Aste Keeneland di settembre: mai così bene.

Redazione

Alla grande le aste di Keeneland del 2018. Un segnale che l’economia del cavallo da corsa è in grande salute, con investitori provenienti da tutto il mondo che non hanno esitato a sborsare migliaia se non milioni di dollari per accaparrarsi una selezione di puledri che la vetrina di Keeneland ha saputo proporre nel segno della qualità morfologica e con una carta importante.

Le aste di settembre sono tra i nostri top highlights per il 2018, Le vendite di quest’anno sono state di un importo assolutamente importante. I puledri venduti hanno realizzato  ben 377,130,400 dollari.

E? stato in assoluto un anno record: con un incremento sul 2017 di quasi 70 milioni di dollari. Non solo, ma 27 cavalli venduti hanno raggiunto o superato 1 milione di dollari o più e il lordo è stato il quarto più alto nella storia di queste aste avvicinandosi a quelle record della metà degli anni ‘ 2000

#VittorioOrlandi: cosi sta cambiando la #FiseLombardia.

Nella foto sopra Vittorio Orlandi e Lalla Novo

Redazione

L’equitazione italiana e l’ippica sono da tempo diventati due sport minori. Scomparsi dalle tv, sia quella di Stato dove un tempo alla domenica veniva trasmessa la corsa più importante della giornata, sia dalle tv commerciali, sia dai quotidiani nazionali e anche da quelli sportivi: In primis la Gazzetta dello sport che un tempo gli dedicava una pagina intera, e per di più la seconda, oggi qualche trafiletto e stop. Oggi un nuovo ministro del Mipaaf, Gian Marco Centinaio e un nuovo presidente alla guida della maggiore regione equestre della Lombardia, Vittorio Orlandi, il Cavaliere per tutti, fanno ben sperare per un rilancio del settore che per troppo tempo è rimasto nell’ombra.

Chavalier.net ha intervistato Orlandi a poco più di tre mesi dal suo insediamento alla guida del Comitato regionale avvenuto il 15 ottobre, dopo una elezione che possiamo dire plebiscitaria, in cui ha sbaragliato una concorrenza che sembrava essere in grado di sopraffare l’uomo delle Olimpiadi di Mosca. Ma non è stato così. Orlandi non è giunto allo spareggio e ha vinto a mani basse, lasciando al secondo posto Emilio Roncoroni e l’altro sfidante, l’allora presidente del Centro ippico Lombardo, una istituzione in città, Gianluca Paracciani.

Ecco cosa ci ha detto in termini di bilancio di questi mesi in cui il Cavaliere ha vissuto costantemente in simbiosi con la federazione da un lato girando in largo e il lungo per i centri delle Lombardia, dall’altro facendo base in federazione per mettere a punto i progetti del programma Elaborato nei mesi precedenti alla elezione. Abbiamo incontrato Vittorio Orlandi nel maneggio di proprietà a Castellazzo di Bollate, in quella che è da sempre fucina di campioni a due e quattro zampe, e che tale è rimasta nel tempo sotto la guida di Vittorio e Nelly Mancinelli.

<In primo luogo abbiamo voluto dare continuità con una formula di formazione permanente, agli stage per istruttori che ora si terranno ogni lunedì. Il programma con cui sono stato eletto prevedeva inoltre la nomina dei coordinatori di tutte e quaranta le discipline equestri, Un progetto a cui abbiamo dato già corso. Sempre in tema di organizzazione e di struttura della Federazione lombarda abbiamo nominato i 15 responsabili delle altrettante province lombarde. Sul fronte degli stage, è stato dato corso a quelli per istruttori pony e cavalli>.

