#Zuccoli scrive a #Travaglio: “Ofelè fa el to mesté”, pasticciere (rivolto a #Travaglio) fa il tuo mestiere.

Da www.nelrossodelluovo.com

Lettera aperta di Carlo Zuccoli al Dr. Marco Travaglio, Direttore responsabile de Il Fatto Quotidiano.

Lei, scusi il mio Francese, ha pisciato fuori dal vaso a proposito di quanto ha scritto in materia di gambling (betting & gaming) nel Suo quotidiano articolo di fondo sul giornale da Lei diretto.

(03/07/2018 – 17:55)

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Egregio Dr. #Travaglio,

da anni sono un Suo fedele lettore, ma oggi, Martedì 03 Luglio 2018, Lei, scusi il mio Francese, ha pisciato fuori dal vaso a proposito di quanto ha scritto in materia di gambling (betting & gaming) nel Suo quotidiano articolo di fondo sul giornale da Lei diretto.

Lei scrive di piaga della ludopatia, di lobbies del gioco d’azzardo, della mega – evasione da 98 Miliardi di Euro dei concessionari delle slot – machines, della piovra dei biscazzieri che fino all’altro ieri faceva il bello e il cattivo tempo in Parlamento sotto ogni maggioranza, ottenendo licenze a go-go, sgravi fiscali, e poi il delirio continua.
Lei è un grande giornalista (lo ripeteva continuamente il Suo Maestro Cilindro detto Indro Montanelli), ma ha un gravissimo difetto, è supponente, molto supponente, è arrogante, molto arrogante, e non è capace di ascoltare, quando non conosce la materia, ma devo riconoscere che sono poche le materie che Lei ammette di non conoscere.
Cali le arie e legga quanto Le scrivo.
La premessa è un detto Milanese che probabilmente scriverò male: “Ofelè fa el to mesté”, pasticciere fa il tuo mestiere.
Vado con ordine e cerco di essere il più conciso possibile.

1) piaga delle Ludopatie

1) Piaga delle ludopatie. Le sfugge un concetto molto importante, Egregio Signor Pasticciere, e cioè che le ludopatie le ha create e le crea (se esistono) lo “Stato strozzino”, che impone il 31% di prelievo per la scommessa Vincente per il Totalizzatore Nazionale per le corse dei cavalli, quando la media mondiale è del 15% / 16%, che impone che le slot – machines restituiscano al giocatore il 70% dell’ingurgitato e che le VLT restituiscano al giocatore, causa i rotti rigiocati, tra il 60% e il 70% dell’ingurgitato, quando la media mondiale supera il 90% (nelle sperdute Isole Caraibiche si arriva anche al 95% e più e nessuno si “ammala”). Anni fa ho partecipato, in qualità di relatore, a una Conferenza organizzata dal Mef alla Scuola Superiore di Economia e di Finanza: era relatore anche Monsignor Hillary Franco, allora Capo della Diocesi di New York, che fece un intervento che è per me un faro, anzi il faro: “La Chiesa non è contraria al gambling (betting & gaming) se è fair, se è equo, se cioè lo Stato non “strozza” scommettitori e giocatori, per poi curarli nelle cliniche da € 1.000 al dì (altro vero scandalo). Le ultime parole le ho aggiunte io ora.

2) Le Lobbies del gioco d’azzardo.

