UN DOCUMENTO ECCEZIONALE! Da S.A.B., l’Allevamento di Besnate : il parto di una cavalla di Psi. (video)

Santorre di Santarosa – Claudio Gobbi

Un grazie a Paolo Crespi per la pubblicazione di questo video eccezionale che documenta il parto di una cavalla di purosangue in questo che è uno dei principali allevamenti/stazione di monta italiano.

Lettera aperta alla ministra senatrice Teresa Bellanova.

Questo il link per iscriversi al comitato aderente a Italia Viva sul mondo ippico ede equestre https://www.italiaviva.it/chavaliermag

Gentilissima ministra Teresa Bellanova,

mi rendo conto che l’argomento può apparire banale. Questo Paese è quello di Ribot e del suo inventore Federico Tesio. Ma è anche un Paese che ha sempre demonizzato questo mondo.

Lei con mio grande dispiacere nn era a Fieracavalli 2019. Avrebbe avuto modo di constatare quanta passione animava i 168.000 appassionati di questa edizione.

Mi ha fatto molto piacere invece quando ha affermato di volere lo sviluppo del settore agricolo e zootecnico. E ho notato con piacere che uno dei suoi primi atti è stato la visita ai pastori sardi. A cui ha parlato con chiarezza.

Con altrettanta chiarezza le chiedo di prendere in considerazione un suo importante intervento in e sul settore. Perché i margini di sviluppo in termini economici sono assolutamente importanti come alcuni dati del settore a livello internazionale confermano.

Nel comparto cavallo da corsa le ultime aste Usa hanno fatturato in tre giorni cdi settembre circa 360 milioni di dollari. Complessivamente gli Stati Uniti il purosangue dovrebbe valere almeno 2 miliardi di dollari, tanto che uno stato, il Kentucky, regge la sua economia sulla produzione del cavallo da corsa. E ha come emblema il cavallo. In Irlanda il settore vale il 10% della produzione di questo paese.

Il nostro paese ha dato i natali a Federico Tesio, che come ho accennato è l’inventore di Ribot, e soprattutto di Nearco il purosangue che ha rivoluzionato la genetica e le corse nel mondo, tanto che il 90% dei purosangue del mondo discende in linea maschile da questo capostipite.

In Italia, invece una politica di espropriazione di troppi governi tra cui quello in cui il ministro dell’economia era Tremonti, ha ridotto questo settore alla fame. Mentre altri governi in cui il referente del Mipaaf era Martina si sono completamente disinteressati del comparto.

Ebbene, oggi siamo l’ultimo dei paesi ippici. Le nostre corse, il nostro allevamento sono ai margini del sistema. Basti pensare che la produzione è assolutamente minoritaria, con necessario ricorso a importazioni dall’Europa per quanto riguarda il cavallo da corsa e per quello da concorso ippico in cui la Germania grazie a una accorta politica di investimenti produce ogni anno circa 100:000 puledri che vanno ad ingrossare le fila di un parco cavalli importate è capace di esportare per una bilancia dei pagamenti in grande attivo. Non solo, ma le nostre strutture sono sanzionate dall’Ue, ma nessuno ci fa assolutamente caso. I nostri gran premi sono annualmente declassati dal comitato pattern internazionale, a cui dovrebbero partecipare i ministeriali, che ormai neppure ci vanno non si sa per menefreghismo, o per vergogna.

Di riforma neppure a parlarne, affossata in commissione agricoltura di cui era relatore Paolo Cova (Pd). Nel frattempo gli operatori, allevatori e proprietari non ricevono quanto vinto nelle corse da mesi. Una fantomatica task force costituita dal precedente ministro, è miseramente fallita.

Gentile ministra l’ippica ha bisogno di ripartire. Di dimostrare la sua grandezza. Il compito solo apparentemente é complesso, in realtà bastano per iniziare esclusivamente questi interventi.

