dalton, nel Sierbenfoercher sui 3300 in siepi Gr. Ma purtroppo nelle corse amatoriali in Gr il partner del cavallo viene scelto per estrazione, e Dalton è toccato certo Noel, cavaliere inglese dalla mano incantevole, di velluto… E però al dormelliano ha fatto fare almeno 200 metri di corsa in più: sempre su corsia esterna, veleggiando in testa e talvolta persino allo steccato opposto, Noel è stato davvero una sorta di Babbo Natale per la spigliata amazzone francese Beatrice Guenet, che in sella ad Au Pied Leve in retta ha letteralmente giustiziato dopo aver… giocato con lui, avversario d’Oltremanica che noi non avremmo voluto mai l’attraversasse. Anche perché ad Ilenia Nero il recupero di Dalton è costato mesi di fatiche e dedizione; ed oggi, davvero, anche con un allievo (se diligente), non avrebbe mancato l’appuntamento con la vittoria.

Ed ora, tutti verso il Gran Premio.

ITALIA-AZERBAIGIAN, UN MATCH CHE VALE IL TITOLO EUROPEO DI POLO.

Redazione

Domani le ‘Polo ladies’ azzurre si giocano l’accesso alla finale.

Sarà la ‘sorpresa’ Azerbaigian la squadra che domenica prossima l’Italia avrà come avversaria nella finale del FIP European Polo Championships – Quantocoin Cup sui terreni del Polo Club Villa a Sesta.

Il team azero, debuttante nel campionato d’Europa, oggi ha infatti vinto il serrato match contro l’Irlanda, campione uscente (5-3 ½ ). Concluso il cammino per la difesa del titolo, la squadra dell’Isola dello Smeraldo cambia conseguentemente obiettivo: domenica sarà in campo per la medaglia di bronzo. La squadra con cui dovrà vedersela sarà definita domani, con la partita tra Austria–Germania (h. 14.00), che vede il team tedesco grande favorito.

Atteso con curiosità alla vigilia dell’evento, il team ‘Land of Fire’ ha stupito per grinta e perfetta tattica di gioco. Giocatori, cavalli e tutto il team sono arrivati al Polo Club Villa a Sesta già da un mese ed hanno completato proprio negli impianti ospiti del campionato la propria preparazione.


Fabian Bolanderio ha trascinato alla vittoria l’Azerbaigian con quattro goal – foto Skinner Photography

A sostenerli un’organizzazione professionale top e tanti supporter arrivati dall’Azerbaijan. “Anche se debuttanti in un Europeo eravamo fiduciosi in una nostra buona prestazione – ha detto Andres Laplacette coach-giocatore del team azero. – Abbiamo lavorato sodo, specialmente per cementare l’affiatamento del gruppo e migliorare i vari aspetti tecnici di gioco e i risultati ci stanno dando ragione. Ora dobbiamo solo portare a termine l’ottimo lavoro fin qui svolto. Noi ci crediamo!”.La seconda partita della giornata, che ha completato così il Girone A, ha visto la schiacciante vittoria dell’Olandasulla Slovacchia (8 – 3 ½).Domani l’Italia, già qualificata dopo la terza vittoria consecutiva (martedì scorso sulla Germania) sarà in campo (h. 15.15) contro la Svizzera. Partita ininfluente in termini di accesso alle finali.Grande attesa anche per le partite del campionato femminile che decreteranno il palinsesto delle finali.La Francia incontra l’Italia (h. 11:00) e l’Olanda la Germania (h.12,15). Il tifo sarà tutto per le ‘Polo ladies’ azzurre che vincendo guadagneranno l’accesso alla finale, anche questa in programma domenica.Tutte le partite di domani e domenica possono essere seguite in diretta su Class Horse TV (canale 221 di SKY, Hot Bird 13c, Tivúsat canale 58). L’emittente italiana dedicata al mondo del cavallo sarà on-line anche viastreaming come Polo Line TV.

