Il movimento ippico Usa per il sostegno al settore. Keeneland contro il CORONAVIRUS

Donazioni e aiuti a istituti di beneficenza per contrastare la pandemia

Redazione

Siamo lieti di annunciare l’aggiunta di Nourish the Backstretch, alimentata da Keeneland, Nourish Lexington e Blue Grass Farms Charities, che forniranno pasti e alimentari settimanali ai lavoratori stabili presso Keeneland e The Thoroughbred Center. I ricavi delle scommesse poste attraverso Keeneland Select, l’ADW online di Keeneland, durante maggio saranno donati per Nourish the Backstretch.

” Keeneland è per sempre grato agli eroi in prima linea del settore, agli uomini e donne sul retro che ogni giorno sono là fuori a prendersi cura dei cavalli,” ha detto il presidente Keeneland e CEO Bill Thomason. ” Riconosciamo e apprezziamo il vostro impegno e dedizione, e ci impegniamo a sostenervi in questo periodo impegnativo in cui le risorse sono scarse. Siete vitali per questo settore e una parte importante della famiglia Keeneland.”

Nourish the Backstretch è un’ulteriore estensione di Nourish Lexington, un’iniziativa Keeneland co-fondata con Visit LEX, FoodChain e altri partner della comunità ad aprile. Nourish Lexington fornisce pasti gratuiti cinque giorni a settimana a chiunque sia nella comunità Lexington colpito dalla crisi COVID-19 Più di 22,000 pasti sono stati distribuiti nel primo mese di operazione.

Leggi la storia completa qui → https://bit.ly/2W798HC

Princequillo, il fondatore dell’ippica americana. Di Paolo Allegri

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Paolo Allegri

Con Man o’ War è il fondatore dell’allevamento del purosangue in Usa. Il principale continuatore di St Simon

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Princequillo, un baio nato nel 1940, per quella linea originata da Persimmon e che si sviluppa sulla coordinata Prince Palatine – Rose Prince – Prince Rose, ha rappresentato un punto di forza dello stud statunitense, una vera e propria colonna per l’equilibrio meraviglioso del suo pedigree e una eccezionale resa in razza. Princequillo è il capolavoro di Prince Rose, associato nella linea femminile a forti contributi di Papyrus, grande padre di fattrici, Gallinule – il padre di Pretty Polly – e Minoru. Nato in Inghilterra, trasferito negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, il nipote di Papyrus esordisce in una corsa a reclamare, ma ben presto denota la sua grande tenuta e sfiora il record sui 2800 in 2’56” e 1/5, poi percorre i 2600 in 2’43”. Nel modello ricordava suo padre Prince Rose, ma con proporzioni più ridotte, spalla ampia e poderosa e un posteriore muscolatissimo. In pista i suoi successi più importanti furono la Jockey Club Gold Cup e il Saratoga Handicap. Se in Europa la dinastia dei principi si affermava con Prince Chevalier (padre del laureato del Derby di Epsom Artic Prince) e Prince Bio (genitore di due vincitori di Derby francese come Sicambre e Le Petit Prince, di un laureato di Paris come Northern Light, del derbywinner italiano Sedan e di Prince Taj, da cui Prince Tady, vincitore del nostro Gran Criterium), negli Stati Uniti Princequillo produceva nel giro di alcune stagioni vincitori di 1703 corse per oltre 13 milioni di dollari. Tra i suoi migliori eredi svetta Round Table. Allevato dalla Claiborne Farm nel Kentucky, questo baio nato nel 1954 è stato un grande corridore  che ha saputo unire una straordinaria velocità a un mix tra la classe e la tempra di lottatore. Ha corso da due a cinque anni vincendo quarantatre volte su sessantasei sortite. Con un totale di 1.749.869 dollari, Round Table è uno dei maggiori vincitori di sempre negli Stati Uniti. I figli di Princequillo risultano solidi, consistenti, tenaci, già ottimi a due anni e resistenti a tre e a quattro. I migliori soggetti provengono da giumente discendenti da Nearco. Con la linea di The Tetrarch, che apportava precocità e speed, Princequillo ha dato Prince John, autore di una splendida campagna americana a due anni, vincitore delle Garden State Stakes, delle Remsen e delle Sanford, secondo nel Washington Park Futurity. Con la linea di Mahmoud ( vincitore del Derby di Epsom e genitore della seconda madre di Northern Dancer), Princequillo ha dato Misty Flight, campionessa a tre anni, Misty Morn (Monmouth Oaks) e Pèrizade. Con la linea di Man O’War ha generato Blue Prince che a sua volta ha dato Prince Tenderfoot.