* pagamento dei premi entro 10 gg come avviene in Francia

* ricerca tramite una qualificata agenzia di sponsor che coprano una cospicua parte del montepremi. Una operazione che solo qualche anno fa era possibile grazie all’intervento della famiglia reale saudita e fatto fallire da un funzionario del Mipaaf che snobbo il tentativo, tale Gatto.

* una struttura del calendario corse riportandolo alla fine degli anni sessanta. Ove oggi regna la confusione assoluta, riportare i gran premi alla loro originaria destinazione, quella di fare selezione e spettacolo e quindi pubblico e quindi gioco e quindi entrate per l’erario .

* contrattare con il comitato pattern internazionale (l’organismo che gestisce i calendari internazionali delle corse) la nostra presenza nello stesso, fornendo garanzie di solvibilità nella liquidazione delle spettanze ai vincitori d e i gran premi internazionali e in merito al l’adeguamento delle strutture ippiche italiane agli standard europei come richiesto e per cui siamo stati penalizzati da tempo senza che il Mipaaf vi abbia posto rimedio.

* defiscalizzazione per chi acquista cavalli nati e allevati in Italia secondo uno schema adottato dagli Stati Uniti in modo che venga rimesso in moto il circolo virtuoso dell’ingresso di nuovi proprietari e allevatori . Ovviamente ponendo recise clausole in modo da evitare azioni truffaldine.

Certo che Lei gentile ministro vorrà prende in considerazione queste mie note, spero vivamente che possa intervenire sul settore per restituirgli quello che merita.

Con ossequio

Claudio Gobbi

Giornalista professionista – cg.gobbi@gmail.com – telefono 338.6100949

Specifico inoltre che con alcuni amici abbiamo da poco costituito il comitato Ippica Equitazione aderente a Italia Viva

 

A Deauville la 4° edizione della giornata di riconversione dei cavalli da corsa organizzata da Au-Delà des Pistes (tutte le foto).

di Santorre di Santarosa

Les photos jointes sont sous le copyright : Zuzanna Lupa Photography.

Texte en français

Samedi s’est déroulée la 4ème édition de la Journée de la Reconversion des Chevaux de Course sur l’hippodrome de Deauville. Sponsorisée par Al Shaqab Racing et l’Association Française des Courtiers, cette journée était organisée par l’association Au-Delà Des Pistes, en partenariat avec France Galop.

L’émotion a d’emblée été au rendez-vous lors de la Parade des Champions qui ouvrait les festivités. Outre les fans qui étaient venus nombreux admirer leurs anciens champions AFRICAN STORY et PRINCE BISHOP, vainqueurs de la Dubaï World Cup en 2014 et 2015 pour la casaque Godolphin, KASBAH BLISS, lauréat du Qatar Prix du Cadran en 2011 ainsi que bien d’autres Groupes aussi bien en plat qu’en obstacle, MARCHAND D’OR, le « roi de Deauville » sous l’entraînement de Freddy Head pour s’être imposé dans les LARC Prix Maurice de Gheest 2006-2007-2008, ou encore CIRRUS DES AIGLES, qui n’est plus à présenter de par son palmarès mondial, il était émouvant de voir François Rohaut et Stéphane Pasquier venir flatter au rond de présentation SIGNS OF BLESSING, leur ancien protégé lauréat du LARC Prix Maurice de Gheest 2016, tout juste réformé en Juillet 2019 aux bons soins de l’Ecurie DH. Ou encore, de voir Maxime Guyon se hâtant d’accueillir SOLOW, lauréat de la Dubaï Turf en 2015 pour la casaque Wertheimer & Frère, à sa sortie du rond.

Par la suite, se sont enchaînées diverses de démonstration de Dressage et de Sauts d’Obstacles sous l’élégance de Clara Loiseau, cavalière internationale de Concours Complet, et de sa jument ULTRAMAILLE, mais aussi de Horse-Ball avec les chevaux de l’équipe du Haras de Boscherville, dirigé par Gildas Mabilais en Normandie.

Trois visites du public aux chevaux reconvertis ont également été conduites par l’équipe d’Au-Delà Des Pistes au cours desquelles pas moins de 80 néophytes et aguerris sont parties à la rencontre de ces athlètes et de leur histoire.