 

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WEEKEND G.P. MERANO – Anteprima sui rendez-vous con la MERANO GALOPPO. C’è anche il I° Gran Premio #Haflinger

Quattro passi fra le attrattive previste per il weekend del 79° Gran Premio Alto Adige

Redazione

(Vice) Merano Galoppo è incapace di trottare. E d’inverno si muove solo al passo. Il trotto, che è un… passo intermedio per sortire dinamicamente dal passo al galoppo, questa società di corse lo impiega solo per defatigare, per eliminare l’acido lattico accumulato nel corso delle sue stagioni intense e fattive.

Il Premio delle Nazioni

Il Gran Premio Merano South Tyrol s’avvicina a grandi passi: domani – giovedì – si terrà la dichiarazione dei partenti per sabato 29: in cartellone il Premio delle Nazioni (abbinato alla Crystal Cup European Cross Country Challenge), per la 64ᵃ Gran Corsa Siepi di Merano così come per la prémière della “classiciccima” del cavallo Haflinger, il I° Gran Premio Haflinger (1600 m.).

Venerdì verranno dichiarati i partenti per il pomeriggio del “Merano”, che oltre al big event sui 5.000 metri dispenserà moltissimi appuntamenti di pregio, ippici e non.

Sul fronte ippico, il Gran Criterium d’Autunno e la Corsa Siepi dei 4 Anni- Red Moon Apples. Sabato e domenica, il Gotha dell’ostacolismo sarò di scena a Merano, con un concorso d’eleganza, le evoluzioni col parapendio di Aaron Durogati, il meranese campione del mondo, così come i voli acrobatici del Gruppo MTM.

L’elezione della signora più elegante

Maia, in questo mix rapinoso di offerte e di esibizioni attesissime per l’arco del weekend, offrirà una Mostra di statue della Val Gardena- Unika – le bande musicali e folkloristiche della Val Badia. Quest’anno non mancheranno altre due importanti novità: come accennato sopra, l’elezione della signora più elegante nell’àmbito di Lady Fashion, per cui sarà attiva una giuria ma anche Filo, ovvero Filippo Merola che si esibirà nel suo vasto repertorio glissando da un capo all’altro della sua bravura come intrattenitore, showman, autore e cantante.

Il Merano WineFestival

Non mancherà ovviamente la consueta anteprima del Merano WineFestival che sabato 29 proporrà la degustazione di vini selezionati. Domenica, inoltre, al termine delle corse verrà riproposta la corsa internazionale per cammelli, attrattiva di assoluto rilievo nella storia recente dell’ippodromo di Maia.

Maxi-schermo sul parterre

Va ricordato infine che Merano Galoppo allestisce anche un’ elegante postazione Sky Box ed un maxi-schermo sul parterre, per la visione delle corse. Sabato 29 l’ippodromo aprirà alle ore 12.00 (servizio ristorazione e “Anteprima WineFestival”) con il primo evento alle 14.00. Domenica 30, apertura alle 11.30, servizio ristorazione contemporaneamente attivo ed il primo evento in cartellone previsto per le 13.00.

Gran Premio di Merano 4. Gran Corsa Siepi e Premio delle Nazioni, i due “cuori” della vigilia.

di Giorgio Bergamaschi

Nella “Siepi” tre soggetti grigi in un campo di 6 soli partenti: torna a Merano Jannick Fertillet, il trainer fiammingo che con il suo Nommeo aveva piegato sua Maestà Or Jack nel 1997 e punta all’alloro con il suo Cross Way. Ma la pattuglia di Vana è terribile e l’ambizione di Aichner insuperabile.