C’è tuttavia una gustosa novità sia in termini di spettacolo equestre, sia per gli sport del cavallo. <Abbiamo dato il via alla realizzazione di due “feste” del cavallo, in cui saranno presenti tutte le discipline che fanno parte del settore equitazione, sia quelle riservati ai cavalli, sia ai pony, che sono la parte direi strategica, di qualsiasi progetto che abbia possibilità di riuscita. Queste “feste”, si terranno in località ancora da definire e coinvolgeranno tutte i paesi limitrofi. In particolare la fase che coinvolge i pony qualificherà, per le competizioni nazionali. Prevediamo inoltre di inserire in queste manifestazioni sia l’ormai storico cavallo di battaglia dell’equitazione per i più giovani, il “battesimo della sella”, sia una manifestazione di attacchi>.

Nel manifesto elettorale del Cavaliere c’era anche dell’altro. <Certo, l’attuazione del programma è già in stato avanzato dato che abbiamo già raduniamo i presidenti di circolo per ascoltare i loro suggerimenti. Una esperimento a cui abbiamo dato corso e ben riuscito che ha portato nuove idee e progetti, Una novità a cui i responsabili dei centri ippici non erano abituati e che ha richiesto l’introduzione di un test, a cui questi particolari allievi, hanno aderito con entusiasmo>.

L’altro progetto à quello storico del coinvolgimento delle 5000 suole delle Lombardia di primo e secondi o livello, a cui si sono aggiunti ben 3000 oratori in cui verrà proposta l’equitazione per i più giovani, strutture pubbliche come dovrebbero essere in grado di coinvolgere nei maneggi un numero molto interessante di giovani.

Infine uno dei cardini del progetto che ormai va delineandosi nelle sue linee essenziali e qualificanti, è quello che riguarda la cultura equestre. <Elemento non secondario – conclude Vittorio Orlandi in quanto deve essere lo strumento per portare i più giovani all’equitazione. Il progetto comunicazione in se sarà quanto di più vario possibile, per far giungere la voce e lo spirito dell’equitazione sia agli appassionati, agli operatori, sia per coinvolgere nuove e vitali forze>.

#KentuckyDerby: Game Winner tra i favoriti di #WilliamHill US.

Redazione

Uno sguardo aggiornato sulle probabilità di William Hill US per il Kentucky Derby 2019 parte, prevedibilmente, con l’imbattuto Game Winner, il 5-1 preferito tra i primi e tre tirocinanti Bob Baffert tra le prime 7 scelte. 

I cavalli della West Coast dominano la lista, con il vincitore delle più recenti Remsen Stakes (G2) Maximus Mischief a 15-1 il cavallo più giocato fuori dalla California. Coliseum, Improbable e Instagrand sono a 10-1 e Roadster, a 20-1. 

Ma c’è un altro puledro di interesse che ha vinto i  75.000 $ delle Sugar Bowl Stakes. E questa è stata l’ultima volta in cui abbiamo potuto vedere Super Steed addestrato da Larry Jones.

Super Steed, un vincitore ha vinto a Churchill Downs il 24 novembre, Da allora, la sua quota  è scesa da 100-1 a 18-1 secondo William Hill negli Stati Uniti. 

” È passato un po ‘di tempo da quando abbiamo avuto un possibile vincitore di Kentucky Derby – ci ha detto Jones il mese scorso

Jones, che ha due volte sellato un vice-campione di Kentucky Derby, ha detto che dopo il Sugar Bowl, si aspetta di correre con Super Steed nelle corse di preparazione a Oaklawn Park. Il figlio di Super Saver ha galoppato all’esterno in un campo di nove partenti

Per quanto riguarda le altre quote, i finalisti dello Springboard Mile di domenica sera al Remington Park – Long Range Toddy e Bankit – entrambi hanno visto le loro probabilità scendere da 125-1 a 100-1. Il vincitore di una corsa della California, l’eroe galileiano Re Glorious, ha guadagnato più rispetto, con la sua quota in calo di 25 punti, ma fino a 50-1. 

Ecco infine uno sguardo completo al board di William Hill US .

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Calo le scommesse in Francia del 2,6%. La relazione di #EdouarddeRothschild, presidente di #FranceGalop.