Aliette Forien, Présidente de l’association Au-Delà Des Pistes a déclaré : « Cette quatrième édition a tenu toutes ses promesses. Nous avons d’excellentes démonstrations qui ont permis, une fois de plus, de démontrer le potentiel infini des chevaux de course à être reconvertis dans tous types de disciplines. Il est également intéressant de voir, à travers les visites aux boxes que nous organisons, que beaucoup de personnes, néophytes ou non, sont agréablement surprises de voir le devenir de ces chevaux. Qu’ils aient excellés ou non sur les hippodromes. Ils sont heureux de comprendre que quelque chose est mis en place, ou du moins possible, pour les chevaux de course arrivant aux termes de leur carrière. Certains ont commencé à venir aux courses suite à la première journée de la reconversion que nous avons organisé il y a 3 ans. C’est très encourageant pour notre filière. Nous remercions chaleureusement toutes personnes impliquées qui ont contribué une fois de plus à la réussite de cet évènement.»

Testo italiano

Sabato scorso ha visto la 4a edizione del Race Horses Reconversion Day sull’ippodromo di Deauville. Sponsorizzato da Al Shaqab Racing e dalla French Brokers Association, questa giornata è stata organizzata dall’associazione Au-Delà Des Pistes, in collaborazione con France Galop.

L’emozione è stata forte durante la Parade of Champions che ha aperto i festeggiamenti. Oltre ai numerosi fan che sono venuti ad ammirare i loro ex campioni AFRICAN STORY e PRINCE BISHOP, vincitori dei Mondiali di Dubai nel 2014 e 2015 per la giubba di Godolphin, KASBAH BLISS, vincitore del Qatar Cadran Award nel 2011 e molti altri gruppi sia in piano sia in ostacoli, MARCHAND D’OR, il “re di Deauville” che con il trainer Freddy Head si è imposto nel Prix Maurice de Gheest 2006-2007-2008, o ancora CIRRUS DES EAGLES, è stato commovente vedere François Rohaut e Stéphane Pasquier alla presentazione di SIGNS OF BLESSING, il loro ex vincitore del Prix Maurice de Gheest 2016, appena riformato nel Luglio 2019. Oppure, vedere Maxime Guyon affrettarsi ad accogliere SOLOW, vincitore del Dubai Turf nel 2015 per la giubba di Wertheimer & Frère, quando è uscito dal round.

Successivamente, varie dimostrazioni di Dressage e Jumping si sono svolte con  Clara Loiseau, amazzone di completo e della sua cavalla ULTRAMAILLE, ma anche di Horse-Ball con i cavalli del team di Haras de Boscherville, guidato da Gildas Mabilais in Normandia.

Tre visite del pubblico ai cavalli riconvertiti sono state condotte anche dal team di Au-Delà Des Pistes durante il quale non meno di 80 neofiti e altri appassionati sono andati a incontrare questi atleti e la loro storia.

Aliette Forien, presidente dell’Associazione Au-Delà Des Pistes, ha dichiarato: “Questa quarta edizione ha mantenuto tutte le sue promesse. Abbiamo eccellenti esempi che hanno dimostrato ancora una volta il potenziale infinito dei cavalli da corsa da convertire in tutti i tipi di discipline. È anche interessante vedere, attraverso le visite ai box che organizziamo, che molte persone, neofite o meno, sono piacevolmente sorprese nel vedere il futuro di questi cavalli. Che abbiano corso all grande o meno in pista. Sono felici di capire che qualcosa è stato messo in atto, o almeno possibile, per i cavalli da corsa che arrivano alla fine della loro carriera. Alcuni hanno iniziato a partecipare alle gare dopo il primo giorno di riconversione che abbiamo organizzato 3 anni fa. Questo è molto incoraggiante per il nostro settore. Ringraziamo vivamente tutte le persone coinvolte che hanno nuovamente contribuito al successo di questo evento. “

Merano🏇A cavallo la più bella vacanza della mia vita. Parte 1-l’arrivo.