Questa ecletticità di Princequillo, questo sposarsi bene con linee di sangue diverse, è frutto anche di un grande quadro genealogico nel quale spiccano la presenza del vincitore del Derby di Epsom 1923 Papyrus, nipote di Rock Sand, laureato della Triplice Corona inglese del 1903 e genitore della madre di Man O’War.  Princequillo in razza ha rappresentato la realizzazione del sogno americano, un formidabile razzatore sia come padre di maschi grandi in corsa e ottimi stalloni, sia come fantastico padre di fattrici. Le figlie di Princequillo sono grandi madri, spesso generano crack assoluti come Secretariat (la madre è Somethingroyal) o campioni affascinanti e amatissimi come Mill Reef (Milan Mill la genitrice). Questo viaggio nel grande allevamento americano ci ha portato sulle tracce di linee di sangue superbe, campioni assoluti che in epoche diverse hanno alimentato il sogno di produrre un crack, il galoppatore capace di passare di vittoria in vittoria e accendere la fantasia della gente. E realizzare un prodigio: perfino prendere il cuore di un Hemingway o di un Bukowski in quella meraviglia della vita tra le corse, i cavalli, gli ippodromi, le bevute, le donne e uno strepitoso materiale letterario.

 

#Schiavolin giù le mani da #Grizzetti

nella foto un momento di una corsa in Inghilterra. Si noti la giubba da corsa di SMR la Regina.

Claudio Gobbi

In un momento straordinario e gravissimo per il Paese Snaitech guidata dall’ineffabile #Schiavilin mette in mezzo a una strada uno dei maggiori trainer del galoppo nazionale. Una vera e propria vergogna.

https://coordinamentosansiro.it/

Allez France vs Dahlia: un duello infinito. Ce lo racconta Paolo Allegri (video vittoria Allez France Arc 1974).

Nella foto di apertura. A sx Allez F5ance con St Martin, a dx Dahlia con Piggot

di Paolo Allegri

A sx Allez France, a dx Dahlia

Grandi femmine del galoppo mondiale raccontate da Paolo Allegri in esclusiva per Chavalier.net

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Qui sopra il francobollo commemorativo che la Francia ha voluto dedicare alla campionessa di Daniel Wildenstein.

Il video della vittoria di Allez France nell’Arc del 1974

Sportivamente il 1974 è l’anno dei mondiali tedeschi di calcio con la Germania che batte in finale l’Olanda per 2 a 1 in un’edizione dei campionati del mondo che segna nel calcio la ‘rivoluzione’ dei tulipani con il calcio totale. Ma anche l’ippica in quell’anno vive momenti di grandi imprese, soprattutto sui palcoscenici più prestigiosi, quello di Ascot per le King George, in luglio, e tra le quinte rosseggianti del Bois nell’autunno del parigino Arc. Quel 1974 è segnato dal dominio di due grandi femmine, Dahlia e Allez France.

