Chavalier.net: auguri All ippica è a tutti coloro che lottano per essa.

È stato un anno molto difficile ma Chavalier.net ha lavorato per il bene di questo mondo. Un mondo difficile, nn amato dalle istituzioni, derubato della sua grande memoria e tradizione. Quella che ha nei suoi simboli Federico Tesio, Ribot e Nearco, Orsenigo e Donatello.

Nel nostro piccolo e con scarse risorse abbiamo prodotto un convegno a cui ha partecipato tra gli altri l’onorevole Chiara Gadda, responsabile per Italia Viva in commissione agricoltura, Vittorio Orlandi, presidente della Fise Lombardia, Eugenio Colombo, major broker in usa.

Grazie a Roberto Cociancih e alla stessa Chiara Gadda che hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa

Gran Premio di Milano ultimo atto. Così finisce il galoppo in Italia.

Claudio Gobbi

Con la squallida corsa che ha visto ancora ai primi tre posti gli stranieri, si è compiuto l’ultimo atto che porta alla distruzione del mondo del galoppo italiano. A quanto è dato sapere questa operazione è stata patrocinata da Franco #Castelfranchi con il concorso di un esponente del Mipaaf, in modo che il Gran Premio dai 2400 metri fosse portato agli anonimi 2000 (forse così favorendo i cavalli stranieri di seconda fascia). Un inutile atto che priva di prestigio, di selezione, la maggiore corsa del calendario italiano delle corse al galoppo vinta dai grandi campioni nazionali del passato. Che nn porta nulla in termini di pubblico e di marketing. Ma corresponsabile di questo atto anche la società che gestisce l’ippodromo che nn ha alzato un dito per impedire questo scempio a danno della società stessa e dell’ippica milanese e italiana, lo stesso scempio che ha dovuto subire il Derby di Capannelle. Come in quel caso, i maggiorenti del settore, nn hanno alzato un dito per impedire questa conclusione.

Unica nota positiva per il mondo del galoppo milanese il ritiro da parte di Snaitec (leggi #Schiavolin), del ricorso per avere mano libera sulle aree dello stesso ippodromo.

Ma lo sa la ministra Bellanova che l’ippidromo di Merano sta per chiuderea causa del Mipaaf?

La denuncia di messa in mora di Giovanni Martone. (Video-intervista Martone)

https://www.rainews.it/tgr/bolzano/video/2020/06/blz-crisi-ippodromo-merano-chiusura-f2730137-c00f-4986-8be1-ec67f587f711.html?wt_mc=2.www.mail.tgrtaabz_ContentItem-f2730137-c00f-4986-8be1-ec67f587f711.&wt

Grande intervento per la riapertura degli ippodromi, la ministra è chiamata a intervenire per il più internazionale degli ippodromi italiani, Merano. Perdite per il mancato rinnovo della convenzione nn ne consentirebbero il proseguimento dell’attività di questo che è l’unico ippodromo che ha resistito alla grave crisi del settore indotta da un ministero come il Mipaaf costituito da personale incompetente.

Sottsass, (video) il lavoro di rifinitura del vincitore del Jockey Club 2019 a Deauville e il video del terzo posto nell’Arc

Nella foto di apertura l’arrivo vincente nel Prix du Jockey Club a Chantilly.

Redazione

 

il video dell’Arc 2019 con il terzo posto di Sottsas

il trainer Mark Casse & Wise Dan nella Hall of Fame.

Schermata 2020-05-06 alle 22.21.06.png

 

A sx il fantino Darrel McHargue. a dx il trainer di Wise Dan Mark Casse premiati quest anno con la nomina nella Hal of Fame 2020.