Manifesto sullo stile di Franz Lenhart

Nell’immagine qui sopra il bellissimo manifesto simbolo del “Merano” 2018 che ci è piaciuto inserire per quel senso di sportività ed eleganza che rappresenta.

di Claudio Gobbi

Vi racconto una storia. È quella della vacanza più bella della mia vita. L’ho trovata grazie a mia mamma quasi per caso sul cammino che da quando avevo vent’anni ho percorso fino a questi quasi settanta. E naturalmente c’è un altro protagonista, un cavallo di cui poi vi dirò.

Cominciò a tutto in una camera d’ospedale. Forse il San Carlo di Milano. Ma nn ne sono certo. Mia mamma era ricoverata per un intervento. Accanto al suo letto di degenza c’era un’altra donna, un po’ grossa se ricordo. Era la moglie di uno dei maggiori fantini d’ostacoli del tempo (siamo nel 1970). Si chiamava Nello Coccia, pluri-vincitore di Gran primo di Merano. Uno che i cavalli in lavoro alla mattina li teneva di forza con due braccia muscolose grosse così.

Grazie ai buoni uffici di questa signora venni segnalato e mi presero per il corso gentleman in ostacoli che ogni anno si teneva a Merano. Mica una roberta così! Ma un impegno pesante e fatto di sacrificio.

Credo arrivai alla stazioncina di  Maia Bassa che pareva uscita da un vecchio film, in treno dopo aver cambiato a Bolzano. In tasca avevo un piccolo gruzzolo, mi pare 150 mila lire che dovevano bastarmi, anzi me ne dovevano avanzare, per tutto quel mese di agosto. Ero entusiasta e un po timoroso. Mi ero portato tutto il completo: stivali anche se erano da equitazione e non da corsa, i miei pantaloni di fustagno marroni (fantastici), una frusta che proveniva direttamente dal sellaio Pariani, quello di via Capecelatro dove per lustrarmi gli occhi e annusare quel buon odore di cuoio, ogni tanto facevo delle capatine.

Del mio abbigliamento ricordo solo un impermeabile blu, e un paio di scarpe. Erano delle Barrow bordeaux. Il particolare mi è rimasto impresso perché uno dei “gemelli”, come venivano identificati da tutti gli altri che frequentavano quel corso e che evidentemente li conoscevano bene, le notarono e mi chiesero se fossero originali certo che lo erano! Avevano, come si usava allora, la punta bombata ed erano l’ultima moda ed io ho sempre avuto un debole per le scarpe.

Di quel gruppo eravamo in tre, diciamo fuori dal coro. Io figlio di un pompiere neppure ufficiale e sessantottino, Andrea Donati, un ebreo e come tale sempre ai margini non si sa se per sua volontà o per volontà altrui, e Giorgio Bergamaschi, che già allora si faceva notare per indipendenza e una sana stravaganza da dandi, che ha mantenuto tutt’ora. Tutti e tre diversi, non omologabili. A fronte di un gruppo che comprendeva nobili e alto borghesi tra cui Annibale Brivio, i due Bossi, di cui uno sarebbe poi entrato nella squadra olimpica di completo, Claudio Belgrano, il povero Claudio Belgrano, scomparso appena cinquantenne. Marco Rocca, non un nome qualsiasi ma il rampollo di una illustre famiglia milanese che ho davanti agli occhi quando arrivò a Borgo Andreina direttamente da Milano, sulla sua BmW, quella con il doppio sellino.

Non ricordo se vi furono delle presentazioni tra il gruppo degli allievi, e l’istruttore.

Bering Reconversion Stable, la nuova struttura di riconversione integrata dei purosangue che escono dalle piste in altre discipline equestri.

di Santorre di Santarosa

Così si fa grande equitazione e grande ippica con i purosangue, come dimostra Au-Dela des Pistes,

Visuel Pubilcation Ecuries Bering

Nella foto sopra la titolare del centro Reconversion di Béring, Julie Le Dortz e il marchio del centro ippico.