Nella foto di apertura Edouard de Rothschild, presidente di France Galop

Redazione

I premi al traguardo in tutta la Francia verranno mantenuti nel 2019 dopo che la France Galop ha annunciato il budget per il prossimo anno, nonostante un calo delle entrate dalla PMU, ha riferito Jour de Galop. Il presidente di France Galop, Edouard de Rothschild ha confermato la notizia davanti al Comitato di France Galop lunedì 17 dicembre. France-Galop attingerà alle sue riserve monetarie e ha anche chiesto un anticipo dal PMU che manterrà lo stesso livello nel 2019. Inoltre, nel tentativo di ridurre le spese operative, le rcorse a Maisons-Laffitte cesseranno alla fine del 2019 come annunciato in precedenza a novembre.

“A partire dal 9 dicembre, le scommesse sui cavalli sono in calo del 2,6% rispetto allo scorso anno”, ha detto de Rothschild durante il procedimento. “Sono 220 milioni in meno negli ultimi 11 mesi  Prosegue la tendenza degli ultimi otto anni in cui abbiamo perso circa 1,8 miliardi di scommesse.  A partire dalla seconda metà del 2017, non accettando questo trend, ho iniziato, insieme ai miei colleghi trotto, a cercare, trovare e impostare una nuova gestione del PMU. Nuova gestione per rivisitare e rilanciare il business.

Cyril Linette ha poi svelato le linee principali del suo piano all’ultimo incontro del Comitato. Questo piano è ora diventato concreto, con una serie di iniziative pianificate per l’inizio dell’anno. Tra questi: il nuovo Quinté +, la semplificazione della gamma di scommesse. Questi obiettivi hanno tutti in comune l’obiettivo di riconquistare i giocatori più fedeli, di dar loro il desiderio di giocare con un prodotto più leggibile e con maggiori aspettative di guadagno. Perché dovremmo credere in questo piano più di tutti quelli che ti sono stati presentati per anni? Da quel punto di vista le ipotesi di fatturato della PMU per i prossimi tre anni sono realistiche. I piani di gestione, per il 2020 e il 2021, [sono] un livello vicino alla cifra del 2018. Trenta milioni di spese di marketing sono stati stanziati per finanziare il 2019.

#IppodromoCapannelle chiude. #Schiavolin: “siamo dispiaciuti”. Noi diciano che se lo merita per il totale abbandono dell’ippica da parte di questi dirigenti, una classe ippica che va completamente azzerata.

 

Redazione

Anni e anni di cattiva gestione, hanno portato alla chiusura dell’ippodromo di Capannelle. Stipendi non pagati, mancanza di promozione, corse di scarsa qualità, il costante ricorso allo Stato, queste le cause della disfatta dell’ippica romana.  Nn la pensa così invece #FabioSchiavolin ad di #Snaitech. Ci auguriamo infine che il ministro #GianMarcoCentinaio, non intervenga per un salvataggio dell’ultimo momento.

Queso il cs dell’ad di SNAITECH, Fabio Schiavolin, sulla chiusura dell’ippodromo di Capannelle

«È un grande dispiacere, e per noi di SNAITECH che gestiamo e siamo proprietari di tre strutture di corse ippiche, una a Montecatini e due a Milano, sappiamo quanto sia difficile al giorno d’oggi gestire impianti del genere garantendone la qualità degli standard e allo stesso tempo facendo quadrare i conti». L’ippodromo romano di Capannelle chiude i battenti e l’Amministratore Delegato di SNAITECH, Fabio Schiavolin, commenta con amarezza la notizia. «Purtroppo nell’ippica è diventato sempre più difficile gestire, un po’ per la disaffezione strutturale al prodotto, un po’ per le difficoltà e l’instabilità nella gestione della filiera dell’ippica che hanno portato alle condizioni di cui stiamo parlando e che portano Capannelle a chiudere». La situazione non è facile conclude Schiavolin: «Non possiamo che essere empatici con i gestori: noi siamo anche piccoli azionisti di Capannelle ma non è quello che importa. Importa il fatto che in una città come Roma, la capitale, un impianto così importante non ce la faccia ad andare avanti e debba chiudere i battenti».

Sono di Bob Baffert i favoriti del Kentuky Derby 2019.