Redazione

Ecco i nuovi membri eletti mercoledì 6 maggio nella National Museum of Racing e alla Hall of Fam

Schermata 2020-05-06 alle 22.21.33.png

Qui sopra la genealogia si Wise Dan

La classe del 2020 comprende l’allenatore Mark Casse e il cavallo da corsa Wise Dan nella categoria contemporanea;

il fantino Darrel McHargue e il cavallo da corsa Tom Bowling tramite lo Historic Review Committee;

e Pillars of the Turf selezioni Alice Headley Chandler, J. Keene Daingerfield, Jr., e George D. Widener, Jr.

La cerimonia di premiazione alla Hall of Fame è prevista provvisoriamente per venerdì 7 agosto, presso il padiglione delle vendite Fasig-Tipton a Saratoga.

Il Museo sta monitorando le normative statali e sanitarie relative alla pandemia di COVID-19 e agirà in conformità con tali politiche e relative pratiche. Una decisione sullo stato della cerimonia di introduzione al 2020 è imminente.

Il curriculum di Mark Casse

Mark Casse, 59 anni, nativo di Indianapolis, ha ottenuto la licenza di allenatore in Massachusetts all’età di 17 anni e ha sellato il suo primo vincitore a Keeneland con Joe’s Coming, nell’aprile del 1979. Secondo i dati di Equibase, Casse ha vinto 2.865 corse con per un totale di $ 174.628.624 il nono di tutti i tempi) (dati al 3 maggio). Gli esiti sono stati ottenuti sia negli Stati Uniti che in Canada, Casse ha vinto il Sovereign Award for Outstanding Trainer in Canada un record di 11 volte ed è stato inserito nella Canadian Racing Hall of Fame nel 2016. Ha vinto i due terzi della Triple Crown americana nel 2019, quando War of Will ha vinto il Preakness e Sir Winston ha prevalso a Belmont.
Casse ha è stato il trainer dei vincitori del premio Eclipse Classic Empire, Shamrock Rose, Tepin e World Approval, nonché del Canadian Horse of the Year Catch a Glimpse, Lexie Lou, Sealy Hill, Uncaptured e Wonder Gadot. Ha vinto un totale di sette gare nella serie canadese Triple Crown (il Principe di Galles quattro volte, il Queen’s Plate due volte e il Breeders ‘Stakes una volta), cinque gare Breeders’ Cup (il Mile due volte, così come la Filly e Mare Sprint, Juvenile e Juvenile Fillies Turf) e la Queen Anne Stakes al Royal Ascot con Tepin. Casse ha addestrato 18 cavalli che hanno vinto $ 1 milione o più ed è stato il principale allenatore di Woodbine (11 volte), Turfway (quattro volte), Keeneland (tre volte) e Churchill Downs (due volte).

“Una molecola del vino ci salverà dal Coronavirus”.

“Coronavirus, studio su Nature: Così il vino rosso ci difende dall’epidemia”.L’originale proposta di Giovannella Fugazza titolare dell’azienda Castello di Luzzano, sui colli piacentini

Manderemo ai nostri clienti una serie di articoli apparsi sul web e poi, forti del potere taumaturgico del vino e della sua piacevolezza, li abbiamo invitati a ordinarlo direttamente da casa.

Noi vignaioli abbiamo la fortuna di poter offrire un prodotto “scacciapensieri”, naturale, piacevole, che possa rallegrare un pò queste giornate passate a casa.

Lo abbiamo accompagnato con una foto augurale di grossi ordini, ma siamo anche aperti a piccoli ordini.

L’imperativo è bere più vino, che fa bene e vi tira su il morale.

A noi fa molto piacere ricevere appassionati di vino direttamente in azienda, ma in questo periodo in cui la gente non può muoversi cerchiamo di raggiungerli noi, rimandando l’invito a trovarci.

“Note tecniche”:

-consegnamo gratuitamente per ordini superiori ai 120€, che corrisponde solitamente a 3 cartoni da 6 bottiglie di vino.

-per ordinare chiamaci allo 0523 863277 o scrivici a “info@castelloluzzano.it“.

-per conoscere i nostri vini: http://www.castelloluzzano.it/it/content/cantina

La scomparsa di una grande dell’ippica, Ludovica Albertoni.