Con un punto di contatto, entrambe nate in America. La saura Dahlia, figlia del laureato dell’Arc Vaguely Noble, a tre anni aveva vinto il St. Alary, le Oaks irlandesi su Mysterious (da Crepello) e le King George di Ascot su Rheingold e Our Mirage. La sua stagione 1973 si era conclusa con una trasferta negli States dove aveva dominato il D.C. International di Washington, allora un mondiale di fine annata. La baia Allez France, allevata dal Bieber-Jacobs Stable e di proprietà di Daniel Wildenstein, era nata nella porpora, essendo erede del crack Sea Bird, laureato di Derby di Epsom e di Arc e della campionessa americana Priceless Gem, una che in carriera aveva sconfitto uno dei più grandi galoppatori statunitensi di sempre, Buckpasser. Nella campagna giovanile e nel circuito classico dei tre anni, affidata in training ad Albert Klimscha, aveva centrato diverse prove élitarie: il Criterium de Pouliches, la Poule d’essai, il Prix de Diane, il Prix Vermeille, finendo seconda nell’Arc 1973. Nelle lunghe serate invernali del 1974, gli appassionati già pregustando le grandi sfide nei templi di Ascot e Longchamp, si dividevano tra Dahlia, che dopo il trionfo americano sarebbe tornata in Europa, e Allez France, che nel frattempo aveva cambiato allenatore, passando in training ad Angel Penna. Le due campionesse a tre anni si erano affrontate due volte, sempre con esito favorevole ad Allez France: in primavera nella Poule d’Essai des pouliches, con Dahlia terza, e in giugno nel Prix de Diane, con le due regine del galoppo mondiale prima e seconda di quel mondano appuntamento a Chantilly. In sella alle due eroine di quella stagione di mezzo dei Settanta, c’erano due jockey di formidabile talento e longevità: Lester Piggott su Dahlia, mentre Yves Saint Martin era l’interprete di Allez France. Un fattore che aggiungeva ulteriore paprika ad una sfida di per sé già appassionante tra due meravigliose cavalle da corsa. Dahlia, tornata dalla trasferta americana, stentava a ritrovare la forma. Così Allez France ebbe vita facile nelle prime prove primaverili del 1974, vincendo l’Harcourt sui 2000 (Dahlia si classificò quarta) e bissando nel Ganay sui 2100, con Dahlia quinta. In estate la figlia di Vaguely Noble ritrovò i suoi motivi migliori e Allez France la evitò, con Angel Penna che aveva segnato sul calendario nella prima domenica di ottobre, quella dell’Arc, l’appuntamento da non perdere.  Così Dahlia passò di vittoria in vittoria, dal Grand Prix de St. Cloud alla Benson and Hedges Gold Cup di York, riportata con superiorità assoluta. La saura nata nel 1970 da quel Vaguely Noble che aveva riportato in auge la linea di Hyperion e di suo figlio Aureole, tentò anche le King George e le vinse in maniera travolgente su Highclere.

In preparazione alla grande corsa di ottobre al Bois de Boulogne, le due finalmente si incontrarono di nuovo nel Vermeille e vinse ancora Allez France, proiettata verso l’Arc. Quando la prediletta di quel grande e colto turfman di nome Daniel Wildenstein sembrava avviata verso un facile trionfo, ecco il colpo di scena: il suo fantino, l’amatissimo da tutti i francesi Yves St. Martin, genio tattico e straordinaria capacità di concentrazione, al venerdì cadde in corsa, senza gravi conseguenze ma con qualche acciacco. Così la domenica, quel jockey formidabile con gli antidolorifici, montò solo la regale figlia di Sea Bird. La retta fu particolare, con Allez France in fuga anticipata, quasi scappando di mano al suo interprete che non poteva comandarla al meglio. Ma c’era una Nazione intera, che alla vigilia l’aveva appoggiata con un ticket al PMU, a spingere una campionessa che con la sua classe immensa centrò l’obiettivo, acclamata dalla folla al rientro così come si fa con le Regine che rubano il cuore e l’anima perché hanno in un fascino irresistibile il proprio segno distintivo. Allez France e Dahlia, le straordinarie protagoniste di una stagione irripetibile, quel 1974 del galoppo dominato dalle femmine.

 

Gay Lussac vs Tierceron. Cieffedi contro Dormello. Il grande Derby del ’71.