2) Lobbies del gioco d’azzardo. Immagino si riferisca, in ordine alfabetico, a Lottomatica, Sisal e Snaitech, le prime due quotate in Borsa, una a New York e una a Milano: sa a quanto ammontano i debiti di questi concessionari? A oltre 12 Miliardi di Euro? E come hanno accumulato questi debiti? Elementare Watson (anzi Signor Pasticciere), partecipando ai Bandi per le concessioni proposte, in continuazione, dallo “Stato strozzino”.
Evasione da 98 Miliardi di Euro da parte dei concessionari delle slot – machines, condonata. Lei è al corrente di come lo Stato arrivò a quella cifra? Glielo spiego io con un esempio che riguarda le scommesse. Nel 2000 lo Stato, il Mef, decise d’incrementare il numero di sale corse da 329 (che facevano 10 o 20 volte il movimento che fanno ora in 10.000 e nessuno si “ammalava”), e i concessionari si “picchiarono” per partecipare a quel Bando, ma la Sogei, Società tremenda, la vera piaga del gambling (betting & gaming) in Italia, non fu in grado di collegare le 1.000 sale corse che, dopo aver pagato somme enormi per le concessioni, non potevano lavorare. Cause, arbitrati, lodi e perdita da parte dello Stato di centinaia di Milioni di Euro quali danni causati ai concessionari. Per le slot – machines è successa la stessa, identica, cosa. La Sogei doveva collegare, in un amen, da zero, 400.000 slot – machines. Ritardi pazzeschi e alcuni concessionari hanno lavorato non collegati, frodando lo Stato, per recuperare le cifre folli spese per assicurarsi le concessioni. Ma la frode non era di 98 Miliardi di Euro, perché c’è stato concorso dello Stato (Sogei) nel creare il danno come per le 1.000 sale corse. Lei è una persona intelligente: come avrebbero fatto quei 10 concessionari a pagare 9 Miliardi e 800 Milioni di Euro a testa? È come se lo Stato, per ipotetiche frodi del Suo giornale (è solo un esempio), dovute anche ai comportamenti dello Stato stesso, condannasse la Società editrice a pagare 9 Miliardi e 800 Milioni di Euro di multe: sareste in grado di adempiere all’obbligazione?

3) Licenze

3) Licenze a go – go. Trovo molto strano che Lei, che ha una cultura giuridica di primissimo ordine, confonda le licenze con le concessioni. Lo “Stato strozzino” ha obbligato e obbliga le Società, indebitate come Le ho spiegato più sopra, indebitandosi ulteriormente, a partecipare a quei Bandi “carissimi”, invitando “fortemente” le Banche creditrici a fare ulteriori esborsi, 4) E lo “Stato strozzino” o, meglio molti Comuni, “istigati” dallo “Stato strozzino”, impediscono ai concessionari di lavorare: è al corrente che in molte città d’Italia le sale corse, durante la disputa delle corse dei cavalli e delle partite di calcio, devono restare chiuse? Altri danni pesantissimi ai concessionari, che per le concessioni, hanno pagate cifre folli, sempre “istigati” dallo “Stato strozzino”.

Ha capito, egregio ed illustre Ofelè, dove sta il problema?
Non faccia come l’altro Ofelè, il Dr. Beppe Severgnini, insopportabile, che una volta a Otto e Mezzo, non contrastato da nessuno, ha affermato che gli Italiani hanno giocato e scommesso nell’anno 2016 una cifra spaventosa, che poteva essere utilizzata per scuole, ospedali e altre opere pubbliche.
Dimenticava il Dr. Severgnini, ripeto, insopportabile, per supponenze e arroganza, che esiste l’effetto churn, volano, e che gli Italiani non hanno tirato fuori dalle loro tasche quelle cifre, ma solo una minima parte di esse.
Si dia da fare, Lei che in TV può tutto o quasi, per organizzare un bel dibattito in materia di gambling (betting & gaming), però m’inviti e gli Italiani incominceranno a capire chi “ciurla nel manico” (si faccia spiegare questa espressione Comasca).
Se lo desidera Le posso mandare il mio CV e Le assicuro che nel mondo intero in pochi quel CV lo eguagliano e forse nessuno lo supera: scusi la modestia.
Suo

Carlo Zuccoli

P. S. Si ricordi che in tutti gli stadi del mondo i bookmakers fanno pubblicità, ma le quote che i loro analisti e odds – compilers propongono agli scommettitori sono fair e nessuno si “ammala”.
E il mercato delle scommesse a quota fissa per le corse dei cavalli non è regolamentato da nessuna Sogei, che a nome e per conto dello “Stato strozzino” affama gli scommettitori, vietando di applicare le regole del mercato mobiliare e la contrattualistica, che da quel mercato mutua il tutto.
Lei, che ripeto è un insigne giurista, studi la materia e poi ne riparliamo.
Le ho già scritto, senza ottenere risposta, of course, circa la pratica “Parnasi – Roma Calcio – Stadio – Unicredito – Di Benedetto – Pallotta”: quando vuole, ma deve calare le arie anche per questa occasione, ne parliamo diffusamente, anche in TV e anche lì gli Italiani capiranno chi “ciurla nel manico”.

 

 

 

 

– 3 Deutsches Derby : Star Max un povero ricco.