Nell’immagine di apertura la genealogia del vincitore del Gp Merano, di proprietà di Ludovica Albertoni

E’ scomparsa ieri 27 aprile la Nobildonna Ludovica Albertoni di Val di Scalve un nome storico della dell’alta società Milanese, (era imparentata con i Pirelli), e altrettanto storico dell’ippica nazionale. A lei il saluto di Chavalier. net in un breve omaggio di una sua cara amica, Adriana Felli.

Adriana Felli

Di Ludovica ci sarebbe moltissimo da raccontare dato il grande impegno che la distingueva nelle molteplici attività inerenti al l’ippica.  Era la maggiore di 4 sorelle, lei ed altre due, Anna e Sofia, sono state grandissime amazzoni che hanno corso anche in Steeple  e in cross a Merano. Le ho conosciute e frequentate perché avevano i cavalli per le cacce alla volpe in scuderia da mio padre che le preparava per i cross in brughiera qui a Casorate Sempione dove abito, tuttora. E’ stata per anni anima importante della Società Milanese Cacce a Cavallo e presidente dell’associazione Gentlemen Rider. Ludovica ha avuto ottimi cavalli da corsa, lei ha vissuto per questa sua passione, e ha avuto anche la grande soddisfazione di avere vinto Il Gran Premio di Merano con Halling Joy, allenato da Paolo Favero e montato dall’asso dei fantini d’ostacoli, Raffaele Romano.

Lascia un grande vuoto . Aggiungendo che desidero immaginarla galoppare in compagnia di tanti cari amici che l’hanno preceduta. Un bacio cara Ludo.

 

Tutta la vita in una corsa

di Alessio Rizzo

L’omaggio di un appassionato al mondo delle corse paragonato al trascorrere della vita.

“Forse una corsa di cavalli può essere accomunata ai secondi che precedono la morte.Si dice che ti passi davanti tutta la vita.Dove hai sbagliato i parziali e quando invece hai trovato qualcuno che sapeva come spronarti per potarti al palo.A metà gara i battiti aumentano;sono nel mezzo.Loro ed io.A capire cosa fare,ad aprire i polmoni e il compasso a velocità raggiunta.E’ il momento di riflettere.Da li in poi è tutto nelle nostre mani.Purosangue e fantino,noi e quella luce fioca aprirsi di là giù.Ormai c’è la curva e si intravede la dirittura.Soffia forte.Tempi di galoppo,cambi d’azione e quel muro davanti.Coraggio a trovare lo spazio in corda.Vai tutto all’esterno.Ordine nel caos.Le braccia fanno male,che tu sia istinto o consapevolezza.Anziano oppure giovane dalle grandi aspettative questo è il momento.Spingi,prova a mettere la testa davanti.Che poi sia vittoria,piazza o l’oblio non conta.Ci sarà un nuovo giorno o un giorno nuovo.Magari la tua corsa di addio,prima del passaggio oltre l’arcobaleno.Forse una corsa di cavalli può essere accomunata ai secondi che precedono la morte:no grazie.Preferisco pensare a quelli che precedono la nascita di una nuova vita.” (A.R)

Tadolina, una grande del Turf italiano e internazionale nel racconto di Paolo Allegri.

Schermata 2020-04-11 alle 18.37.48.png

Tadolina appartiene all’era dormelliana di Mario Incisa. Stiamo parlando del 1964. Quando i puledri della generazione 1962 entrarono in allenamento, Tadolina rimase in Italia da Vittorio Ugo Penco con altri 22 due anni, mentre sei furono inviati in Inghilterra al trainer Jack Clayton.