 

Merano – La luce s’è fatta rossastra, l’autunno ormai è già avanzato e giorno dopo giorno si fa d’obbligo l’abbigliamento da mezza stagione. L’aria è pungente al mattino e, dopo il tramonto, s’accappona la pelle. Una manna per i cavalli, che gradiscono la coperta leggera in box ed il training lo vivono in… frescura, senza più rischiare la riserva d’ossigeno, dopo il canter. Già, il cielo di Maia è più terso che mai e fino al completamento della seconda uscita non si accusa neppure un alito di tepore, se non quelle volute leggere di sudore che si levano dal manto dei cavalli, prima che il loro cavaliere srotoli da sotto la sella la mantella di sacco.

Vana occupa metà campo e c’è il tentativo di Fertillet, mentre Romano siede in tribuna.

Anche la città del Passirio è scossa da qualche brivido, ma non per il freddo: la gente quassù è abituata a ben altro: il brivido è quello dato dall’amarezza di non vedere un fantino italiano in sella in questo Gr. I di vigilia… Ed è data dall’attesa del del Gran Premio Merano-South Tyrol, preceduto domani dalla 634o la memoria corre all’indietro e compie una scelta… Perché a quel punto si fa avanti il ricordo, ben strutturato anzi emotivamente legato alle vicende che ci hanno rapìto la mente e catturato il cuore. Ho un vago ricordo di Spegasso, ero in età prescolare ma già sentivo parlare dell’elegante Guido Zibellini, del burbero-benefico Nello Coccia e del sapiente Armando Carangio, mentre la grande scuola italiana stava cesellando i gli astri emergenti Peppo Morazzoni, la “meteora” Carlo Ferrari, Luigi Celli e poi Sandro Mattei, Pellegrini e Passarini, anche Capasso e Bini, mentre erano in erba i Tonino Colleo, gli Alberto Baseggio e Orlando Pacifici, già stupendi cadetti in piano, per poi accingersi alla nobilissima arte degli ostacoli.

Questa Siepi (Gruppo 1 m.4000) è strutturata in modo stringato. Qui voglio riaffermare quanto già detto due settimane fa: nel ricordo di Sawt, la scelta di Chavalier s’orienta – e si fissa – su Champ de Bataille ha mirato da tempo questo obiettivo. Questa classica è nel suo mirino da tempo, le sue caratteristiche già note e la conferma è venuta nel dopocorsa proprio da Vana jr, anche domani suo interprete: “Se non ci avessero anticipato e se non avessimo dovuto pigiare sul pedale del gas più di tanto, la vittoria sarebbe già stata nostra. Ma è questa “Siepi” la vera Bataille del mio Champ e sabato dimostreremo come, dai 3500 metri in poi, lui sa farsi agile e suadente, come sa aprirsi in un’azione importante… no “devastante”, perché noi dell’Est siamo un po’ reputati dei… “risolutori con le maniere forti”. Ma bisogna pensare che un’espressione atletica deeve essere fondata “anche” sulla forza pura. E poi, il nostro Champ de Bataille è l’arma grigia e lucente che può permettere allo schieramento italiano di imporre l’alt allo straniero, intendo i francesi di Quinton e di Fertillet. Aztek di Jiri Charvat ed il montenegrino Brog Deas non me la sento proprio di definirli stranieri a Merano”.

C’è un altro grigio in corsa, ed è compagno di Champ de Bataille, come lui nato in Francia e “disposto” a militare in più d’una specialità, scorrendo tra siepi e steeple in virtù d’una duttilità spesso apprezzabile. Capivari è reduce da un tentativo non vincente in Francia, e si darà da fare per aiutare il più titolato compagno ad arginare l’incursione di Tapin Rochelais, indubbiamente in possesso di crismi importanti. Lui è l’eroe di : saltatore eclettico, sulla ribalta da anni e mai domo… E pooi gli altri: quelli dell’Est che il giovane Vana considera di casa anche quaggiù. Sì, sono due soggetti pericolosi Brog Deas e l’ultimo grido Aztek che potrebbe mettere tutti d’accordo, nella memoria d’una giubba già a segno con l’elegante e possente Royal Muigins. Il francese Cross Way cercherà la via della retta d’arrivo, per mettere a segno il suo parziale che non è davvero male, ma arriverà solo dopo 3600 metri di corsa, quando l’atleta avrà dovuto saltare e girare senza fallo, e rifiatare al momento giusto per buttare il cuore oltre l’ultima siepe e sfoderare un ultimo, bruciante parziale. Per questo ribadiamo la scelta di Champ de Bataille, Aztek e Brog Deas.