Nella foto di apertura il dormelliano Tierceron a sx e Gay Lussac a dx. Qui sotto le genealogie di Gay Lussac as e Tierceron a dx

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di Paolo Allegri

Un nuovo racconto dell’impareggiabile Paolo Allegri ci racconta di una sfida storica tra due grandi cavalli e tra due grandi scuderie. Purtroppo Gay Lussac e Tierceron in razza furono nulli

Nell’autunno del 1970 la stagione italiana del galoppo rivela tra i puledri un soggetto di eccezionale slancio e dallo scatto irresistibile, Gay Lussac, imbattuto in 4 corse disputate. Allevato da casa Barbieri, questo sauro che veste la giubba della Cieffedì viene portato da Dettori al successo nel Criterium Nazionale. Quindi la replica, in un contesto importante, come quello internazionale del Gran Criterium dove il due anni da Fabergé II batte un ottimo rappresentante americano, French Pilot. Il capofila giovanile con il passaggio d’età confermò talento e un’acquisita maturità tecnica, atletica e mentale. Nel Premio Emanuele Filiberto, il passaporto verso la grande primavera romana, ne confermò qualità rafforzando le ambizioni e la convinzione nel team. In aprile il dormelliano Tierceron aveva vinto in stile importante a San Siro il Trivulzio, meritandosi dunque il titolo di sfidante di Gay Lussac nel Derby. Sul miglio e mezzo delle Capannelle si sarebbe assistito ad una corsa di cui tra appassionati e addetti ai lavori si discuteva fin dall’inverno,

il Nastro Azzurro. La sfida tra il beniamino della folla (Tierceron) e il favorito dei tecnici (Gay Lussac) fu esaltante, tanto che quell’edizione del 1972 del Derby italiano del galoppo rimane una delle più belle. Tierceron, vestito del biancorosso con croce di Sant’Andrea di Dormello, era un atleta dal passo poderoso ma senza cambio di marcia; disputò una corsa coraggiosa tutta in avanti, mentre le mani di velluto di Sergio Fancera avevano optato per un’interpretazione all’attesa di Gay Lussac. Proprio nel tratto conclusivo passò definitivamente Gay Lussac, per la gioia di Fancera e dell’avvocato Carlo D’Alessio. Aveva prevalso lo spunto folgorante che quel sauro ben costruito aveva ereditato da Nasrullah, il faro della carta genealogica di questo derbywinner. Che tentò anche, nella visione mercuriana dell’Avvocato, le King George di Ascot vinte da Brigadier Gerard. Gay Lussac chiuse al quinto posto, correndo con onore. Il padre di Gay Lussac era Fabergè che fu secondo nelle Ghinee e in razza diede Rheingold, vincitore di Arc e secondo del Derby di Epsom 1972, sconfitto da una magia di Lester Piggott. Fabergè era figlio di Princely Gift, che fu secondo nelle July ed è il padre di Floribunda (famiglia di ottimi performer  italiani come Veio, Donato Bramante e, attraverso Furibondo, Ovac, miglior cavallo in Italia nel 1976 sulle distanze dai 1000 ai 1600 metri). La particolarità del pedigree di Gay Lussac è un tre per tre su Nasrullah attraverso Red God, il padre della madre.
IL FONDAMENTALE RAMO DI NASRULLAH – Quello di Nasrullah tra i continuatori di Nearco è un ramo fondamentale nella selezione dei grandi campioni del galoppo mondiale. Nasrullah, che vinse le Champion, è un figlio di Nearco con una sezione materna di alto profilo che ha come terminale la madre Mumtaz Begum, griffe Afa Khan. Si tratta di una Blenheim che aveva come madre quella Mumtaz Mahal che in quanto erede di The Tetrarch, uno dei migliori due anni di sempre, apporta alla linea brillantezza, costante di tutti i consanguinei e arrivata fino a Gay Lussac e quel formidabile spunto nel finale del Derby 1972.  La famiglia di Nasrullah è una delle più influenti della storia del turf. E’ il padre di Musidora (Ghinee e Oaks), Belle of All (Ghinee), Nearula (Ghinee, St, James e Champion), Zucchero (stayer laureato di Coronation Cup), e tantissimi altri tra i quali qui citiamo Tutankhanem (il padre della nostra Batavia laureata delle Oaks), Nathoo (Irish Derby), l’Aga Khan Noor (Santa Anita Handicap, Jockey Club Gold Cup) e padre di Yours, che vinse il De Gheest. Questa storia tra le corse e le genealogie dei galoppatori è solo una sintesi, in quanto l’avventura dello studio delle carte delle famiglie del purosangue è un viaggio infinito e pieno di fascino.