Manfred Ostermann, Titolare del Gestüt Ittlingen (scuderia)e del Gestüt Hof Ittlingen (allevamento).jpg

Nella foto Manfred Ostermann con il suo staff

di Giorgio Bergamaschi

Dagli Usa all’Europa è una generazione debole.

La Germania è un Paese molto particolare, certamente diverso dal resto d’Europa. Anche ippicamente… Siamo ormai oltre la metà della “settimana sacra” della Hansestadt, dove all’Horner Moor si corre il Derby tedesco. Come in tutti gli altri, anche ogni derby teutonico ha(ci deve essere) il suo perdente, il grande e inconsolabile outsider, il “soggetto senza speranza”. Questa 149sima edizione, però, è ancora più singolare, più… strana delle altre. Sì, perché l’estremo outsider, il soggetto meno accreditato non viene da un piccolo team, da un quartiere ippico che rappresenta solo se stesso, ma nientemeno che dal… Presidente dei Proprietari di cavalli tedeschi! Si tratta di Manfred Ostermann, che i meno giovani ricordano come allevatore ed proprietario del mitico Lando. La sua azienda è sostanzialmente un immenso mobilificio, da cui escono mobili sia umili che di assoluto pregio, per arredare perfino le corti regali.

Anche la cognata di Manfred Ostermann è proprietaria, Carde Ostermann Richter, e la sua giubba pone l’azzurro in luogo del rosso (la fascia verticale, i bracciali e la toque). La moglie del fratello di Manfred ha vissuto qualche annata di straordinaria notorietà ippica, legata al globetrotter Paolini. La sorella di Manfred, Jeannette, ha sempre vissuto a tutto tondo l’attività ippica della famiglia.

Domenica, i colori bianco-rosso dell’Ittlingen saranno rappresentati da Star Max, un soggetto che ha promesso molto ma, sin qui, ha ,mantenuto ben poco. Al punto che i book lo danno come estremo outsider. E allora, perché corre? Vale la pena ascoltare dalle parole di Ostermann la risposta più attendibile, che ha rilasciato ad un quotidiano del Gruppo editoriale von Schubert:”In ogni test mattutino di una certa importanza vola: questo 3 anni si è dimostrato sempre almeno di tre categorie superiore, rispetto a quanto poi faceva vedere in corsa”.

E sintetizza Ostermann: ” Innanzitutto, desidero non essere frainteso, perché non vorrei mai che qualche collega si offendesse per una mia dichiarazione… E però, ritengo che siamo alle prese con una generazione… un po’ deboluccia “. Sorride, Herr Ittlingen, e poi allarga le braccia, per farle ricadere verso le gambe,. E sorride, da quel gran signore che è, stringendosi un po’ nelle spalle: “E’ la natura, è… l’ordine delle cose… E’ il mistero della biologia. Insomma, è la vita”.

Amburgo sabato: Mehl Mülhens Trophy, trial in vista delle #Oaks di Düsseldorf.

Nella foto Sword Peinture sulla strada del Preis der Diana, le Oaks tedesche.

di Giorgio Bergamaschi

Prima le Signore, prego… E così, ad Amburgo, alla vigilia dell’Idee 149° Deutsches Derby, andrà in scena un importante trial per il Derby rosa. Si tratta del Mehl Mülhens Trophy (Gr. III, m. 2.200, 55.000 €), clou del convegno che precede il Derby day. Al via della pattern sono previste 9 femmine di 3 anni, le migliori delle quali andranno ad aggiungersi alle altre, frutto delle “scremate” precedenti in vista della classica di Düsseldorf, l’Henkel Preis der Diana che si disputerà la prima domenica di agosto al Grafenberg.

L’anno scorso, questa prova che nobilita la vigilia del Nastro Azzurro tedesco ha dimostrato di essere la corsa “perfetta” in prospettiva Düsseldorf, quando in retta Lacazar, erede di Eagle Flight, iniziava il suo gran volo verso il traguardo. Allora, sugli scudi era finito il sagace trainer della 3 anni, Peter Schiergen, che sabato sarà l’illustre assente del clou.