Nell’immagine di apertura il marchese Mario Incisa della Rocchetta, colui che dopo Federico Tesio ebbe la responsabilità dell’allevamento e della scuderia, con accanto la genealogia della cavalla.

di Paolo Allegri

Tadolina appartiene all’era dormelliana di Mario Incisa. Stiamo parlando del 1964. Quando i puledri della generazione 1962 entrarono in allenamento, Tadolina rimase in Italia da Vittorio Ugo Penco con altri 22 due anni, mentre sei furono inviati in Inghilterra al trainer Jack Clayton. Tadolina era figlia di Neckar, stallone capolista per 6 anni in Germania e padre fra gli altri di un altro dormelliano, Hogarth, vincitore del Derby Italiano 1968 e stallone di discreti meriti. Questa linea risale a Ticino, che può essere considerato uno dei prodotti più significativi ed interessanti dell’allevamento tedesco. In corsa è stato un soggetto di valore più che discreto, laureato del Derby di Amburgo e vincendo più volte il Gran Premio di Berlino e il Gran Premio di Baden. Una volta in razza, Ticino si è affermato risultando per nove anni il capolista degli stalloni in Germania. Niederlander, Orsini, Neckar e la femmina Bella Paola sono stati i migliori eredi di Ticino.

La madre di Tadolina è Trevisana (che per Franco Varola è la più forte femmina mai allevata da Tesio),  vincitrice del St.Leger 1948 e sconfitta nel Milano da Astolfina. A due anni Tadolina si confrontò con i maschi nel Criterium Nazionale e nel Gran Criterium, conquistando queste due classiche giovanili. A tre anni, prima di essere indirizzata alle prove per femmine, la figlia di Neckar sfidò il mantovano Bauto nelle nostre Duemila Ghinee, il Parioli. Perse in foto su un pesante gradito al rivale. La dormelliana tornò al proscenio nel Regina Elena per poi far rotta su Milano, storia delle Oaks d’Italia edizione 1965. Tadolina vinse di 10 lunghezze (distacco record eguagliato da Marmolada) e quella nella corsa che regala la corona femminile fu la top performance italiana della figlia di Trevisana. Dopo il trionfo milanese fu programmata una trasferta a Epsom, che fu poi annullata per un rialzo febbrile. Il tentativo internazionale fu rinviato all’autunno. Si decise per un ingaggio parigino. Arrivò il quarto posto nel Prix Vermeille. Poi l’Inghilterra, a fine stagione. La fama di Tadolina fu consolidata con il secondo posto nelle Champion Stakes. La tre anni del Marchese Mario Incisa fu autrice della sua miglior prestazione della carriera, competitiva al massimo livello e anche sfortunata, visto un grave danneggiamento ad opera del francese Trictrac, che le impedì di battere Silly Season. In razza Tadolina ebbe una carriera breve, producendo solo tre maschi, di cui uno superbo, quel Tierceron (Relko) che dopo  essere stato sconfitto da Gay Lussac nel Derby, s’impose a tempo di record dei 2400 di San Siro il Gran Premio d’Italia, confermandosi anche in autunno nel Jockey Club. La lettera T di Dormello risale all’importazione dell’inglese Try Try Again ed è  una linea che partendo dalla figlia Tofanella (Apelle) ha dato campioni come Tokamura, Tenerani, Tiziano, Tiepolo e Tavernieri. Tokamura nella stagione 1943 vinse il Regina Elena e il St.Leger. In razza si distinse come madre del laureato del Gran Premio d’Italia Toulouse Lautrec e di Tommaso Guidi, vincitore del St.Leger.  Con Tenerani questa linea dormelliana, avviata tra gli anni Venti e gli anni Trenta, approda alle stagioni di corse dal 1946 al 1949. Entrato in razza nel 1951, Tenerani darà in Ribot il suo capolavoro.

 

. Le video est aussi en francaise. Un medico a quattro zampe in corsia d’ospedale. Si chiama Peyo ed è un cavallo (un video stupefacente !)

Le video èst aussi en francaise

Santorre di Santarosa

Presentiamo un documento eccezionale, un video in cui Peyo, un stallone di 17 anni Francese accompagna i malati terminali nella loro sofferenza.