Una buona Pasqua a tutte le amiche e gli amici di Chavalier.net

Di Claudio Gobbi

Un augurio a voi tutti amici di Chavalier.net perché questo Mondo dell’ippica e del cavallo esca più forte dalla tremenda prova che stiamo affrontando.

Un appello va alle istituzioni, al Mipaaf e alla sua Ministra che volga uno sguardo verso le piste da corsa e di allenamento, ai maneggi oggi deserti perché questo mio e nostro Mondo torni ai fasti che merita.

Ascot chiude. Forse corse senza pubblico.

Redazione

DICHIARAZIONE SU ASCOT RACECOURSE SU ROYAL ASCOT 2020

Per motivi di salute e sicurezza pubblica abbiamo raggiunto la difficile ma inevitabile conclusione che Royal Ascot 2020 (martedì 16 – sabato 20 giugno) non sarà in grado di svolgersi come evento aperto al pubblico. Questa sarà ovviamente una grande delusione per tutti coloro che intendono partecipare.

Il dipinto che celebra la vittoria di Nearco nel Gran Prix di Parigi del ‘39.

Potrebbe rivelarsi possibile organizzare le gare Royal Ascot a porte chiuse, in base alla politica del governo e della sanità pubblica e all’approvazione del BHA affinché possiamo ricominciare a correre. Ciò andrebbe a beneficio dell’industria, dei nostri stimati partner e fornitori e del nostro pubblico televisivo a casa e a livello internazionale. Pianificare questo è ora il nostro obiettivo completo e aggiorneremo sui progressi come e quando possiamo.

I clienti che hanno già pagato per l’ingresso e l’ospitalità presso Royal Ascot verranno rimborsati per intero nel solito modo il più rapidamente possibile e inizieremo il processo di comunicazione con loro, inizialmente via e-mail, immediatamente. Ringraziamo tutti in anticipo per la loro pazienza e comprensione nel portare a termine questo compito sostanziale date le difficili circostanze pratiche dell’attuale blocco nazionale.

La pandemia avrà un impatto finanziario significativo sulla nostra attività nel 2020, insieme a tanti altri. Tuttavia, l’ippodromo di Ascot attraverserà questa crisi e non vediamo l’ora di poter dare il bentornato ai racego quando sarà sicuro farlo.

Nel frattempo, i nostri pensieri sono con tutti quelli che soffrono e soffrono a causa di COVID-19. Offriamo sinceri ringraziamenti al nostro meraviglioso personale NHS, ai lavoratori chiave e ai volontari per tutta la loro dedizione altruistica.

Guy Henderson
Amministratore delegato
Ippodromo di Ascot
7 aprile 2020

Si prega di notare che si richiede ai clienti di non contattare l’ippodromo. Contatteremo tutti i booker sia per Royal Ascot che per il weekend di maggio con i dettagli della procedura di rimborso.

È il mondo del cavallo che salverà il mondo dal Coronavirus.

Redazione

Un antiparassitario per equini distrugge il CORONAVIRUS in 48 ore. Testato in Australia da una equipe di scienziati.

http://www.mondoturf.net/2020/04/coronavirus-studio-australiano.html

Le corse dalle origini in Usa nel segno di Man O’War, il Grande Rosso (video).

 

Nell’immagine di apertura Australian, e Le genealogie di Man O’War e di Australian

La storia del galoppo americano raccontata da Paolo Allegri, una storia infinita di campioni che ha arricchito il mondo del Turf internazionale. In un video in bianoco e nero, il più grande cavallo della storia degli Stati Uniti, Man O’War, il Grade Rosso.