Il Biondino di Colonia lascia dunque spazio e motivi all’amico/nemico di sempre, Andy Wöhler, che all’Horner Moor lancerà due sue pupille e, verosimilmente, i favori del pronostico andranno proprio alla coppia di puledre proveniente da Gütersloh: in sella a Go Rose sale il raffinato panamense Eduardo Pedroza, ma non è detto che sia Go Rose la favoritissima del campo, perché la compagna di training Sword Peinture (Jozef Bojko) nel trial di del 19 maggio a Dusseldorf era stata battuta, ma dopo lotta assai vivace, dalla von Ullmann Well Timed, “punta” di Jean Pierre Carvalho in prospettiva Henkel Preis der Diana. Già, qualche settimana dopo, Well Timed era andata a vincere a Berlino Hoppegarten il Soldier-Hollow Diana Trial (Gr.II) , di fatto venendo incoronata quale prima favorita per le Oaks tedesche di agosto.

Henk Grewe e Markus Klug sabato presenteranno un… tridente a testa. Per Grewe saranno al via Taraja (Bauyrzhan Murzabayev), che nel Diana Trial di Hoppegarten era finita seconda, rinvenendo forte in scia a Well Timed. Tuttavia, la figlia di Chaparral non è iscritta al Preis der Diana. Verrà supplementata? Lo sapremo solo sabato sera, dopo la corsa. La situazione è diversa per la compagna Cheshmeh (Clement Lecoeuvre) , terza ad Hoppegarten e già forte di iscrizione alla classica. Il terzetto di Grewe si completa con Night of England (Filip Minarik).

Dina (Markus Klug trainer) favorita nel trial di sabato.

Markus Klug lancia in primis Dina (Adrie de Vries) puntando seriamente alla vittoria. La portacolori del Gestüt Röttgen è piaciuta a Baden-Baden nel Baden Badener Kronimus Diana Trial (LR.), poi ha cambiato proprietà (Masha), ceduta per 450.000 euro. La seconda punta di Klug è Wackere (Martin Seidl), quindi Enissa (Maxim Pecheur), sostanzialmente entrambe due outsider. Il campo si completa con l’allieva di Andy Suborics Wonder of Lips (Alexander Pietsch), che viene dal quinto posto nelle Oaks d’Italia (Gr.II) vinte dalla Wöhler Sand Zabeel.

#Riabilitazioneequestre (#ippoterapia): il #CentroVittoriodiCapua di #Niguarda.

Nella foto il servizio su Liberoquotidiano

Redazione

Il servizio integrale apparso su Liberoquotidiano il 3 luglio 2018

La mascotte si chiama Pasqualino, ed è un be cavallo di razza Fiord Norvegese. É quello più amato dagli oltre cento bimbi che frequentano il Centro di riabilitazione equestre Vittorio di Capua di Niguarda, il più importante della Lombardia.

Parlare di riabilitazione equestre non è mai abbastanza. Ancora oggi, dopo che è stata introdotta in Italia da Daniela Nicolas-Citterio negli anni settanta, un medico e psicologo francese che ha fornito un notevole impulso alla diffusione e al corretto uso del cavallo in medicina, anche attraverso l’Associazione Nazionale Italiana per la Riabilitazione Equestre, non tutti sono al corrente dei benefici che possono derivare da questa particolare terapia che fu introdotta in campo medico nel 1953 dal neuropsichiatra americano #BorisLevinson.

<Nella riabilitazione equestre – spiega la psicologa del centro, dottoressa Michela Riceputi – il cavallo assume un ruolo di mediatore nella relazione tra il paziente e il terapista, dato che il movimento del cavallo al passo, riproduce la corretta deambulazione. Il cavallo in questa dimensione favorisce il lavoro terapeutico anche nell’area psichico relazionale>. La riabilitazione equestre, agisce tra le varie patologie sui disturbi pervasivi dello sviluppo come ad esempio l’autismo, sulle paralisi celebrali infantili, la sindrome di Down e sulle sindromi genetiche.

Come usufruire del servizio.

<Per usufruire dei servizi del centro – prosegue la dottoressa Riceputi – è necessario essere inseriti nella Lista di Segnalazione del servizio. Successivamente i medici del centro valuteranno l’idoneità alla terapia. E al momento opportuno daranno il via all’intervento terapeutico, su indicazione medica.

Sette cavalli a disposizione degli utenti.