Ecco una nuova struttura di riconversione all’interno della rete di qualità Beyond Runways: sono le scuderie di Reconversion di Béring che si trovano a una trentina di chilometri da Rennes.

Dinamica, appassionata e riflessiva, Julie Le Dortz gestisce questa struttura che ha creato nel gennaio 2019. Cullata dalla passione per la famiglia da sempre, è anche una amazzone appassionata sin da piccola. Quindi combina una visione globale dei due mondi, quello ippico e quello equestre che entrano in gioco nella riconversione dei cavalli da corsa.

Grazie a strutture moderne composte da quindici box, i cavalli qui ricoverati hanno diritto a un notevole comfort: paddock, percorsi pedonali, carriera e corsa.

La riconversione inizia con una fase di adattamento, frequenti uscite in mano e molte manipolazioni per abituare il riformato alla loro nuova vita di cavallo da sella. È allora che i cavalli iniziano a lavorare. Prima in libertà, poi sotto la sella. Saranno orientati verso la disciplina che meglio si adatta a loro tra salto, allenamento, resistenza, o anche etologia. I mercati sono vasti.

Sottolinea che la cura dei cavalli durante la loro carriera da corsa si fa sentire durante la conversione e accelera innegabilmente il processo. È per questo che ha scelto di lavorare con diversi allenatori o proprietari fidati come Julien Morel che ha recentemente collocato un 3 anni purosangue a Les Ecuries Bering. Che ha trovato una nuova casa nei pochi giorni successivi alla sua riforma.
E’ così che un buon cavallo con una rapida riconversione ha trovato un proprietario felice!

Per la cronaca, il nome di Stable Bering Reconversion, non è una coincidenza ed è ben collegato allo stallone BERING. In particolare uno dei suoi prodotti, PRINCE BERING, che è stato il primo cavallo riformato dal team e ora la mascotte del posto!

Per contattare Bering Reconversion Stable: contact@ecuriesbering.com / 07 87 39 97 21 / http://www.ecuriebering.com

Scuderie De Montel🏇Ultimo atto. Il comune ne farà le terme di Milano. Malgrado gli appelli per farne un santuario ippico. Inascoltati.

 

Nn è bastato il progetto elaborato dagli studenti del Liceo Leopardi di Milano che ha poi vinto il TROFEO DEL PAESAGGIO DEL FAI. Nn è bastato che il progetto sia entrato alla grande nei LUOGHI DEL CUORE dello stesso Fai e destinatario di un finanziamento. Il Comune di Milano, l’assessore Maran, non hanno degnato di una lettera di encomio i ragazzi dell’istituto. Ha prevalso la paura di mettere in discussione un bando che non aveva ragione di essere. Erano 10 anni che ci provavano. Ci sono riusciti.

Redazione JJcdiH

In totale dispregio alla storia della città di una borghesia operosa che aveva eletto l’ippodromo di di San Siro e le scuderie De Montel, a luogo simbolo della milanseità e dell’ippica internazionale, il Comune di Milano ha assegnato il bando per la loro ricostruzione a una società che vi farà le terme della Milano.

Totale la mancanza di Memoria storica di un patrimonio architettonico, di cosa è stata l’ippica nazionale che ha avuto nel nobile Giuseppe De Montel uno degli artefici DELL’IPPICA italiana nel mondo.

Questo il link dove visualizzate chi ha vinto il progetto.

https://www.c40reinventingcities.org/it/sites/scuderie-de-montel-1302.html

 

Gian Marco Centinaio informati. Così il cavallo aiuta che è affetto da autismo

In un video di #GabriellaIncisdiCamerana una grande dimostrazione dei benefici che apporta il rapporto con il cavallo anche bambini affetti da autismo.

https://youtu.be/cHKYoQUmz2o

Equitazione nelle scuole🏇Orlandi e Fise lombarda all’avanguardia. Parte il progetto Equiponiamo.