Nella foto a sx, Mucho Mucho Man, padre di Mucho Gusto, secondo di Improbable nelLos Alamitos Cash Call Futurity, a dx City Zip, il sire di Improbable. 

Redazione

Il Los Alamitos Cash Call Futurity, banco di prova per le classiche di primavera in Usa.

Improbable  (da City Sif), è stato all’altezza delle sue capacità nel Grade 1 da 1,300,000 di dollari, il Los Alamitos Cash Call Futurity di sabato scorso, era la sua terza corsa ed è rimasto imbattuto.

<Nella prima parte Improbabile, sembrava un po ‘perso>, ha detto Baffert. <E Drayden Van Dyke (il jockey,ndr) ha dovuto toccarlo con la frusta un paio di volte. Ma una volta messo in riga ha sfoderato la sua bella falcata>.

Il box di Improbable è quello dove dimorava Justify, vincitore del Triple Crown. Il puledro ha vinto al debutto a Santa Anita a fine settembre prima di essere spedito a Churchill Downs per vincere gli Street Sense Stakes.

Con la vittoria del Los Alamitos Futurity, Improbable apparetiene a WinStar Farm, China Horse Club e SF Racing, lo stesso gruppo proprietario di Justify.

<Bob ha sempre apprezzato questo cavallo e quando Justify è andato in allevamento questa estate, Bob ha messo improbabile nel suo bo>, ha detto il presidente e CEO di WinStar, Elliott Walden. <Mi è piaciuta molto la sua gara di oggi, la cosa migliore è stata il suo ultimo ottavo di miglio e il modo in cui ha galoppato in fuori, una grande speranza per il futuro e per i classici della Primavera>.

L’altro puledro di Baffert, è Mucho Gusto (da Mucho Mucho Man) una “anomalia”, potremmo definirla, dato che in linea maschile, non ha nessun discendente di Nearco, Ribot, o Mr Prospector,

Mucho Gusto era secondo dietro Improbable nella stessa corsa di Improbable che si è rivelata la stella della corsa con cinque lunghezze di vantaggio.

<I buoni cavalli come Mucho Gusto, trovano sempre un modo per correre bene>, ha aggiunto Baffert. <Improbable ha un passo lungo come Justify, Forse non è ancora a livello di Justify, ma è davvero un buon cavallo>.

I due cavalli sono candidati al Kentuky Derby 2019.

Ecco chi sarà per Steve Cauthen il cavallo dell’anno, il vincitore dell’Eclipse Award.

Nella foto Steve Cauthen, uno dei più grandi fantini del secolo scorso con vittorie in Usa e in Europa.

Redazione

Eclipse Award decreterà il cavallo dell’anno a partire dal prossimo 13 dicembre con il voto degli operatori del settore. Ecco il pronostico di Steve Cauthen, vincitore della Triple Crown del 1978.

A mio avviso, il vincitore della Triple Crown è sicuramente il Cavallo dell’Anno. Penso che quello che ha fatto Justify sia stato speciale, non tenendo conto nemmeno di chi ha battuto, ma considerando che ha vinto la sua prima gara a gennaio e si è presumibilmente fatto male dopo il Derby. E malgrado la vicinanza con le Preakness ha compiuto un impresa. Ed in fondo è questo quello che fanno i grandi cavalli. Superano le le difficoltà e continuando a vincere. E’ stato un cavallo impressionante, Mi sarebbe piaciuto vederlo correre nel Classico, ma ovviamente è un cavallo così prezioso che capisco perché non vogliano correre il rischio. L’unico altro cavallo che potrebbe essere il cavallo dell’anno è accelerato e, ovviamente, ha avuto un grande anno, ma non vedo come si possa dire che è stato un anno migliore. Devo sempre puntare al vincitore della Triple Crown. Niente di meno che un grande cavallo vince la Triple Crown. Ci sono stati molti che si sono avvicinati, ma ci vuole un grande per vincere.

Crisi ippica. Guglielmi di Vulci: “Vediamo cosa succede con questo ministro”.