Sette i cavalli a disposizione del centro tutti acquistati direttamente dal Vittorio di Capua: Nilo, Birbante, Winter, Giove, Ledy, Adelina, e Pasqualino. Sono soggetti che prima di entrare a far parte dell’”equipe equina”, sono sottoposti a un esame che ne valuta l’affidabilità e le caratteristiche comportamentali specifiche. Successivamente vengono addestrati da operatori specializzati.

il Centro dipende da #Assp-GrandeOspedaleMetropolitanodiNiguarda

Il Vittorio di Capua dipende dal reparto di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza della #Assp-GrandeOspedaleMetropolitanodiNiguarda di cui è direttore il dottor #RobertoVaccari, e coordinatrice ospedaliera la dottoressa #PamelaFrigerio. La struttura esiste dal 1981 ed è composta da due neuro psichiatri infantili responsabili di ogni progetto riabilitativo, un terapista per la riabilitazione psichiatrica, due neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, quattro coordinatori dell’animale, un amministrativo, due terapiste occupazionali, uno psicologo. Sono in parte ospedalieri, e in parte forniti dall’Associazione #AmicidelCentroVittoriodiCapuaOnlus, di cui è presidente Ludovico Doria Lamba.

Gli #AmicidelCentroVittoriodiCapuaOnlus

<L’associazione ha un ruolo chiave nel “Vittorio di Capua” – ci spiega #PaoloDanielutti, che ne è il vice presidente -. É nata nel 2002 ed è iscritta nel Registro del Volontariato della Regione Lombardia. Il nostro scopo è contribuire alla continuità terapeutica del centro, operando sia in termini di volontariato, sia per la raccolta fondi. Il nostro sponsor principale sono I “#BambinidelleFate”, la fondazione creata da #FrancoAntonello. Inoltre Bisogna considerare – prosegue Danielutti – che una volta smesso il ciclo terapeutico i bimbi smettono di frequentare il centro, con immenso dispiacere anche dei genitori. É per questo che abbiamo messo in campo attività complementari per non lasciare che genitori e figli fossero dispersi>. Infine, #PaoloDanielutti con la Onlus ha varato il progetto “Semi per crescere insieme” in cui su un area messa a disposizione dal centro stesso, i ragazzi possono coltivare tutto quello che serve per l’alimentazione dei cavalli. In particolare le mele di cui sono ghiotti.

– 4 Deutsches Derby: nessuna supplementazione – Andrea Atzeni invece di Demuro su Jimmu.

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Nella foto in alto il campo definitivo dei partenti. Qui sopra Markus Klug dopo l’estrazione dei numeri di partenza.

di Giorgio Bergamaschi

L’ultima notizia che lunedì sera era rimbalza da Amburgo è questa: nel 149° Idee Derby nessun soggetto straniero o tedesco era stato supplementato, mentre dal campo dei probabili sortiva High Noon. Quindi, neppure l’annunciata coppia di John Quinn tenterà l’assalto all’Horner Moor da Oltremanica, come era invece stato ventilato e creduto sino alla scorsa domenica.

A questo punto, cancellati quasi una decina di nomi probabili, il tabellone ha assunto un assetto definitivo, con 14 pretendenti alla corsa faro dell’ippica tedesca, che andrà in scena domenica 8 luglio. Questa classica per 3 anni sui 2400 m. avrà una dotazione di 750.000 € e, sin da ieri sera, si può affermare che lo schieramento è quello definitivo, così come anche i nomi dei fantini ingaggiati (e che sarà confermato alla dichiarazione dei partenti). Il nome del favorito è suggestivo, si tratta di Royal Youmzain e, benché onorato del N° 1 di copertino, all’estrazione avvenuta al Casinò Esplanade gli è toccata in sorte la gabbia N° 13, dunque all’esterno di tutti (era da vedere la faccia di Andreas Wőhler…). Naturalmente, il controfavorito è il vincitore delle Union Oppenheim Rennen, il Rőttgen Weltstar, che ha avuto in sorte lo stallo N° 6. Nelle ultime due edizioni, il vincitore (Windstoß, Isfahan) al via del Nastro Azzurro tedesco aveva occupato lo stallo N° 11, che nell’occasione è stato assegnato dal sorteggio a Chimney Rock. All’esterno del favorito, invece, con il 14 si troverà Aldenham.