Il servizio di Claudio Gobbi di oggi 19 maggio su Liberoquotidiano. Apertura di pagina 39.

IL TESTO COMPLETO

È certo che in periodo elettorale cialtroni di tutti i colori usano promettere di tutto e di più. Salvo poi, una volta eletti, disattendere i giuramenti solenni fatti da palchi e tv. Ebbene c’è un signore che le promesse le ha fatte e ora sta mettendo in campo i progetti per le loro realizzazioni. Il signore in questione è il Cavalier Vittorio Orlandi, olimpionico a Monaco di salto ostacoli, titolare del maneggio di Castellazzo a Bollate in provincia di Milano, che a ottobre dello scorso anno è stato eletto presidente della Fise Lombarda, con un programma ambizioso tra cui quello di portare l’equitazione, da sempre considerata uno sport d’élite, nelle scuole della Lombardia della prima infanzia e primaria <in modo da coprire un bacino di utenza – come dice a Liberoquotidiano – di circa 700.000 potenziali cavalieri e amazzoni, a cui si aggiungono altri 3000 ragazzi che frequentano gli oratori>.

Un progetto fortemente voluto da questa presidenza, in prima persona da Vittorio Orlandi che già nel passato è stato l’artefice di una iniziativa che ha rivoluzionato l’equitazione italiana con il lancio dei Pony Club Fiorello Italia: il modo per avvicinare i giovani e giovanissimi all’equitazione e che ha avuto uno sviluppo straordinario tanto che oggi in ogni maneggio c’è di una sezione dedicata. Nella consapevolezza che montare a cavallo per i ragazzi e i bambini è uno strumento per “accompagnarli verso una indipendenza fisica ed emotiva” come recita la proposizione del progetto.

<Gli obiettivi dell’iniziativa che abbiamo chiamato Equiponiamo – specifica Vittorio Orlandi – sono di varia natura. E attengono dall’ambito scientifico, etologico, culturale, artistico, al sociale e ambientale>. Lo scorso mese il progetto ha iniziato la sua corsa. É stato elaborato da una equipe della Federazione Lombarda, con la supervisione dello stesso Orlandi con le scuole di equitazione della Lombardia, e con l’Ufficio scolastico per la Lombardia. Lunedì 8 aprile ha effettuato la sua prima uscita pubblica presso la scuola/asilo Anderson di Senago.

<Alla Anderson – specifica Orlandi che ha partecipato e supervisionato personalmente la giornata – sono stati coinvolti tutti e 70 gli allievi che frequentano l’istituto. Come da progetto, questa “visita” era il primo di tre step previsti in cui agli allievi e agli educatori/insegnanti sono stati e illustrate finalità e metodica dell’iniziativa che poi si è sviluppata con il “battesimo della sella” sotto la guida di istruttori e personale Fise Lombardia. Progetto Equiponiamo successivamente prevede un secondo step a cui parteciperanno anche i genitori e della durata di tre ore. Dove i ragazzi potranno cimentarsi nelle attività di scuderia.

<Dopo questo secondo step – prosegue Orlandi -, e sempre presso il centro ippico scelto dalla Fise Lombardia per la vicinanza alla scuola aderente all’iniziativa, avverrà un terzo incontro la domenica successiva in cui sarà chiesto ai genitori di partecipare alle attività proposte insieme ai loro ragazzi. La Fise Lombarda ha attivato una copertura assicurativa speciale e rilascerà la Patente Prova il Pony che sarà valida per tutti gli allievi>.