Redazione

La crisi dell’ippica potrebbe essere a un punto di svolta. Con l’insediamento di Gian Marco Centinaio (Lega) i gravissimi Problemi del settore dovrebbero avere qualche probabilità di essere risolti. In primis il pagamento dei premi e il contributo agli ippodromi.

Ne abbiamo parlato con Guglielmi di Vulci, presidente della Sire che, ricordiamo, è la più antica società di corse italiana con una tradizione indiscutibile.

<Ne abbiamo sentite tante – esordisce -. Aspettiamo di vedere se si muove qualche cosa. La fiducia non manca>. Nel frattempo Centinaio dopo alcuni mesi in cui in molti, senza costrutto, si sono proposti per la risoluzione dei problemi, ha istituito una task force per una ricognizione delle problematiche e di cui fa parte anche Roberto Mazzuccato, un appassionato senza interessi di parte.

<Sicuramente la gestione del settore, il ministero non è in grado di farla. E pertanto deve tornare nelle mani degli ippici così come era una volta>. Ricordiamo che l’Unire fu istituita per volere di Orsi Mangelli e di Tesio nel 1943. Poi recentemente smantellata da Tremonti e dal ministro Romano.

<È necessario – prosegue Guglielmi – che venga gestita da chi sa di cosa sta parlando. Il dipendente non è in grado di operare perché l’ippica non è la sua materia. Naturalmente deve esserci un severo controllo del ministero che operi anche sugli ippodromi>.

Il problema dei pagamenti è il primo problema che il ministero guidato da Centinaio, deve affrontare, tenendo presente che le pesanti fibrillazioni che vive il governo potrebbero portare a una sua caduta e pertanto a dover ricominciare tutto dal principio.

<Il problema dei pagamenti, mi pare che debba trovare una soluzione nel dialogo tra il Mipaf (Ministero politiche agricole e forestali, ndr )e il Mef (Ministero economia e finanze, ndr), in modo che il sistemi torni a funzionare. Il coordinamento mi pare indispensabile. Da quanto mi pare di capire, mi pare che ci stiano mettendo le mani. Questa mancanza di coordinamento per noi del galoppo ch dei risvolti allucinanti. Le conseguenze di questo stato di cose, sono l’uscita del nostro mondo dal Comitato internazionale pattern. E se usciamo dal comitato – conclude Guglielmi – i nostri cavalli sul mercato internazionale varranno zero>.

È necessario fare in fretta, tenendo conto che le resistenze sono molte, in particolare da parte degli ippodromi che ambiscono solo a una maggiorazione dei contributi senza che venga attuato nessun controllo sul loro operato.

Il Foglio. Di Paola: il Ministero ha fatto tutto da solo. l’intervista al presidente della Fise sul trasporto cavalli.

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IL SERVIZIO di Claudio Gobbi su IL FOGLIO . oggi 24-11-2018

Vermezzo (Milano) domenica 18 novembre. Si disputa Winter Show, concorso di salto ostacoli internazionale: 31 cavalieri provenienti dall’estero e dall’Italia non hanno riconfermato la partecipazione a causa della circolare ministeriale congiunta dei ministeri dei Trasporti e degli Interni che riafferma l’obbligo ai maneggi e alle Asd (Associazioni sportive dilettantistiche) di attenersi scrupolosamente alla legge del 1974, sempre d’uso disattesa, e su cui da allora non era stato fatto alcun intervento legislativo, che vieta il trasporto di cavalli per conto terzi.