Resta da dire di qualche variazione di monta, e poi – prima di buttarci sul listone con i numeri di starting stall – sui nomi dei trainer in lizza nel Derby. Ad Amburgo sembrava cosa fatta circa l’ingaggio di Mirco Demuro per il grigio Jimmu: invece, Mirkissimo ha dovuto declinare l’impegno ed Henk Grewe perb il suo specialista del pesante ha trovato un altro “geniale italiano”, Andrea Atzeni.

OGGI AD AMBURGO: Grosser Preis von Lotto Hamburg, Gr. III

All’Hamburg-Horn si attende con curiosità un’altra corsa di gruppo, il Großer Preis von Lotto Hamburg (Gr.III) sui 2000 metri, che si correrà nel convegno di giovedì, per il quale sono previsti 8 partenti. Si presenterà al via con i favori del pronostico l’allievo di Andreas Wöhler, Va Bank. Questo figlio di Archipenko ha effettuato il suo apprezzatissimo comeback a Baden Baden nel 40° Badener Meile, il Gr. II vinto dall’inglese Stormy Antarctic, dietro al quale il rientrante Va Bank aveva compiuto una performance maiuscola, essendo al rientro…

Ad Iffezheim Va Bank, nonostante una condizione non ancora al top, aveva preceduto eccellenti soggetti, quali i vincitori di gruppo Palace Prince ma anche Degas, il laureato del precedente Großer Preis der Wirtschaft (Gr- III) al Grafenberg di Dortmund. Giovedì, l’allievo dell’omino di Brema, che avrà in sella il fantino (e modello) Eddy Pedroza, dovrà superare l’esame del Park Wiedinger Devastar.

Quest’ultimo, portacolori del Gestüt Park Wiedingen di Helmuth von Fink (della famiglia bavarese dei banchieri della Merk Fink &. Co), avrà in sella l’evergreen Adrie De Vries, uno dei tète de liste della graduatoria tedesca, che ad Amburgo ha già messo in carniere due listed. Devastar è allenato dalla rivelazione Markus Klug il quale, ogni qualvolta è libero, affida i suoi cavalli migliori all’Olandese Volante… Il champion-trainer in corsa presenterà anche Northsea Star (Maxim Pecheur) e Fosun (Martin Seidl).

Gli altri aspiranti all’alloro di giovedì sono il campione uscente Matchwinner, allenato da Marian Falk Weißmeier ( Fabian Xavier Weißmeier), quindi Itobo (Marco Casamento) per Hans-Jürgen Gröschel ed infine per Henk Grewe sarà al via Sky Full Of Stars (Antoine Hamelin). Qui, invece, c’è un supplementato: si tratta di Sound Check, in rappresentanza della forma di Peter Schiergen, ovviamente con Andrasch Starke in sella.

 

 

 

– 5 al Deutsches Derby 2018.

Nelle foto la partenza del Derby di alcuni anni fa e il vincitore del 2012 Pastorius.

di Giorgio Bergamaschi

Negli ultimi anni, alle gabbie dell’Horner Moor non si sono mai presentati più di 20 aspiranti (numero massimo consentito) al Nastro Azzurro. E domenica 8 luglio al via dell’ IDEE 149. Deutsches Derby i partenti saranno solamente 14, come nell’edizione del 2012, vinta da Pastorius, che era stata un po’ avvilita da qualche ritiro. Ma pensate che nel 2005, anno della vittoria di Nicaron, il campo aveva raggiunto a fatica le 12 unità. Ma in un paio di edizioni, e precisamente nel 1964 e nel 1968, al via del Nastro Azzurro s’erano presentati soltanto 11 3 anni.

Ieri sera al Casinò della Hansestadt, il sorteggio dei numeri di steccato.

Ieri sera, nella bella cornice del Casinò della Hansestadt, all’Esplanade verranno sorteggiati i numeri di steccato degli aspiranti al Derby, nel corso della tradizionale serata che da decenni riunisce il turf teutonico. A chi verrà assegnato  lo startbox più fortunato? Dal 2007 al 2017, per quattro volte ha vinto il Nastro azzurro l’assegnatario della gabbia N° 15 e tra questi Pastorius, Lucky Speed e Sea the Moon. Ma… Ma quest’anno la dea bendata non potrà assecondare alcuno tra proprietari, allevatori, allenatori e fantini, perché i partenti saranno solo 14.

Amburgo - la partenza del Derby