Successivamente i genitori potranno scegliere se avviare o meno i loro ragazzi all’equitazione, facendo diventare questi primi momenti, uno sport vero e proprio. La Fise Lombarda, al termine dei tre incontri effettuerà scuola per scuola una verifica sia quantitativa relativa al numero di allievi che sono stati interessati al momento formativo equestre, sia qualitativa rispetto al grado di apprendimento e gradimento da parte degli allievi stessi e degli insegnanti. A tale scopo verrà consegnato un semplice questionario di gradimento sia ai docenti sia ai ragazzi con la richiesta a questi ultimi di raccontare la loro esperienza attraverso uno o più disegni

Abbiamo chiesto a Vittorio Orlandi se è soddisfatto di quanto è stato fatto. <La mia gioia più grande è stata quella di aver visto tanti, tanti bambini felici. Sapere che questo processo avrà un seguito perché ogni anno ci sarà un ricambio generazionale, e che questa passione che stiamo alimentando in tanti ragazzi durerà tutta la vita>. Il Comitato Lombardo, inoltre sta elaborando una serie di testi da mettere a disposizione di insegnanti e allievi che illustrano le finalità dell’iniziativa e di utilità per gli allievi e gli insegnanti delle scuole che parteciperanno agli step.

All’iniziativa a tutto aprile 2019, hanno aderito già 130 scuole su un Totale di 5000 istituti bombardi, con solo 1 mese e mezzo di promozione. Per questi primi momenti di equitazione non è necessario un particolare abbigliamento, tipico di chi monta a cavallo e che verrà adottato in un momento successivo quando i giovani e giovanissimi sceglieranno questo sport. Basteranno pantaloni lunghi, stivaletti con suola di cuoio e un cap messo a disposizione dal centro ippico.

Considerazioni sulle dimissioni di Roberto Mazzuccato dalla Task Force

Nella foto Gian Marco Centinaio (al centro) durante la conferenza stampa a Fieracavalli 2018

di Claudio Gobbi

“Non sto qui a scaldare la sedia”.

“Non sto qui a scaldare la sedia”. Con queste parole Roberto Mazzuccato se ne è subito andato. E subito guarda caso è stato sostituito con Alessandro Viani. Al di la della persona, è risultato a tutti evidente che i “ministeriali” non potevano permettersi di fronte al ministro di dichiarare fallita la Task Force. Ma la task Force è fallita nei fatti, dal momento che l’ippica Italiana non è in grado di aspettare un altro anno per un suo radicale cambiamento.

Senza nulla togliere alla competenza e alla considerazione di persone perbene delle persone che stanno facendo parte della Task Force voluta dal ministro GianMarcoCentinaio, è necessario dire che tranne Roberto Mazzuccato che mai ha ricoperto cariche pubbliche, sono stati inseriti personaggi che da sempre fanno parte del mondo ippico.

Costoro come altri, sono coloro che hanno portato negli anni al fallimento il settore. Pertanto è difficile comprende la scelta del ministro nell’inserimento di queste persone in un organismo che avrebbe dovuto essere risolutivo delle problematiche del settore.

In realtà da un lato costoro, non hanno più nulla da dare, ammesso che nel passato abbiano prodotto qualche cosa di buono. Dall’altro il signor Ministro, pare che con questa operazione si sia levato di torno un problema, quello ippico, che evidentemente non porta ne lustro ne voti.

Eppoi. GianMarcoCentinaio, doveva fare solo poche cose:

  1. Accelerare i pagamenti riorganizzando tutto il sistema, magari prendendo come consulente un analista di sistemi. In modo che gli operatori ricevessero i pagamenti nel tempo di 10 gg come avviene in Francia (e non si dice che bisogna passare al vaglio dell’anti mafia, perché la mafia c’è anche in Francia ma i pagamenti avvengono celermente).
  2. Liberalizzare le sponsorizzazioni. Senza vincili ministeriali per cifre sopra i 10.000 euro (anche in questo caso, vale il discorso sul relativo all’ anti mafia di cui sopra).
  3. Proporre un bando tv che sia realmente accessibile alle grandi tv generaliste, in modo da essere un vero veicolo per lo sviluppo dell’ippica.
  4. Ripristinare il calendario corse pre anni ’70, epoca in cui purtroppo l’ippica italiana ha cominciato il suo declino con lo scellerato patto tra proprietari e sindacati.

Ma non le ha fatte

Con Alessandra Deerinck per un nuovo rapporto con i cavalli. Ecco i suoi corsi in Italia.

Redazione JJcdiH

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