<Un danno economico e di immagine> – afferma Barbara Morali di Morali Group, la società proprietaria del complesso. <Per noi che lavoriamo in questo settore è un danno grave>. Il mondo dell’equitazione è in subbuglio. Questi i fatti che hanno portato molti centri ippici a disertare i concorsi per non incorrere in pesanti sanzioni come ci spiega Marco di Paola, presidente della Fise, Federazione italiana sport equestri. <I ministero degli Interni su sollecitazione delle forze di polizia preposte al controllo dei mezzi pesanti circolanti sul territorio nazionale, e congiuntamente al ministero dei Trasporti, il 15 ottobre ha emanato una circolare che impone una rigida applicazione della norma di legge tale per cui il trasporto cavalli può essere effettuato dai proprietari dei maneggi e dalle Asd, (Associazioni sportive dilettantistiche) limitatamente ai cavalli di loro proprietà o in comodato d’uso registrati presso l’Agenzia delle Entrate>. Il problema è sorto in quanto era uso da parte delle Asd e dei maneggi, trasportare anche i cavalli dei privati. Il problema è nato in quanto la pratica del trasporti anche di cavalli appartenenti ai privati è da sempre in uso, ma in particolare perché alcuni privati hanno costituito Asd ad hoc e senza alcun legame con maneggi e centri ippici affiliati alla Fise.

I due ministeri, non si sono minimamente premurati di convocare l’organismo che gestisce il mondo dell’equitazione italiano lasciando nella totale confusione e nel caos le strutture equestri che ora disertano i concorsi ippici e le manifestazioni equestri. La Fise, come afferma Di Pola, ha subito sollecitati e cercato un confronto che si è concretizzato nella creazione di un tavolo di lavoro che ha riunito i rappresentanti dei ministeri, della Fise e dei trasportatori, per trovare una soluzione. <La nostra proposta è che gli enti affiliati alla Fise, proprietari di un van, possano trasportare evidentemente i cavalli sportivi di proprietà, quelli in comodato d’uso, e quelli dei socui delle Asd e dei maneggi alle manifestazioni sportive senza incorrere nella violazione della legge del ’74>.

L’equitazione e l’ippica oggi vivono momenti di grande travaglio, ancora considerati come sport d’elite e, per quanto riguarda l’ippica, viziati dal demone del gioco.

Il mondo dell’equitazione italiano è l’erede della grande tradizione equestre italiana fin dai tempi di Federigo (e non Federico) Caprilli (primi del ‘900), inventore dell’equitazione moderna oggi praticata nel mondo, e dei D’Inzeo, dei Mancinelli e degli Orlandi, un dream team carico di medaglie olimpiche e mondiali, oggi rappresentato da cavalieri di valore come Natale Chiaudani, Roberto Arioldi, Filippo Mojerson. Un patrimonio forte di 20.000 cavalli, 1800 maneggi, 7000 agriturismi con cavalli, 120.000 tesserati tra cavalieri e istruttori che occupano circa 100.000 ettari di territorio nazionale in cui sono compresi anche allevamenti di cavalli sportivi e da corsa che occupano circa 50.000 persone. Con un indotto che vale, circa 1 miliardo di euro e con una dimensione che considera in 1.5 milioni i praticanti e gli appassionati che montano a cavallo almeno una volta alla settimana, come certificato sia da una recente ricerca prodotta da Fieracavalli Verona, la più importante rassegna europea di settore, con oltre 130.000 presenze, sia da Decatlon sulla base degli scontrini emessi per l’acquisto di prodotti attinenti all’equitazione.

 

Questo mondo che un altro ministero, il Mipaf, considera marginale destinando circa 2 milioni di euro al cavallo da sella contro gli oltre 80 a quello delle corse, è pertanto in grande ansia, e come già per quello dell’ippica, rischia di essere ridotto ai minimi termini, se non di scomparire.

 

 

Tutte le foto più belle di Straight Egyptian World Championship (appuntamento organizzato in ottobre dal Gruppo Morali & C a Vermezzo-Milano) in ottobre, e il servizio apparso sull’ultimo numero di Arbiter.

Nelle foto in particolare Nayla Hayek CEO di Harry Winston, la prestigiosa casa di gioielli che fa parte del gruppo Longines.

di Claudio Gobbi

Il servizio apparso sul numero di ottobre di Arbiter

Fu un amore a prima vista quello tra il Bonaparte è il purosangue arabo, da cui fu folgorato durante la Campagna d’Egitto scegliendolo poi come sua cavalcatura prediletta. Probabilmente si trattava di un soggetto di linea egiziana il cui custode da sempre è Al Zara, l’allevamento di Stato egiziano in cui si trovano tuttora i libri genealogici dei purosangue che risalgono a centinaia di anni fa. Era così nota la predilezione di Napoleone per questa razza, che nel 1802 il Sultano ottomano Selim III gli vece dono di El Vizir, uno stupendo esemplare, tutt’ora conservato a Les Invalides.