di Paolo Allegri

Quando negli anni Sessanta dell’Ottocento, Australian, figlio del primo laureato della Triplice Corona inglese West Australian, viene esportato negli Stati Uniti, si avvia una nuova fase del galoppo americano. E’ quella dell’importazione di stalloni importanti dall’Europa, un momento storico dal quale origina la prosperità del galoppo a stelle e strisce. Eclipse, Herod e Matchem sono i tre capostipiti dai quali discendono anche i campioni di oggi. A metà dell’Ottocento, Eclipse con i suoi discendenti sembrava aver oscurato Herod e Matchem. Ma nei cultori, negli studiosi del purosangue saranno i trionfi di West Australian e la vendita negli Stati Uniti di quel suo erede, Australian, a rimettere tutto in discussione. Quel vincitore nel 1853 della Triplice Corona inglese e, a quattro anni, in stile importante della Gold Cup, infatti appartiene alla famiglia di Matchem attraverso suo padre dell’imponente Melbourne, uno dei più grandi stalloni che abbia posseduto l’Inghilterra. Australian, continuatore di quella pregiata linea del galoppo mondiale, approda nel più celebrato allevamento degli Stati Uniti, la Woodburn Farm, nel Kentucky, dove per ventuno anni, a partire dal 1857 funziona anche uno dei più grandi campioni americani, Lexington (famiglia di Herod). In razza Australian si fa subito notare come padre di Spendthritf, laureato delle Belmont Stakes. Elegante, ricordando in questo l’avo inglese West Australian, in corsa Spendthrift impone la sua qualità, vincendo nove delle sedici corse disputate. In razza è ancora più valido dando origine a grandi vincitori come Kingston (dollari 139.562, di somme vinte, un record per l’epoca) e soprattutto Hastings, un altro laureato delle Belmont che generando Fair Play dà il via a una linea, quella di Man O’War, destinata a imporsi come solida e vincente negli Stati Uniti. Fair Play, un sauro piacente, alto di posteriore, dal dorso lungo e un po’ insellato, trasmette ai suoi figli un temperamento ideale (ottimi in box, grintosi in corsa) e sanità assoluta. Fair Play, capolista degli stalloni nel 1920, 1924 e 1927 in Usa, produce il suo capolavoro in Man O’War, atleta potente dal mantello rosso. E’ il 1919 quando ‘The Big Red” scende in pista a due anni. Dieci uscite e nove vittorie con uno stile impressionante. Quando è battuto, ha lasciato molte chances perdendo la partenza, ma rimontando con un inseguimento straordinario che gli vale il secondo posto. Undici corse a tre anni e undici spettacolari successi. Per molti cultori resta ancora il più grande cavallo che abbia mai corso in America, il purosangue che accese la fantasia di una Nazione intera. Nel 1921 il suo proprietario, Sam Riddle, ricevette un’offerta di un milione di dollari. Ma rifiutò con una motivazione: “Molti uomini possono possedere un milione di dollari, ma solo un uomo può possedere Man O’War”. In razza fu formidabile padre di fattrici. Il grande Rosso fu la colonna della Faraway Farm, al centro della quale gli è stato eretto un monumento di bronzo. Man O’ War visse trent’anni e andavano a trovarlo scolaresche, appassionati, turisti come si va a visitare un monumento o un museo.  Le sue figlie generarono ben 124 vincitori di stakes. Tra i suoi figli il migliore fu War Admiral, cavallo piccolo, ricco di espressione e di coraggio. Vinse ventuno delle ventisei corse disputate, centrando la Triplice Corona americana. In razza War Admiral fu avo materno di Never Say Die, che un giovanissimo Lester Piggott portò al successo nel Derby di Epsom del 1954. Never Say Die non era facile da allenare così preso venne inviato in razza. Il suo pedigree era esemplare, da un lato attraverso il padre Nasrullah c’era il sigillo di Nearco e dunque la famiglia di Eclipse; dall’altro la madre Singing Grass, portatrice del sangue di Matchem  attraverso War Admiral, Man O’War, Fair Play, alcuni dei protagonisti di questa puntata delle storie del purosangue che abbiamo dedicato al galoppo americano. Nomi leggendari che con le loro imprese hanno regalato emozioni, quello che l’ippica, come tutto il grande sport, in ogni epoca origina, aggiungendo vita allo scorrere del tempo.

 

 

 

 

 

 

 

Coolmore: ecco i primi foal dal Vincitore delle Triplice Corona Justify (video)

Redazione.

Si noterà come spesso alcuni di questi siano sauri come il padre, segno di capacità di imprimere il suo marchio.

 

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