Il Premio delle Nazioni ci farà cercare in tribuna il profilo caro e sorridente di Marco Rocca

Sempre alla vigilia del “Merano”, a fianco della Siepi si disputa la 74.a edizione del Premio delle Nazioni, memorial Marco Rocca. La corsa è abbinata alla Crystal Cup European Cross Country Challenge, e ci ripropone l’assalto della campionessa uscente Brise de Kerser, che punto di riferimento della corsa, oltretutto con l’avallo del compagno Star Rochelais, come Taupin espressione allevatoria dellEcurie des Dunes. Una nostra carta significativa è Silver Tango, sul quale magari incombe lo spettro della distanza (6000 metri!) severissima, mai affrontata dal Tanghetti. E però Raf Romano proprio con il bagliore argenteo del Silver ci ha dimostrato che giocando sui cambi d’azione, sugli elastici brevi ma importanti per rifiatare e infine su una sgommata a secco quando gli avversari non se l’attendono, ecco che al portacolori del simpatico Elìa Tanghetti questa corsa non sarà troppo larga ma verosimilmente tagliata su misura.

Vanta buona condizione All Abaout Cossio, in gran forma, i 6000 metri potrebbero costituire uno dei rari dubbi sul suo conto, mentre non ha problemi di distanza Mighy Mambo , il vincitore dell’edizione 2016, che Massimo Berra porta a Maia per i colori di Rosanna Ralli.

Il Nazioni vivrà anche grazie alle… soprese: Catalaunian Fileds e Billy Silver. Qualcuno magari si rarebbe atteso il”sì” di Nils, ma l’anziano dopo l’ultima vittoria ha incassato gioioso la pacca sul collo del suo proprietario, ed ora l’attende una pensione dorata fatta di passeggiate, pastone e fieno a volontà. Nils, per il quale la lunghissima carriera agonistica si è conclusa, con una ultima vittoria, è tempo di godersi il meritato riposo del guerriero.

E come contorno, una siepi GR e alcune piane


Sulle siepi amatoriali del Max Siebenförcher, da seguire il francese Au Pied Leve in coppia con la fida amazzone Barbara Guenet qui a segno lo scorso anno. Ma noi saremo per la coppia di Dormello – soprattutto per Dalton -. Dalton viene da una meritata pausa, è accompagnato da Nelly Darrier qui al rientro. Invece, proprio Relco Sud Ovest (vincitore dell’ultima edizione) fingerà di essere al rientro (la prova è per gentlemen e amazzoni…) e in impegno non duramente atletico la buona condizione gli può valere un ulteriore successo. Scenario in cui anche Spettaclo è pronto ad intervenire.
Il convegno si apre con la chance di Chicago che si butta a vendere e perciò potenzialmente vincitore, ed è sicuramente un serio candidato alla vittoria, anche in virtù della sua maggiore attitudine in questo scorcio stagionale. Azamourday vale una piazza, mentre Bella senz’Anima ben più d’una sorpresa.

Nelle altre piane i nomi più attendibili sono quelli di Third Strike e Silent Arrow nel Betflag-Quota Fissa, opposti a Ragner. Raccoglierà consensi poi la giovane di Romano (colori di Tamara Tanghetti) Grace Tango sul miglio del Premio Auror,a dove sarà misurata da George Rooke e Clever Bend che meritano attenzione, msenza trascurare il top weight Poolstock