Le origini di questa razza risalgono alla notte dei tempi. E furono purosangue arabi a dare origine al purosangue inglese, i cui nomi sono scolpiti nelle genealogie di tutti i grandi cavalli che oggi solcano le piste da corsa di tutto il Mondo, da Epsom a Longchamp, a Keeneland a Newmarket, a Dubay, a Dhoa.

Milano con il prestigioso Straight Egyptian World Championship, appuntamento organizzato in ottobre dal Gruppo Morali & C, riservato ai cavalli arabi di linea egiziana provenienti da tutto il mondo, ha voluto rendergli omaggio portando al Pala Jumping Show di Vermezzo, gli allevamenti delle Case Reali di tutto il Medio Oriente, e dei maggiori stud internazionali. In 85 hanno accettato l’ingaggio. Puledri di un anno, yearlig di 18 mesi, fattrici, stalloni. Tutti belli, bellissimi, nevrili, eleganti. Cavalli che mai hanno conosciuto e mai conosceranno la sella perché il loro compito è quello di essere protagonisti di queste sfilate in cui viene decretato il campione assoluto per ogni categoria e i due, un maschio e una femmina, che fino al prossimo anno saranno celebrati in questo speciale olimpo dei cavalli. Non senza furiose e spesso plateali battaglie fra i loro proprietari.

Un club esclusivo composto da soli 300 purosangue in tutto il Mondo. Su cui è impresso il sigillo di Harry Winston, di cui Nayla Hayek è diventata l’amministratore delegato a maggio 2013, pochi mesi dopo che Swatch Group aveva acquisito la società. Poi nel maggio 2014 il gruppo si rendeva acquirente del più grande diamante blu del mondo: The Winston Blue.

Diamanti puri e cavalli dalla pura genealogia. É così che Harry Winston, il brand per eccellenza nel mondo dei gioielli, è divenuto lo sponsor della manifestazione con un investimento pari a 1 milione di euro tra premi in palio e organizzazione dell’evento. E non a caso perché Nayla Hayek, possiede uno dei maggiori stud del Mondo. Una passione coltivata da oltre quarant’anni che la accomuna alla sua grande amica, Haya bint al-Husain, principessa di Giordania (consorte di Mohammed bin Rashid al Maktoum,, Principe del Dubay) e già presidente della Federazione equestre internazionale che abbandonò Rolex per scegliere Longines, che ha permesso a Nayla  di proporre il brand non solo in questo ambito esclusivo, ma anche di porre il marchio Longines, di cui fa parte Harry Winston, su tutte le principali manifestazioni mondiali dedicate al cavallo, dal Derby di Epsom agli internazionali di salto ostacoli.

Con 60 purosangue di linea egiziana, tra i più selezionati, non teme confronti. A Vermezzo ha presentato Hanaya Amirah che ha stravinto nella categoria giovani femmine. Una passione totalizzante questa per i purosangue arabi? <No, condivido questo amore con l’altra mia grande passione, il mio lavoro. che assorbe l’altra parte importante della mia vita. Anche se vorrei dedicare ai miei amati cavalli molto più tempo>.

Nayla, ha frequentato da sempre il mondo del cavallo, montando anche in concorso ippico con ottimi risultati. Un feeling speciale che oggi si traduce nell’amore e nella passione per questi purosangue dalla grande genealogia e morfologia. Immancabile pertanto l’intervento come sponsor a Vermezzo, dove oltre a gioielli esposti ha messo in palio oggetti di grandissimo valore. <Non c’è un cavallo più amato degli altri – ci dice -. Ma c’è un cavallo prediletto in ogni parte della vita>. <In famiglia – afferma – con una punta di rammarico, solo mia madre, purtroppo, condivide questa mia passione. Ho amato i cavalli già in giovane età. Quando ero piccola, lavoravo per potermi permettere l’acquisto di un pony. Poi sono diventata giudice internazionale per i purosangue arabi>, di cui, è il caso di aggiungere, ha una competenza assoluta. In scuderia ha oltre 60 purosangue tra maschi, femmine, fattrici e puledri. La sua attività di allevatrice di cavalli ed esperta di cavalli egiziani aiuta il gruppo a costruire e mantenere rapporti con il Medio Oriente che è la regione dove sono concentrati i maggiori allevamenti di cavalli purosangue arabi e di Straight Egyptian e dei loro facoltosi proprietari.

PARTE AL-THANI

Tra le scuderie partecipanti a questa edizione, quelle di Al Shaqab ed al Rayyan, Al Zobair Stud H.E. Sheikh Abdulla Bin Mohamed Ali Al-Thani, Hanaya Stud di Nayla Hayek, Dubai Stud H.E. Sheikh Mohammed Bin Rashid al Maktoum. Ma il mattatore di questi mondiali dedicati al purosangue arabo di linea egiziana, è stato H.E. Sheikh Hamad Bin Al Al-Thani, un grande appassionato di purosangue arabi che recentemente ha sponsorizzato durante il meeting dell’Arc de Triomhe a Parigi-Longchamp l’omonimo gran prix riservato ai purosangue arabi con una dotazione di 1 milione di euro.

A questa keremesse milanese il principe arabo che possiede in Qatar una scuderia di 1000 esemplari di questa razza, ha voluto rendere omaggio al più amato, il vincitore di innumerevoli show internazionali: Famad al Rayyan. Come Pegaso il mitico cavallo alato è sceso dal cielo chiamato dal principe suo mentore. Ma le sue ali non erano di piume ma della materia con cui sono fatte quelle del jet di Sheikh Abdulla Bin Mohamed Ali Al-Thani con cui è giunto direttamente dal Qatar. Famad al Rayyan è stato presentato a Vermezzo per l’ultima volta in uno show. Un omaggio di Al-Thani a questo cavallo oggi dodicenne, per dare significato al profondo legame che li unisce. Sheikh Abdulla Bin Mohamed Ali Al-Thani è il responsabile per la famiglia Al-Thani degli stud della Casa Reale del Qatar. Una ricchezza infinita ma una altrettanto modestia cosi come dev’essere per un principe. Grandioso, imponente nella sua maturità lo stallone, tenuto alla longe dallo stesso Al-Thani, si è più volte alzato sulle zampe posteriori a dimostrazione di potenza e bellezza di questo discendente diretto dei purosangue arabi di Maometto. Purosangue arabo o purosangue inglese? <Il primo è parte della nostra cultura, un simbolo>, afferma Al-Thani. <Il secondo è un cavallo che possiamo definire professionale per il tipo di impiego, le corse a cui viene destinato>. Lo sceicco ha vinto per due volte negli scorsi anni con la cavalla Treve, acquistata dalla trainer Criquette Head per 10 milioni di euro, il Gran Prix de l’Arc de Triomphe. <Ora è in allevamento in Francia e ha già prodotto due puledri che presto entreranno in pista. In Francia, ci siamo affidati per l’allenamento dei cavalli a nostro personale che opera su un totale, per ora, di 50 soggetti altamente selezionati>. L’Italia, in ogni caso è una delle nazioni predilette. Incredibile, ma vero, nei pressi di Bergamo, e in Toscana sono situati due allevamenti che ospitano gli amati purosangue arabi.

La manifestazione di Vermezzo, fa parte delle iniziative di Barbara Morali, che con l’omonima società è il primo operatore equestre italiano. Laurea in economia, dopo aver diretto il maneggio di famiglia ad Arenzano, ha fatto un salto di qualità acquisendo il Pala Jumping Show di Vermezzo, una imponente struttura unica a Milano che permette lo svolgimento di manifestazioni di grande prestigio internazionale.